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POLITICA

Palazzo Madama

Ddl Riforme, rush finale in Senato sugli emendamenti

Nel pomeriggio inizierà il voto in Aula. Gli emendamenti sono 7.800, la maggioranza intende rispondere con un contingentamento dei tempi. Renzi ha detto di non essere preoccupato ma le insidie ci sono

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Roma Sono terminati, nell'Aula del Senato, gli interventi in discussione generale sul ddl con le riforme di Senato e titolo V della Costituzione. Ora sono in corso le repliche dei senatori, Anna Finocchiaro (Pd) e Roberto Calderoli (Lega). A seguire ci sarà la replica del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Nel pomeriggio dovrebbe iniziare l'esame degli emendamenti. Vista la mole delle proposte presentate, circa 7.800, il presidente del Senato Pietro Grasso, a cui spetta la dichiarazione di ammissibilità, potrebbe pronunciarsi solo su una parte di questi, già vagliata dagli uffici, a cominciare dagli emendamenti presentati ai primi articoli del ddl Boschi.

Questo il calendario odierno al Senato per il rush finale. Una settimana decisiva, quella che inizia oggi, come ha sottolineato lo stesso premier Renzi, che si mostra ottimista nonostante la pioggia di emendamenti al testo licenziato dalla commissione Affari costituzionali: "Non credo che questo Paese sia nelle mani di chi vuole fare ostruzionismo. Chi fa ostruzionismo mette un sasso sui binari. Noi con pazienza togliamo il sasso e facciamo ripartire il treno, perché quel treno è l'Italia".

In primo piano anche la legge elettorale, con il Movimento 5 Stelle che dopo aver definito chiuso il capitolo del confronto con la maggioranza ha fatto marcia indietro mettendo però sul piatto 6 punti sui quali, dicono Grillo e Casaleggio, il Pd dovrà pronunciarsi a stretto giro di posta perchè "le riforme Fate non possono più aspettare", come recita il post sul blog di Grillo firmato dalla delegazione pentastellata che ha dialogato di recente con il Pd.

Le polemiche tra Grasso e i 5 Stelle
La seduta mattutina al Senato è stata caratterizzata dalle polemiche del M5S sulla decisione assunta la scorsa settimana di non calendarizzare, come richiesto, l'esame di un testo per abolire le province. Ne è nato un vivace scambio di battute con il presidente Pietro Grasso, poi a dar man forte si è inserita la Lega, che mostrando il faldone dei 7000 emendamenti dichiara: "Iniziamo ad allenarci...".  Lo scambio di battute è andato avanti per qualche minuto, poi Santangelo (M5S) ha chiuso il discorso: "Mi taccio per educazione. E rinuncio al mio intervento". A quel punto, però, è intervenuto anche il leghista Stefano Candiani, che mostrando i pesanti faldoni degli emendamenti dichiara: "Vogliamo iniziare ad allenarci? Iniziamo ad allenarci" a un lungo dibattito. "Io ho tutti questi da leggere. Intanto chiedo che ci sia un approccio più rispettoso del Senato e dei senatori perché capisco che si sta cadendo in una deriva autoritaria".  Su Twitter la senatrice del Pd Emma Fattorini ha commentato: "Inizia la guerriglia M5S".
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