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MONDO

L'ira di Israele

Cosa prevede la controversa legge della Polonia sulla Shoah

Treblinka, Auschwitz-Birkenau, Chelmo, Belzec, Sobibor e Maidanek: sono i lager della Polonia occupata dal Terzo Reich. La legge in discussione prevede il divieto di dire che i campi di sterminio erano polacchi e pene a chi lega la Polonia ai crimini compiuti dai nazisti

Il campo di sterminio di Auschwitz
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La norma della discordia sulla Shoah, approvata da un ramo del parlamento polacco, è un emendamento alla legge sull'attività dell'Istituto della memoria nazionale (Ipn), elaborato e proposto dal ministero della Giustizia gestito da Zbigniew Ziobro, uno dei leader dell'attuale coalizione di governo conservatore al potere dal 2015.

L'emendamento alla legge, che ha ricevuto venerdì scorso il via libera della Camera bassa del parlamento di Varsavia, prevede la possibilità di punire, con una sanzione che da una multa può arrivare anche al carcere fino a tre anni, coloro che "pubblicamente e contro i fatti attribuiscono alla nazione polacca o allo stato polacco la responsabilità o la corresponsabilità di crimini compiuti dal Terzo Reich tedesco oppure i crimini contro l'umanità, contro la pace nonché altri crimini durante la guerra". Una pena che riguarda anche i casi di tentativi "evidenti di sminuire la responsabilità dei reali autori di questi crimini".

L'emendamento prevede, tra l'altro, la possibilità di portare di fronte al tribunale anche chi usi la formulazione "campi polacchi della morte", riferendosi ad esempio ad Auschwitz. Nell'approvare l'emendamento è stato inoltre deciso che il nuovo provvedimento possa riguardare non solo i cittadini polacchi, ma anche gli stranieri, "indipendentemente dalle leggi in vigore nel luogo dove tale atto è stato compiuto".

A favore del cambiamento della legge hanno votato 279 deputati mentre i contrari sono stati 5 e gli astenuti 130 (i deputati dell'opposizione). Perché la norma diventi legge ci dovrà essere  l'approvazione anche dell'altro ramo del Parlamento.

L'emendamento alla legge prevede inoltre anche la possibilità di perseguire coloro che negano i crimini compiuti (contro i polacchi) sempre durante la guerra dai nazionalisti ucraini.

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