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POLITICA

Palazzo Madama

​Crisi di governo, Salvini parla in Senato: "Il voto è la via maestra"

Il vicepremier prende la parola subito dopo Conte che, oggi, ha fatto il suo ultimo intervento in Aula da presidente del Consiglio. Salvini parla dal banco dei senatori leghisti, non da quello del governo. "Chi ha paura del voto non è un uomo libero". Poi, ai 5S: "Se volete completare le riforme ci sto"

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"La via maestra è quella delle elezioni, ma se volete andare avanti noi ci siamo: tagliamo i parlamentari e poi andiamo a votare. Se poi uno volesse metterci una manovra economica coraggiosa, ci siamo. Se, invece, volete governare con Renzi, Boschi e Lotti, auguri e auguri agli italiani". Matteo Salvini parla nell'aula del Senato. Il suo intervento segue quello di Giuseppe Conte, intervenuto oggi per l'ultima volta da presidente del Consiglio: alla fine del dibattito a Palazzo Madama, salirà infatti al Colle per rassegnare le dimissioni.



Sono qua "con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani- continua Salvini, parlando dal banco dei senatori leghisti, non da quello del governo. Alla fine del discorso di Conte, il leader della Lega si stava alzando, accanto al premier, per parlare. Ma la presidente del Senato, Casellati, lo ha fermato, indicandogli i banchi della Lega. "In questa aula, ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero" aggiunge il vicepremier. "Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensa che dittatura vorremmo avere? Quella del voto... ", continua indicando come critica "più surreale" di questi giorni  quella che "non si fanno le crisi ad agosto, i parlamentari non lavorano...Facciamo i ministri un mese sì, un mese no? commenta Salvini.

La Lega non ha paura di un'alleanza Pd-M5s
"Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura". dice ancora in Aula al Senato.

Si vota anche a settembre, non parlateci di Iva...
"Si vota anche a settembre, non veniteci a parlare di aumento Iva, di spread, di esercizio provvisorio, di recessione... ", ribadisce.

L'Italia che ho in testa non cresce di zero virgola
"Poi racconto l'Italia che abbiamo in testa e nel cuore, che non cresce dello zero vergola, che ha una giustizia quella vera, dove ci sono 60 milioni di presunti innocenti fino a prova contraria", afferma Salvini.

Ue? Non voglio un Italia schiava di nessuno
"La libertà non consiste nell'avere il padrone giusto, ma nel non avere nessun padrone" dice, citando Cicerone. "Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo, siamo o non siamo liberi?". 

Io non ho mai preso il caffè con Merkel...
"Non mi è mai capitato di parlare con Merkel sui propri interessi di partito per chiedere consigli su come vincere le elezioni...Non ho mai preso un caffè lamentandomi che Salvini ha chiuso i porti", dice ancora il vicepremier, mandando un messaggio a Conte.

Salvini "sfora" i 10 minuti che la presidente Casellati aveva annunciato avere a disposizione. Il Pd protesta, ma Casellati chiarisce: "Il ministro Salvini ha chiesto di parlare per venti dei quaranta minuti previsti per la Lega dalla conferenza dei capigruppo. I tempi sono stati distribuiti così e dunque mi attengo alla distribuzione". E restituisce la parola al vicepremier. 

Governo finito per colpa di tanti 'signor no'
"Se questo governo s'è interrotto è perché in Parlamento, in Commissione, al governo c'erano tanti signor No" afferma Salvini.

A Conte: incontro con le parti sociali? Non sono state ascoltate prima
 "A lei che mi ha detto che ho incontrato le parti sociali, dico che non li ascoltava nessuno. E se l'avesse fatto qualcuno prima di me, avremmo fatto in fretta, apriamo all'Italia, senza paura e a testa alta" dice, replicando a Conte.

Manovra? La sostengo con 50 miliardi di taglio di tasse
"La Lega è pronta a sostenere una manovra economica se ha almeno 50 miliardi a bilancio per ridurre le tasse a famiglie, lavoratori e imprenditori italiani, almeno, stando sotto a quello che farà la Francia" assicura Salvini.

Avevo raccolto la sfida M5S sul taglio dei parlamentari
 "Ho raccolto la settimana scorsa in questa Aula la sfida dei 5 stelle...", dice quindi, riferendosi al taglio dei parlamentari. Salvini non termina però questo passaggio, perché viene interrotto.

Finché in campo chiederò la protezione di Maria
"Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l'Italia la chiedo finché campo, non mene vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone". 

Al M5s: buon lavoro con il partito di Bibbiano
I ministri della Lega sono "gente libera che risponde solo e soltanto alla popolo italiano, non alla Merkel o a Macron" gente che ha "una idea di famiglia e di figli, che hanno una mamma e un papà, e buon lavoro con il partito di Bibbiano". 

E ancora, ai 5S: se volete completare le riforme ci sto
"Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II.., lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con la sole dichiarazioni o con la forza ma con gesti e fatti concreti se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi auguri..." conclude Salvini.

Al termine del suo intervento, il vicepremier lascia il Senato mentre è ancora in corso il dibattito. "Quello che mi è dispiaciuto- dice Salvini ai giornalisti-, è di aver lavorato per un anno a fianco di una persona e di scoprire dopo un anno che mi ritiene un pericolo pubblico. Non pensavo di avergli dato così tanto fastidio. Ognuno ha il suo stile, oggi più che avvocato del popolo ha parlato da pubblica accusa". Giuseppe Conte parlerà ancora al termine degli interventi in Aula.

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