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ITALIA

Emergenza

Coronavirus. Governo al completo alla Protezione Civile. Conte: protocollo unico per tutte regioni

Al via da oggi nella sede della Protezione civile le riunioni del comitato di ministri e governatori per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Palazzo Chigi ieri sera ha parlato di "piena soddisfazione" di Conte per il lavoro dei governatori ,dopo che il premier aveva annunciato di essere "pronto a misure per contrarne le prerogative" se il coordinamento tra i vari sistemi sanitari non conterrà i contagi

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Il governo al completo è nella sede della Protezione Civile per la prima riunione del comitato permanente tra ministri e governatori delle Regioni per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Nella sede di via Vitorchiano sono presenti oltre al premier Conte i ministri Speranza, Boccia, Manfredi, Guerini, Provenzano, D'Incà, Franceschini, Bellanova, Patuanelli, Bonafede, Spadafora, DiMaio, Lamorgese, De Micheli, Bonetti, Gualtieri, Azzolina, Fraccaro, Dadone. Al tavolo anche il commissario Borrelli,mentre i governatori sono collegati in video.

CONTE
"Non dobbiamo pensare che sia una catastrofe che non si può affrontare, anzi è un'emergenza che si può affrontare e che stiamo affrontando mettendo in campo tutte le misure adeguate e proporzionate che confidiamo possano avere effetti di contenimento". Così il premier Giuseppe Conte alla protezione Civile.

"Questo è il momento di confrontarsi con tutti i governatori, per concordare le prossime azioni. Noi proporremo un protocollo condiviso con tutti per evitare di andare in ordine sparso. Da parte nostra c'è predisposizone alla collaborazione. E noi ce la faremo lavorando tutti insieme", ha aggiunto.

"Non è il momento delle polemiche, dobbiamo lavorare, le polemiche non mi interessano. Sono fiducioso - ha aggiunto - perché tutti i presidenti si sono dimostrati disponibili alla collaborazione"."Ce la faremo lavorando tutti insieme con l'obiettivo unico che è quello della salute dei cittadini. Quindi no a drammatizzazioni o allarmismi, dobbiamo agire per contenere il disagio", ha aggiunto.

"Ci predisporremo anche per reagire all'emergenza economica. Facendo sistema offriremo una risposta anche sul piano economico incredibile. Non dobbiamo drammatizzare - ha aggiunto - le misure sono adeguate". 

"La comitiva a Palermo è già stata individuata" ha detto il premier alla Protezione Civile sottolineando che "sono già state adottate tutte le precauzioni per il contenimento di questo possibile contagio".

FONTANA (LOMBARDIA)
"Spero che queste uscite siano una voce scappata, senza rendersi conto, oppure vuol dire che il governo inizia ad essere fuori controllo". Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fondana, commenta così alcune affermazioni del presidente Conte sull'emergenza coronavirus. Quelle del premier, sostiene il governatore ai microfoni di Radio Anch'io su Rai Radio 1, sono "dichiarazioni infondate e inaccettabili". 

"Purtroppo abbiamo seguito i protocolli del governo". Così Fontana. "Sono stato zitto,non ho fatto polemiche, però se accusano la Lombardia non posso tacere - aggiunge -. Avevamo proposto di aumentare i controlli un mese prima che scoppiasse l'epidemia. Ci hanno accusato di essere razzisti, di diffondere il panico. Conte il 3 febbraio ha detto di fidarsi, ora ci attacca. Spero sia una voce sfuggita, altrimenti vuol dire che ha cambiato strategia".

"Non sappiamo quale sia stata la principale causa dei decessi, se il virus è stata la concausa o se c'è un nesso di casualità diretta, però sappiamo che si tratta di persone che non erano nella pienezza della loro forz afisica e capacità di reagire a questa situazione". 

"Cerchiamo di sdrammatizzare, è una situazione senz'altro difficile, ma non così tanto pericolosa: il virus è molto aggressivo nella diffusione ma molto meno nelle conseguenze. È poco più di una normale influenza e questo lo dicono i tecnici". È quanto ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nel suo intervento nel Consiglio Regionale. 

BONACCINI (EMILIA-ROMAGNA)
Mai "come in questo momento è necessaria un'azione coordinata. È un ottimo strumento anche l'istituzione della videoconferenza quotidiana che vedrà in collegamento tutte le mattine alle 10 il presidente del Consiglio Conte, il capo dipartimento della Protezione civile Borrelli e tutti i presidenti delle Regioni". Lo dice il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, parlando in un'intervista a La Stampa dell'emergenza coronavirus. La priorità "è evitare il più possibile la diffusione del contagio- spiega -. Misure restrittive come quelle in atto richiedono un sacrificio da parte di tutti, ma sono necessarie per non ritrovarci in seguito a dover affrontare un'emergenza ancora più complessa".

"D'intesa con i presidenti Zaia e Fontana, chiediamo il blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: "Una misura necessaria per evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti,cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite". 

CIRIO (PIEMONTE)
Quella del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stata una "uscita infelice e poco chiara". Lo sostiene ai microfoni di Agorà, su Rai Tre, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. "Questa è una emergenza sanitaria e la sanità è competenza delle Regioni, difendiamo le nostre prerogative", aggiunge Cirio. "Il commissariamento non sta da nessuna parte, forse bisognerebbe commissariare chi ha sottovalutato l'emergenza. Io difendo la salute dei piemontesi".

ZAIA (VENETO)
"Le Regioni sono efficienti e prova ne sia che il Governo ci premia. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, ci stiamo coordinando, spero che sia una infelice l'uscita del presidente del Consiglio". Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia sulla polemica tra Governo e Lombardia in merito all'emergenza Coronavirus e relative responsabilità.  

"Siamo in costante videoconferenza con il governo. Se si inasprisce l'emergenza, si inasprisce anche l'ordinanza" ha detto il governatore del Veneto a margine dei lavori presso la protezione civile a Marghera, annunciando un probabile punto della situazione tra governo e regioni per domani. 

"Chiediamo una rielaborazione delle direttive ufficiali dell'Iss in modo tale che sia chiaro e stringente - e non ci sia margine per interpretazioni- il metodo di comportamento da parte di tutti" ha affermato Zaia.
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