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POLITICA

Resta il rebus coperture

Def, al via il dibattito in Senato sulla nota di aggiornamento

Il documento ieri ha ottenuto il via libera della commissione Bilancio del Senato. ​Tra le questioni aperte la scommessa giallorossa di maxientrate per oltre 7 miliardi dalla lotta all'evasione  

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Iniziata al Senato la discussione sulla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2019, che ieri ha ottenuto il via libera della commissione Bilancio del Senato. Il testo è illustrato all'Aula dal senatore di Leu Vasco Errani.

Tra le questioni aperte la scommessa giallorossa di maxientrate per oltre 7 miliardi dalla lotta all'evasione  che non convince le principali istituzioni chiamate a valutare la nota di aggiornamento al Def. Dalla Banca d'Italia alla Corte dei Conti fino all'Upb, che pure ha validato la cornice della prossima legge di Bilancio, arrivano perplessità sulle aspettative di gettito, anche perché le misure, osservano, non sono definite.   A dare una mano nella caccia ai 5 miliardi che ancora mancano all'appello ci sarà la stretta sulle false compensazioni tra crediti e debiti su fisco e contributi Inps che, secondo il presidente dell'istituto Pasquale Tridico potranno portare "fino a 5 miliardi".

La strategia contro le indebite compensazioni si baserebbe sull'incrocio dei dati in una nuova piattaforma Inps-Inail-Agenzia delle Entrate da mettere in campo, già da inizio gennaio. Ma è difficile che l'intera cifra possa essere indicata tra le coperture effettive della manovra, anche se Tridico ha presentato le sue simulazioni direttamente al premier, Giuseppe Conte, e al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

Premier e ministro si sono parlati a margine del voto alla Camera sul taglio dei parlamentari ed è possibile che ci possa essere un vertice sulla manovra allargato ai capidelegazione.    Un'occasione, probabilmente, anche per affrontare il nodo del bonus per i figli: Gualtieri ha già spiegato non si userà per questo fine il bonus degli 80 euro, come ipotizzato nei giorni scorsi. C'è quindi un problema di risorse. Ma la maggioranza insiste e inserisce nella risoluzione al Def  l'assegno unico tra gli impegni da assolvere con la manovra.   

Resta il rebus coperture: con la lotta alle frodi, spiegano fonti di governo, si evitano quegli aumenti selettivi dell'Iva immaginati inizialmente per accompagnare gli incentivi all'uso della moneta elettronica. Un progetto che il titolare di via XX Settembre ha rilanciato, parlando di ipotesi di rimodulazione dell'Iva non per "finanziare" la manovra ma per spingere i pagamenti con carte e bancomat.
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