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ITALIA

Botta e risposta

Delrio: scelte coraggiose o Atac finisce come Alitalia. Meleo: lavoriamo per risanarla

Il ministro dei Trasporti: il rischio dissesto finanziario è reale, il Campidoglio agisca. L’assessora: voglio tranquillizzare il ministro, siamo consapevoli delle difficoltà ereditate

L’Atac rischia la sorte di Alitalia se non ci saranno “scelte coraggiose”. Ne è convinto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio. "Il paragone con Alitalia è purtroppo pertinente. Anzi. La mobilità a Roma, la capitale del nostro Paese, è una questione forse anche più seria e complessa. Il tempo non lavora a favore di chi deve decidere, cioè dell'azionista. Il rischio del dissesto finanziario è reale e, sottolineo, non va sottovalutato. Già due manager hanno lasciato il campo e non vorrei che anche il terzo gettasse la spugna", afferma il ministro in un'intervista al Messaggero.

Meleo: Delrio si tranquillizzi, lavoriamo per risanare Atac
A Delrio risponde l’assessora alla Mobilità di Roma Capitale. Linda Meleo invita il ministro a "tranquillizzarsi" perché il Cda e il Comune sono al lavoro per riportare l'azienda romana del trasporto pubblico sulla giusta strada, superando le "difficoltà ereditate" . 

"Voglio tranquillizzare il ministro Delrio. Non c'è alcun immobilismo su Atac. A capo dell'azienda c'è una nuova governance, un Cda pronto, preparato, perfettamente consapevole del compito affidato: risanare e rilanciare l'Atac mantenendola pubblica. Perché Atac è e deve restare dei romani". 

"Forse - ha aggiunto polemicamente l'assessora capitolina – il ministro non ricorda quanto accaduto negli anni passati o l`ha volutamente rimosso. Siamo consci delle difficoltà ereditate e che ora abbiamo davanti, ma per risanare Atac è necessario coraggio e duro lavoro. Noi siamo pronti, lo siamo dall'inizio e continueremo a lavorare con senso di responsabilità. Da noi dipendono lavoratori, famiglie. Scelte semplicistiche o facili previsioni sono solo un danno".

La multa dell’Antitrust per 3,6 milioni
Ieri l'Antitrust ha deciso una multa di 3,6 milioni di euro per Atac a causa delle corse soppresse senza adeguata informazione agli utenti e i radicali italiani hanno  depositato in Campidoglio le firme per un referendum consultivo teso alla liberalizzazione dell'azienda di trasporto pubblico della Capitale.