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ITALIA

Ddl Pillon, nuovo rinvio. Ora testo unitario su affido condiviso

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Nuovo rinvio per il contestatissimo ddl Pillon sull'affido condiviso dei figli delle coppie separate. Confluirà in un testo unificato che conterrà gli altri cinque disegni di legge presentati in Senato e le osservazioni espresse dalle associazioni e dagli esperti durante le oltre cento audizioni svolte nei mesi scorsi. Le modifiche al diritto di famiglia slittano a settembre, dopo il primo stop registrato ad aprile quando anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, Vincenzo Spadafora, aveva affermato che il testo non sarebbe mai arrivato in Aula.

Esulta il Partito democratico, da sempre contrario alla riforma proposta dall'esponente leghista che ha comunque ricevuto all'unanimità dalla commissione Giustizia l'incarico di redigere il nuovo testo.

Un compito che, assicura Pillon, lo impegnerà già dalle prossime ore. "Mi metterò al lavoro perché il prima possibile si diano risposte concrete alle famiglie. Voglio fare presto e bene perché le famiglie hanno aspettato fin troppo tempo. Dobbiamo garantire che i bambini delle coppie separate non siano strumentalizzati, non siano utilizzati e possano continuare a passare tempi più che soddisfacenti con i genitori e con i nonni", spiega.

Il senatore del Carroccio non è dispiaciuto per lo slittamento della discussione: "Si era prospettata una fase di ostruzionismo che è stata superata con la decisione presa all'unanimità dai gruppi parlamentari. Una decisione responsabile. Non si possono fare steccati ideologici sui diritti dei bambini, le contrapposizioni le faremo su altro. Su questo tema - insiste - mi piacerebbe che si continuasse a lavorare con reciproco rispetto". E a chi gli chiede se il cosiddetto ddl Pillon è definitivamente uscito di scena, risponde: "Non ho mai rivendicato nessuna paternità. Mi interessa che i bambini stiano con i genitori anche dopo le separazioni e che non ci siano strumentalizzazioni dei minori. Mi interessa anche che le persone non siano ridotte alla povertà dopo la separazione. Il mio cognome e' il mio e non interessa a nessuno...".
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