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POLITICA

Intervista al Corriere della Sera

Di Maio: Conte spingerà Siri a dimettersi

Il vicepremier 5 Stelle: "Noi abbiamo fatto il nostro dovere togliendogli le deleghe. La Lega prenda le distanze da lui". Ma Salvini: "Per me deve restare". Depositata informativa Dia con intercettazione

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte "dovrebbe spingere Siri alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro". Così il vicepremier e leader del M5s, Luigi Di Maio, in una intervista al Corriere della Sera, torna sul caso del sottosegretario alle Infrastrutture, il leghista Armando Siri, indagato per corruzione. "Questo attaccamento alla poltrona non lo capisco. Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Parliamo tanto di lotta ai delinquenti - prosegue Di Maio - e quando un politico è indagato per corruzione stiamo zitti? Eh no, non funziona così. Dove è la coerenza?". 

Quanto a Matteo Salvini, che lo difende, Di Maio ha detto che "ne deve rispondere ai cittadini, non a noi. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo, togliendo le deleghe a Siri". 

Più in generale, il vicepremier pentastellato spiega che di Salvini si fida, ma "meno di chi gli sta intorno". Il riferimento è all'imprenditore Paolo Arata che avrebbe dato la mazzetta a Siri per favorire la predisposizione di norme nel settore dell'energia che lo avrebbero favorito. "Credo che la Lega - conclude Di Maio  - debba prendere le distanze da lui e chiarire il suo ruolo, visto che il figlio è stato assunto da Giorgetti". 

Salvini: Siri? Per me deve restare 
"Io di pazienza ne avrei, ma la gente si avvicina per fare selfie, stringermi la mano e mi dice: Matteo, ma questi 5 Stelle vogliono continuare ancora così? Ti attaccano sempre? Perché non rompi?". Lo dice il vicepremier Matteo Salvini in un colloquio con 'Repubblica'. "Io non voglio fare polemiche - aggiunge - Ma mi chiedo se la mia stessa pazienza ce l’hanno ancora gli elettori che hanno voluto questo governo". Nessun contatto con Luigi Di Maio? "No, non l’ho sentito - spiega  - Ma soprattutto non rispondo alle provocazioni. Sono entrato in una fase zen". Quanto al caso Siri, "il presidente del Consiglio è libero di incontrare chi vuole. Io con Siri ho parlato, mi ha detto di essere tranquillo e tanto mi basta. Per me deve restare al suo posto. E spero abbia modo di spiegare ai magistrati, che in un Paese normale lo avrebbero chiamato dopo un quarto d’ora, non settimane dopo", conclude.

Giorgetti: Conte vedrà le carte e capirà 
"Per adesso gli hanno fatto un processo sui giornali e lui non ha ancora potuto difendersi. Se Conte gli chiede di dimettersi? Conte è un professore e un avvocato, vedrà le carte e capirà". Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, interviene così sul caso Siri a margine di un incontro a Novara.

Depositata informativa Dia con intercettazione
I pm della procura di Roma hanno depositato al tribunale del Riesame un'informativa della Dia, nella quale sarebbe citata anche un'intercettazione ambientale che coinvolgerebbe il sottosegretario e senatore della Lega Armando Siri. Lo si apprende da fonti giudiziarie. L'atto, depositato dai pm, ha specificato l'avvocato Gaetano Scalise, difensore dell'imprenditore Paolo Arata, non è ancora nella disponibilità dei legali.
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