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ITALIA

Genova

Crollo ponte Morandi, sensori da venerdì. La demolizione a partire da fine mese

Di Maio insiste: Autostrade torni allo Stato, d'accordo con Matteo Salvini

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Sono stati effettuati oggi i primi sopralluoghi dei Vigili del fuoco e delle aziende che dovranno installare i sensori sui monconi di Ponte Morandi. Secondo l'iter deciso durante la riunione negli uffici del Comune di Genova, tenuta stamani, se le condizioni meteo lo permetteranno, venerdì 14 settembre potrebbero essere avviate le prime installazioni degli strumenti utili al monitoraggio. 

Bucci: a fine mese il via alla demolizione
"Se ci danno tutte le autorizzazioni, i tempi tecnici" per l'apertura del cantiere per la demolizione di quanto resta del ponte Morandi "sono che a fine mese, prima settimana di ottobre si può cominciare la demolizione. Questo secondo le informazioni che ho disponibili a oggi". Lo ha detto il sindaco, Marco Bucci. I sensori ci saranno. Abbiamo dovuto ritardare qualche giorno perché purtroppo in Italia non ci sono più di 200 sensori e non c'è la disponibilità di tutti quelli di cui abbiamo bisogno. Installeremo prima quelli che servono per consentire agli sfollati di rientrare per prendersi le loro cose e poi quelli dall'altra parte del ponte", ha precisato Bucci. "Cercheremo di anticipare anche in questo caso, stiamo facendo tutti il possibile".

Toti: Città il 14/9 si ferma 1 minuto alle 11.36 per ricordo vittime
La mattina del 14 (settembre, ndr), alle 11.36, quando ahimè il ponte è crollato con quello che è seguito in termini di lutto e dolore, la città si fermerà. Abbiamo chiesto a tutti di partecipare per ricordare per un minuto le vittime". Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti in una conferenza stampa nella sede della regione insieme al sindaco di Genova Marco Bucci, annunciando una giornata di commemorazione per le vittime del crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto scorso nel capoluogo ligure. Per le case" agli sfollati "noi contiamo che per il 14 (settembre, ndr), salvo rare eccezioni, riusciremo ad aver dato un'opportunità a tutti. Centotrenta famiglie hanno già avuto una risposta", ha detto Toti.

Toti: no ritardi, dovranno passare sul mio corpo
"Se vogliamo lavorare perché vi sia una rapida ricostruzione, la Regione ed il Comune ci sono. Abbiamo chiesto al governo poteri straordinari e intendiamo esercitarli, mettendoci la faccia e prendendoci le responsabilità. Se invece il governo pensa, in un rigurgito di centralismo della passata legislatura, di fare una battaglia nazionale passando per Genova o imporre a Genova qualche ritardo pur di conquistare altri obiettivi o di dettare l'agenda alle istituzioni locali, siamo nel territorio opposto. Due anni per far partire un'infrastruttura è intollerabile e non succederà a Genova perché per farlo dovranno passare sulla mia faccia, sul mio corpo e su questa Regione", dice ancora il presidente della Liguria. "A me l'unica cosa che interessa - ha sottolineato Toti - è che la ricostruzione del ponte avvenga nei tempi più rapidi possibili e con le modalità che garantiscano la più rapida costruzione di quell'arteria fondamentale. Delle polemiche m'interessa pochissimo, così come m'interessa pochissimo tutto quello che vorrà fare il governo sulle autostrade e le concessioni". "Stanotte prima di addormentarmi ho riletto una storia che è quella del viadotto Himera sull'autostrada siciliana che da Palermo va a Messina. Quel viadotto è caduto nel 2015. I lavori non sono ancora cominciati e sono stati affidati solo due giorni fa. Sono passati quindi 2 anni e 10 mesi per l'affidamento di un lavoro a Anas. Questo per chi dice che tra pubblico e privato c'è una differente capacità di intervento.

M5s Liguria: inaccettabile ultimatum Toti
"Non è accettabile l'ultimatum che Toti si permette di dare al governo evocando o, peggio, minacciando una possibile 'pioggia di ricorsi' se solo qualcuno oserà mettere in dubbio il suo ruolo di commissario". Lo scrive in una nota portavoce del M5s Liguria. Ruolo "che è sotto la piena e completa giurisdizione del Governo a cui Toti risponde e alle cui linee guida dovrebbe attenersi, senza tracimare al di fuori delle sue competenze, come purtroppo avviene ormai quotidianamente". 

Pm a familiari vittime: abbiate fiducia 
Ai parenti delle vittime e agli sfollati "dico di avere fiducia. È come se la tragedia che è successa a loro fosse successa a noi e ai nostri parenti". Lo ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi in merito alle indagini sul crollo del ponte Morandi avvenuto lo scorso 14 agosto e costato la vita a 43 persone. 

Primi interrogatori in procura a Genova
Primo interrogatorio, negli uffici del palazzo di giustizia di Genova, nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del Ponte Morandi. I magistrati hanno ascoltato, in qualità di persona informata dei fatti, Enrico Valeri, responsabile del coordinamento della viabilità di Autostrade. La notte del 14 agosto, Valeri scrisse al Cesi, nota società di consulenza ingegneristica e strutturale, per farsi mandare lo studio sul ponte Morandi fatto nel 2016.

Autostrade, Di Maio: torni allo Stato 
"Se parliamo di rimettere a gara le autostrade ci sono due possibilità: o tornano ad Autostrade ed è l'arte dei pazzi o ci facciamo colonizzare da un concessionario straniero. Quindi necessariamente devono tornare allo Stato, vogliamo chiamarla gestione pubblica e non nazionalizzazione?".Così il vicepremier, Luigi Di Maio, intervistato a L'aria che tira. Alla domanda se sulla questione si sia messo d'accordo con Matteo Salvini, Di Maio ha risposto: "Assolutamente. Anche nella mozione che abbiamo votato in Parlamento è prevista una gestione pubblica nel futuro".

Di Maio torna a ribadire: "I soldi ce li deve mettere Autostrade - ha detto - o li mette subito o noi li anticipiamo e ce li prendiamo dopo". Di Maio ha ribadito a chiare lettere che revocherà la concessione e che le autostrade in Italia "devono necessariamente tornare allo Stato per pagare meno pedaggi". Il governo, ha sottolineato "revocherà la concessione ad Autostrade per grave inadempimento della manutenzione del ponte Morandi. Anche nel 2013 decine di persone sono morte, cadute da un ponte ad Avellino, perché il guard rail non ha retto". Le misure per Genova arriveranno con il decreto urgenze che sarà varato entro la fine di questa settimana o all'inizio della prossima, ha riferito il ministro.

Nel decreto, ha spiegato, "ci saranno tutte le norme per fare una cosa molto semplice: ricostruiamo il ponte con Fincantieri di cui mi fido ciecamente. Non sarà una gara soggetta a regole del massimo ribasso e i pezzi del ponte li faremo a Genova". "Questi signori - ha proseguito ancora Maio - hanno fatto crollare un ponte, ora stanno provando a rifarsi una verginità con conferenze stampa maneggiando modellini: ci mettano i soldi ma non tocchino una pietra del nuovo ponte. La gente per strada mi dice 'non fate costruire a quella gente e toglietegli le concessioni'. Poi loro dicono 'siamo responsabili ma non colpevoli', è una supercazzola perché si vogliono salvare dai processi".
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