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MONDO

Lo scontro tra Kiev e Mosca

Crisi navi sequestrate, l'Ucraina vieta l'ingresso agli uomini russi tra i 16 e 60 anni

Il presidente Poroshenko: vogliamo evitare che si formino "eserciti privati". Mosca: in Ucraina si rischia la guerra civile, "rammarico" per la decisione di Trump di cancellare l'incontro con Putin al G20 

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Nuovo passo di Kiev che rischia di aggravare ulteriormente la crisi con Mosca sul sequestro delle 3 navi nello stratto di Kerch. L'Ucraina ha vietato a tutti gli uomini russi tra i 16 e i 60 anni l'ingresso nel Paese. Lo ha reso noto su Twitter il presidente Petro Poroshenko. Le restrizioni, sottolinea, sono state decise per impedire ai russi di formare distaccamenti di "eserciti privati" che rispondano alle forze armate russe. 

Poroshenko in mattinata ha incontrato i vertici militari ucraini per chiedere un giro di vite nei confronti dei russi che arrivano in Ucraina. Il presidente ha precisato che le uniche eccezioni saranno "per ragioni umanitarie esplicitamente specificate". Mercoledì scorso la legge marziale è stata introdotta in una serie di regioni dell'Ucraina orientale e della Costa del Mar Nero e del Mare d'Azov, al centro dell'escalation con Mosca.

La richiesta di Kiev alla Nato
Il governo ucraino ha inoltre chiesto formalmente alla Nato l'invio di mezzi militari nel mare d’Azov per garantire la libera navigazione, una misura fortemente avversata dalla Russia. Fonti diplomatiche hanno dichiarato ad Agenzia Stampa Italia che sulla questione è previsto un vertice dei ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica per la prossima settimana. 

Mosca: in Ucraina si rischia la guerra civile 
"L'Ucraina potrebbe sprofondare nella guerra civile". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, esprimendo preoccupazione per l'introduzione della legge marziale. "Alle forze dell'ordine ucraine sono stati concessi poteri straordinari, incluso l'uso della forza senza l'autorizzazione dei tribunali o dei pm, e questo pone seri rischi", ha detto Zakharova, citata dalla Tass. 

Comandanti delle navi ucraine catturate trasferiti a Mosca 
Trasferiti a Mosca per essere interrogati i comandanti delle tre navi militari ucraine catturate domenica dalle forze russe al largo della Crimea: lo ha annunciato la difensore civica russa Liudmila Lubina, precisando che anche gli altri 21 marinai non sono più in Crimea. Un tribunale della Crimea, annessa alla Russia dal 2014, ha ordinato due mesi di arresto in attesa di giudizio per tutti e 24 i militari ucraini. 

"Rammarico" del Cremlino per il mancato incontro Putin-Trump
Intanto il Cremlino "si rammarica" della decisione di Donald Trump di cancellare il suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin previsto per domani a Buenos Aires nel corso del G20. Lo ha detto il portavoce Dmitrij Peskov, citato dall'agenzia di stampa russa ufficiale Tass. "Ciò significa che le discussioni su gravi problemi internazionali e bilaterali sono posticipate indefinitamente". "Per quanto riguarda il presidente russo Vladimir Putin, è pronto ad avere contatti con il suo collega americano", ha aggiunto Peskov. 

La decisione di Trump
Trump ha bruscamente cancellato ieri il suo incontro programmato con Vladimir Putin al G20 in Argentina, in un contesto di crescenti tensioni tra Mosca e Kiev. "Considerato il fatto che le imbarcazioni e i marinai non sono ritornati all'Ucraina dalla Russia, ho deciso che sarebbe meglio per tutte le parti coinvolte cancellare il mio previsto incontro in Argentina con il presidente Vladimir Putin. Attendo di nuovo un vertice significativo non appena questa situazione sarà risolta", ha scritto il Tycoon su Twitter poco dopo aver lasciato Washington.
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