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POLITICA

A Palazzo Chigi Renzi incontra Padoan e Franceschini

Crisi di governo.Mattarella accelera consultazioni,possibile incarico domani. In pole c'è Gentiloni

Scotto di Sinistra italiana: 'no' a Renzi bis e a Gentiloni. Verdini di Ala-Scelta Civica: Renzi bis o altro purchè Paese esca da impasse. Nel pomeriggio a salire al Colle, alle 16,  Forza Italia capitanata da Silvio Berlusconi. A seguire il M5S che - come Lega e Fratelli d'Italia  - chiederà al Capo dello Stato di andare subito al voto

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Consultazioni a una svolta per Sergio Mattarella. Sentiti i primi venti gruppi previsti, questo pomeriggio saliranno al Quirinale i tre gruppi più grandi: Forza Italia, M5S e Pd, dai quali dipenderà in larga parte la soluzione alla crisi di governo apertasi con le dimissioni di Matteo Renzi.

Il capo dello Stato continua il suo pressing sui tempi: dagli esponenti consultati stamane continua a trapelare la volonta' del Capo dello Stato di accelerare quanto più possibile per dare già nei primi giorni della prossima settimana un nuovo governo al Paese. Dunque non è escluso che il Presidente questa sera si affacci dallo studio alla Vetrata per spiegare agli italiani come ha inteso condurre il suo giro di ascolto delle diverse forze politiche, e che, dopo qualche ora di riflessione, già domani possa far sapere la sua decisione.

Tutto è ancora aperto. In mattinata Sinistra Italiana ha bocciato l'idea di un Renzi bis ma si è detta disponibile a un governo istituzionale per fare le riforme, ipotesi che al momento sarebbe sostenuta solo dall'attuale maggioranza, con l'aggiunta di Gal e Ala. Ma in mattinata, dalle parole di Denis Verdini e da quelle di Angelino Alfano, leader rispettivamente di Ala e di Ap, è rinata l'ipotesi di un Renzi bis che ieri i più davano per tramontata.

"Nella testa di Matteo è ancora tutto aperto" spiega chi è stato di recente a Palazzo Chigi. Il Pd ha ancora qualche ora per riflettere, poi alle 18 si aprirà per la delegazione Dem la porta dello studio alla Vetrata e a quel punto una soluzione o, quantomeno, un percorso dovrà essere rappresentato al Capo dello Stato. 

Giro d'incontri intanto a Palazzo Chigi, tra il premier dimissionario e i suoi ministri. Renzi ha visto quello dell'Economia Pier Carlo Padoan e dei Beni Culturali Dario Franceschini. I due potrebbero essere  tra i possibili candidati - così come Gentiloni - a guidare un governo "di scopo" che possa portare a mettere a punto una nuova riforma costituzionale. L'ex presidente del consiglio è stato a colloquio anche con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e il Viceministro allo sviluppo economico Carlo Calenda. Ricevuta anche la delegazione Pd che salirà più tardi al Colle.

FI verso ipotesi Gentiloni
Silvio Berlusconi ha incontrato a palazzo Grazioli i capigruppo di Forza Italia, Renato Brunetta e Paolo Romani, prima di salire al Quirinale per le consultazioni con il Capo dello Stato. A partire dalle 16 sarà proprio il Cavaliere a varcare il portone del palazzo portando con sè la promessa fatta proprio a Mattarella che il suo partito sarà 'responsabile'. Possibile che Forza Italia sia tentata dall'idea di un nuovo esecutivo magari a guida Gentiloni - linea sposata anche dal Pd - per portare a termine il lavoro sulla legge elettorale che Berlusconi vuole proporzionale. Una posizione che si tradurrebbe con il no all'ingresso diretto nella maggioranza di governo, ma in una sostanziale non belligeranza con l'esecutivo nascente e la disponibilità a un tavolo su riforme e legge elettorale, appunto. E' questa la posizione che prende forza nel partito di centrodestra, e che Silvio Berlusconi potrebbe esporre domani al presidente della Repubblica, dopo aver incontrato i vertici di Forza Italia a palazzo Grazioli per fare il punto sulla linea da seguire.

Fdi-Lega: 'no' a Renzi bis
L'ipotesi di un Renzi bis pare inaccettabile da più parti. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta ripete: "Qualcuno pensa ancora a un Renzi bis dopo 19.419.507 No del popolo sovrano? Renzi e il suo governo a casa, e non tornino mai più". Un no trova i forzisti su una posizione comune con Fratelli d'Italia e Lega. "Un Renzi bis sarebbe inaccettabile", tuona Giorgia Meloni, "gli italiani sono stati chiari". "Il popolo vuole votare e non gradisce Renzi come presidente del Consiglio", dice il vicesegretario del Carroccio, Giancarlo Giorgetti. Intanto il segretario della Lega, Matteo Salvini, insiste per andare a elezioni subito e annuncia che nel prossimo weekend, il 17 e 18 dicembre, il Carroccio organizzerà mille gazebo in piazza per chiedere che si voti.

"Il 17 sarò a Palermo e il 18 a Milano", ha spiegato Salvini in un'intervista al Corriere della Sera, "vogliamo unire in questa richiesta tutta Italia". "Qui c'è gente che vuole andare avanti per un anno e mezzo e così diventa un problema di democrazia", ha avvertito il leader leghista. Quanto all'assenza alle consultazioni al Quirinale, Salvini ribadisce che si è trattato di una questione familiare: "Da tempo avevo promesso ai miei bimbi che sarei stato con loro in questi giorni e, con tutto il rispetto per le consultazioni, ho voluto mantenere la promessa". 

M5S: Subito al voto
Il M5S, che ieri pomeriggio si è riunito ancora per fare il punto sulla situazione, prima di salire oggi al Colle per le consultazioni, è chiaro: "Andiamo a votare subito", ripete Luigi Di Maio. Voto subito che per i pentastellati si realizza nell'andare alle urne subito dopo la sentenza della Consulta, a fine gennaio, e applicando anche al Senato, con i correttivi necessari, l'Italicum: il gruppo ha già depositato a Montecitorio una proposta in tal senso.

Pd converge su Gentiloni
Il Pd sarà l'ultimo partito a incontrare Mattarella. Al Colle saliranno Guerini, Orfini e i capigruppo Zanda e Rosato con il nome di Paolo Gentiloni tra le mani.

Il Pd infatti trova la quadra sul nome del titolare della Farnesina quale successore di Matteo Renzi a palazzo Chigi. Un Governo di scopo per riformare l'Italicum e poi andare alle urne: questo il 'patto' tra i dem. Renzi sa che non è praticabile, perché non troppo gradita al Capo dello Stato, la strada che porta a una modifica dell'Italicum con lui in carica da dimissionario, come prospettato dal Movimento 5 Stelle. Un esecutivo a termine guidato da Gentiloni, viene spiegato, permetterebbe invece al segretario Pd di non tradire la parola data nei mesi di campagna elettorale ("io non galleggio", "al tavolo non ci sarò") e rassicurerebbe il Colle - nel caso in cui ci volesse più tempo per riformare l'Italicum - in vista degli impegni internazionali di marzo a Roma e maggio a Taormina con il G7.

Per non rischiare il rinfocolarsi delle correnti dem, il premier accelera sul congresso, con alcuni parlamentari che ne ipotizzano l'apertura dopo un'assemblea da tenersi già tra una decina di giorni, per concludersi a marzo. È Andrea Orlando a dire 'on the record' quella che - secondo parlamentari e fedelissimi - rimane la posizione del premier dimissionario. "Un Governo di legislatura è inconcepibile. La legislatura si è chiusa con il referendum - dice il ministro della Giustizia - Dobbiamo capire capire come chiuderla, non come andare avanti". Il Pd, insomma, ribadiscono oggi Guerini, Orfini e i capigruppo Zanda e Rosato a Mattarella "ha un ruolo centrale che non rifiuta", ma che "non può essere" un ruolo "solitario". "Non siamo disponibili a fare da soli", scandisce il titolare di via Arenula.

Il governo di transizione dice a sua volta Roberto Speranza - dalle pagine del Quotidiano nazionale - deve fare subito due cose: "una legge elettorale omogenea per camera e senato e risanare la frattura che si è venuta a creare con la società italiana". Per questo incalza: bisogna cambiare anche scuola e jobs act.
 
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