Original qstring: refresh_ce | /dl/rainews/articoli/Crollo-scuola-ad-Amatrice-Procuratore-Rieti-palazzi-con-piu-sabbia-che-cemento-15a41d31-90da-4a70-9d5e-2250cc17a58c.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

Sisma

Crollo scuola ad Amatrice, Procuratore Rieti: palazzi con più sabbia che cemento

Secondo una prima stima, sono 115 gli edifici crollati o gravemente lesionati nei comuni del reatino su cui si indaga. E Cantone avverte: "Vedo due pericoli, tutti italiani, anche in questo terremoto, la mafia che ne approfitta e s`infiltra nella ricostruzione e le grandi abbuffate dei soliti speculatori". 

Condividi
Prosegue l'inchiesta che è stata avviata anche dalla Procura di Rieti per verificare in particolare i motivi dei crolli della scuola e il cedimento del campanile nei comuni colpiti dal sisma. "Quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati". In un colloquio con Repubblica,  parla il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

Al momento la priorità, per Saieva, sono le vittime, le salme da identificare ufficialmente, da sottoporre ad esame medico- legale una per una. "Tutte le nostre risorse sono impegnate su questo fronte", dice. Il procuratore, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo, dopo il terremoto è andato personalmente sui luoghi del disastro. "Per portare la mia solidarietà", spiega. "All'ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un'enorme tettoia di cemento armato", racconta. "Poco lontano c'era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento. Cose che accerteremo a tempo debito. Se emergeranno responsabilità e omissioni, saranno perseguite. E chi ha sbagliato,pagherà".

Secondo una prima stima, sono 115 gli edifici crollati o gravemente lesionati nei comuni del reatino. I pm, per prima cosa, dovranno verificare se ciò che è stato costruito ex novo o modificato negli ultimi 15 anni sia conforme al testo unico del 2001, la norma base con le disposizioni in materia di progettazione antisismica. E questa radiografia la subirà anche la scuola Romeo Capranica di Amatrice.

Procura Ascoli apre fascicolo indagine
Anche la Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo di indagine sul terremoto che ha provocato vittime e crolli nel territorio, in particolare ad Arquata e Pescara del Tronto. Si tratta di un fascicolo a modello 45 (atti non costituenti reato), volto a consentire accertamenti legali, che il pm Umberto Monti ha affidato ai carabinieri del Comando provinciale di Ascoli. Il primo incarico affidato ai Cc dal magistrato è stata l'identificazione dei cadaveri e la geolocalizzazione del ritrovamento dei corpi, in base alla quale ricostruire eventuali responsabilità relativa alla costruzione, ricostruzione o consolidamento sismico delle abitazioni. 

Cantone: rischio infiltrazioni mafiose in ricostruzione
Sulla scuola di Amatrice interviene anche Raffaele Cantone: "su quell'appalto bisogna accendere subito una luce. Sarebbe ingiusto dare giudizi su due piedi, ma se il terremoto fosse avvenuto in un altro momento dell'anno sarebbe finita come a San Giuliano di Puglia. Una strage di bambini. L'Autorità giudiziaria e noi dell'Anac ce ne occuperemo per individuare le responsabilità".

"La priorità è dare subito le case, perché adesso vanno bene le tende, ma ad Amatrice tra poco farà freddo, quindi l'urgenza è sistemare 2mila persone. La logica delle new town all'Aquila fu quella, anche se poi fallì del tutto perché non furono ricostruite le vecchie case", rileva Cantone, secondo cui in alternativa alle new town "bisogna comunque trovare formule per ricostruire rapidamente e questa è l'opzione preferibile".

"Vedo due pericoli, tutti italiani, anche in questo terremoto: la mafia che ne approfitta e s'infiltra nella ricostruzione e le grandi abbuffate dei soliti specutaori". E' quanto sottolinea in un'intervista a Repubblica il presidente dell'Autorita' anticorruzione, Raffaele Cantone, esprimendo "forte" solidarieta' alle popolazioni colpite e "preoccupazione per gli speculatori in agguato".

 "Vedo due Paesi inconciliabili - osserva Cantone - quello dei volontari che arrivano da tutta Italia e scavano fino allo sfinimento con una gara di solidarietà che coinvolge l'intero Paese. Ma poi si fa fatica a pensare che è lo stesso Paese delle grandi abbuffate, di chi ne approfitta e specula, di chi, quella famosa notte del terremoto dell'Aquila, rideva pensando agli affari che avrebbe fatto. Da un lato c'è un pezzo d'Italia bellissimo, dall'altro c'è chi pensa che sui morti si possono fare più affari". 

Cantone parla del "modello Expo", forte della vigilanza collaborativa e dei controlli contro la criminalità organizzata, per vigilare sugli appalti. Nella ricostruzione "l'Anac può avere una funzione proficua
se riesce a ricreare una situazione analoga a quella di Expo o del Giubileo. Ma perché ciò avvenga - spiega il magistrato - gli organi decisionali che gestiscono gli appalti devono essere uno solo o al massimo pochi. Un'attribuzione polverizzata a vari soggetti impedirebbe o renderebbe difficile un controllo a 360 gradi. Per le risorse che abbiamo non possiamo seguire 50 stazioni appaltanti".

 
Condividi