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ITALIA

Caso Montante

Musumeci: no a creare mostri. Crocetta: mai fatto favori

L’ex governatore nega di aver favorito la rete creata dall’ex presidente di Sicindustria, mentre il suo successore invita alla prudenza sull’inchiesta

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L’ex presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente regionale di Confindustria, Antonello Montante, nega tutti gli addebiti, mentre l’attuale governatore, Nello Musumeci, ha invitato a “non sbattere il mostro in prima pagina”. Intanto, si apprende che tra gli spiati dalla rete di Montante c’erano anche diversi giornalisti, e la Fnsi protesta.

Crocetta: mai fatto favori a Montante
"Non ho mai fatto favori ad Antonello Montante e a Giuseppe Catanzaro (attuale presidente di Sicindustria), anzi: fu il mio governo a bloccare l'operazione di vendita dell'Azienda Siciliana Trasporti alla Jonica trasporti dove Montante era socio, fu pure condannato a pagare le spese legali. E fui io a fare chiudere per tre mesi la discarica di Siculiana di Catanzaro perché non si adeguava alle prescrizioni durante l'emergenza rifiuti, creandogli un danno per 10 milioni di euro". Così l'ex governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, si è difeso dall'accusa di finanziamento illecito dei partiti e concorso in associazione a delinquere finalizzato alla corruzione nell'ambito dell'inchiesta 'double face' della Procura di Caltanissetta.



Musumeci:  no a creazione mostri
Invita alla prudenza l’attuale presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, che dice di aver "letto le agenzie di stampa”, raggiungendo la conclusione che “bisogna sempre essere attenti a non sbattere il mostro in prima pagina".  "Il tribunale del riesame ha dichiarato che Pippo Gennuso (deputato regionale) non ha avuto alcun collegamento con le organizzazioni mafiose -ha proseguito Musumeci- ma abbiamo tutti detto che il mostro c'era. Quattro o cinque ex ministri sono stati rimessi in libertà e poi alla fine si è capito che erano del tutto innocenti. Io sono garantista per cultura politica, attenti quando emettiamo sentenze -ha concluso- questo come criterio generale".

Fnsi protesta: spiati anche giornalisti
"Emergono fatti inquietanti” dalle indagini che hanno portato agli arresti domiciliari di Montante, affermano il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. Secondo il Gip che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, Montante ''voleva acquisire informazioni su persone che erano entrate in rotta di collisione con lui e col sistema confindustriale che rappresenta, in relazione alle più svariate vicende'' e fra questi ci sono anche giornalisti, come Giampiero Casagni e Attilio Bolzoni. In uno dei fogli ritrovati, nei confronti di Bolzoni “viene scagliata da un anonimo l'accusa paradossale di essere 'affiliato alla mafia'. Un chiaro tentativo di infangare il collega e di intimidirlo".

Fava: preoccupante governo parallelo
"Da presidente della commissione Antimafia e da semplice cittadino, sono preoccupato all'idea di una sorta di governo parallelo che si è costruito nel corso degli anni, anche di fronte a una colpevole distrazione di tanti, nel senso che molte di queste cose potevano essere state intuite, intuibili o conosciute". Così commenta il caso Montante il deputato regionale Claudio Fava, subito dopo l'elezione a presidente della commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana: Fava ha poi aggiunto di essere “stupito” dal livello di disponibilità verso questa rete all’interno delle istituzioni.
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