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ECONOMIA

Decisione dopo aumento Ue su import moto

Dazi, Harley-Davidson sposta parte della produzione fuori dagli Usa

Con le misure previste dall'Ue, le moto costeranno in media 2.200 dollari in più.  E Harley stima che i dazi peseranno per 90-100 milioni di dollari l'anno. Produzione spostata in Australia, Brasile, India e Thailandia

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Arrivano primi contraccolpi delle misure sui dazi volute dal presidente Usa Donald Trump. Harley-Davidson, storico marchio statunitense, prevede infatti di spostare parte della produzione delle sue moto fuori dagli Stati Uniti dopo i provvedimenti europei, adottati dall'Ue in risposta al protezionismo Usa .

Harley stima che ognuna delle sue moto costerà in media 2.200 dollari in più con l'Ue che ha aumentato dal 6% al 21% i dazi sull'import delle sue moto. Nei prossimi 18 mesi, dunque, Harley aumenterà la produzione nei suoi impianti internazionali, che sono in Australia, Brasile, India e Thailandia.

Harley-Davidson è diventata dunque una delle prime aziende americane a quantificare l'impatto finanziario delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e i suoi alleati: i dazi introdotti dall'Unione europea in risposta alle tariffe doganali volute da Washington sull'acciaio e sull'alluminio europei costeranno al produttore americano di motociclette fino a 100 milioni di dollari. Per questo, invece che alzare i prezzi all'ingrosso o quelli consigliati ai rivenditori, l'azienda "trasferirà la produzione di motoclicette destinate alle Ue dagli Usa alle sue strutture internazionali per evitare il peso dei dazi". 

Dopo l'annuncio Harley-Davidson perde l'1,72% in Borsa nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati.

Cina contro Usa: scontro sui dazi
La Cina ha espresso timori sulle ipotesi rilanciate dal Wall Street Journal di contromisure Usa in arrivo contro il 'made in China 2025', l'ambizioso piano per fare di Pechino un leader mondiale in 10 settori hi-tech tra cui intelligenza artificiale, big data e auto a guida autonoma. La sollecitazione a Washington è di fornire "un buono, equo e prevedibile" ambiente per le compagnie cinesi. "Noi speriamo che la parte americana veda le attività d'affari delle società in modo oggettivo", ha detto in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang. Nel dettaglio, ha scritto il Wsj, il pacchetto  in arrivo in settimana e vedrà il bando agli investimenti cinesi in aziende tecnologiche Usa e il blocco di export di tecnologia verso la Cina. Nel mirino le società con oltre il 25% del capitale in capo a soggetti cinesi, mentre le società "industrialmente dotate di significativa tecnologia" saranno "off limits".

 Le misure seguiranno le minacce, in parte attuate, con dazi all'import fino a 450 miliardi di dollari potenziali.
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