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SPORT

Procura Figc apre procedimento, lui querela chi ha diffuso audio

"Cori razzisti? Spegniamo microfoni". De Siervo spiega l'audio rubato, "per evitare emulazioni"

L'ad della Lega, Luigi De Siervo (Ansa)
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''Ho dato mandato a studio professor Simone Donati, della Bocconi, di depositare querela in relazione alla illegittima diffusione dell'audio relativo a una parte del mio intervento nel Consiglio di Lega del 23 settembre 2019, audio pubblicato oggi sul sito di Repubblica'': lo annuncia l'ad della Lega Serie A De Siervo nella conferenza stampa organizzata per spiegare le sue dichiarazioni nell'audio registrato e pubblicato da Repubblica in cui diceva di voler spegnere i microfoni direzionati verso le Curve. ''La denuncia - continua -riguarderà anche l'audio trafugato e inviato al sito Business Insider sull'elezione di Gaetano Miccichè. Non è perché riguarda me, lo avevamo già fatto. Questo del Consiglio è ancor più grave perché riguarda un cellulare sul tavolo che intercetta la voce in maniera capziosa''. 

''Il tentativo che è stato fatto era quello di evitare di trasformare in eroi determinati ragazzi. Se hanno determinati atteggiamenti sono considerati degli eroi. C'è il rischio di emulazione, come accaduto con il lancio delle pietre nei cavalcavia. Dobbiamo evitare di trasformare in eroi dei criminali'': così De Siervo. ''Ho chiesto ai nostri registi - diceva - di spegnere i microfoni verso la curva''. 

''Questa è una casa di vetro, tutto è trasparente. Se nei prossimi mesi ci saranno attività esterne che cercheranno di destabilizzare la lega, mi prenderò la facoltà di chiamarvi  e spiegare in modo che le cose non crescano nel silenzio e diventino ingestibili'': dice De Siervo nella conferenza. ''Questi attacchi rafforzano il calcio. È un audio rubato con un cellulare. Una crisi, se si può chiamare così, farà serrare un po' le fila. Ma ci sarà qualche imbarazzo al prossimo consiglio. Qualcuno all'interno di quella stanza ha fatto il passo più lungo della gamba''. 

''So chi mi vuole male. Ma dovete fare il vostro mestiere e capirlo da soli. Noi non ci facciamo intimidire. Continuiamo nel nostro percorso, sono stato eletto da 15 club che mi danno fiducia e qualora la maggioranza mi chiedesse di fare un passo indietro lo farei'' dice l'ad della Lega Serie A. ''Ma certo nessuno -aggiunge - può farsi intimidire per delle lettere anonime o degli audio rubati con il cellulare nel tentativo goffo di buttare fango su di me, sulla Lega e sulla nostra azione. L'obiettivo è pensare di riuscire a decapitare la Lega in prossimità del bando sui diritti tv''.

''Passare per essere quello che silenzia, magari riuscissi a silenziarli. Obiettivo è opposto, è andarli a prendere uno per uno, punirli severamente nella forma più grave e cioè espulsione a tempo o definitiva dagli stadi'': dice De Siervo nella conferenza. ''Ma non per questo - aggiunge - possiamo consentire a dieci, venti, trenta persone di rovinare l'immagine di una città o di un paese, questo è il punto. Senza arrivare a scomodare la senatrice Segre, questo è un paese che purtroppo dimentica troppo rapidamente e il calcio su questo deve dare il buon esempio. Andremo stadio per stadio, curva per curva a individuare i responsabili e rendergli impossibile entrare allo stadio''.

Le frasi sui cori razzisti "da non trasmettere in diretta tv" pronunciate dall'amministratore delegato della Lega di serie A, Luigi De Siervo, pubblicato on line da 'Repubblica', hanno suscitato l'interesse della procura della Federcalcio che ha aperto un procedimento sulla vicenda. Lo apprende l'Ansa. Al più presto, trapela da fonti qualificate, la Procura chiederà l'audio di cui è in possesso il sito Repubblica.it. 
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