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SCIENZA

Dati Ispra su emissioni

Da energia, trasporti e casalinghi il 70% delle emissioni in atmosfera

Secondo l'ente pubblico, nel 2016 i climalteranti sono calati dell’1,2% rispetto all’anno precedente e del 17,5% sull’anno di riferimento, che è il 1990

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Emissioni in atmosfera in calo negli ultimi anni, ma restano alte in valore assoluto, con ben 428 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, cui contribuiscono in primo luogo industrie energetiche, trasporti e consumi residenziali, in particolare riscaldamento e aria condizionata private. Sono dati contenuti nell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera dei gas serra, presentato oggi dall’Ispra, che in generale vede in modo ottimistico le prime stime del 2017, che danno una diminuzione dello 0,3% a fronte di un incremento del Pil pari all’1,5%, mentre nel 2016 il calo rispetto all’anno precedente è stato dell’1,2%, ma addirittura del 17,5% rispetto all’anno di riferimento delle ricerche dell’ente ambientale, che è il 1990.
 
Il principale contributo alla diminuzione delle emissioni di gas serra negli ultimi anni è da attribuire alla crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico) e all’incremento dell’efficienza energetica nei settori industriali. I settori della produzione di energia e dei trasporti sono responsabili di circa la metà delle emissioni, quest’ultimo ad esempio ha un “peso” pari al 24,5% del totale, con un incremento del 2,4% rispetto al 1990, causato dalla maggiore mobilità di merci e passeggeri. Per il trasporto su strada,  le percorrenze complessive (veicoli-km) per le merci sono aumentate del 16%, e per il trasporto passeggeri del 19%. Le industrie energetiche arrivano addirittura al 26,1% del totale, ma rispetto all’anno di riferimento sono calate nel 2016 del 23,9%, nonostante sia aumentata la produzione di energia totale in Italia. I gas prodotti da tutto il settore residenziale sono invece pari al 19,3%, in aumento del 4,5% rispetto al 1990.
 
 
Altri settori che incidono parecchio sono l’agricoltura, i processi industriali, la manifattura e i rifiuti.  Entro il 2020 l’Italia deve ridurre le emissioni da tali settori del 13% rispetto al 2005. Tale obiettivo sarà molto probabilmente raggiunto, secondo l'Ispra. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 sono definiti, a livello europeo, dal pacchetto “Unione dell’energia” che prevede una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.  Per raggiungerli, l’Italia dovrà ridurre, rispetto al 2016, le emissioni di gas serra in questi settori di una quantità pari a circa 50 milioni di tonnellate di CO2 equivalente annui, che equivale alla metà delle sue attuali emissioni dal trasporto stradale.
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