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ITALIA

G8 Genova

Diaz, familiari delle vittime: "La condanna ci risarcisce moralmente"

Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato 'Verità e Giustizia per Genova', l'associazione che riunisce i familiari delle vittime dei pestaggi
durante il G8, accoglie con soddisfazione la decisione di Strasburgo

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La sentenza della Corte di Stasburgo che ha riconosciuto che i pestaggi compiuti dalle forze dell'ordine durante il G8 di Genova, il 21 luglio 2001, "deve essere qualificato come tortura", rappresenta un "risarcimento morale". Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato 'Verità e Giustizia per Genova', l'associazione che riunisce i familiari delle vittime dei pestaggi durante il G8, accoglie con soddisfazione la decisione. La presidente del Comitato si trova in Francia insieme alla figlia Sara, che fu vittima dei pestaggi alla Diaz. "Si tratta di un precedente ottimo - afferma - un precedente che ci dà un risarcimento morale per le torture avvenute".

La Corte di Strasburgo ha preso in esame un ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, un veneto che rimase vittima del pestaggio da parte della polizia durante l'irruzione nella sede del Genova Social Forum. A Cestaro è stato riconosciuto un risarcimento di 45 mila euro. Cestaro non è il solo ad essere ricorso a Strasburgo. 

"In tanti - sottolinea Enrica Bartesaghi - abbiamo presentato ricorso alla Corte di Strasburgo. Alcune decine di persone che hanno subito i pestaggi sia alla Diaz che a Bolzaneto. La decisione ci risarcisce moralmente perchè dice chiaramente che a Genova, durante il G8, sono state fatte torture".

La decisione mette anche in evidenza il fatto che il nostro Paese non ha una legislazione sul reato di tortura. "In Parlamento giacciono proposte di legge in tal senso da anni. Evidentemente le priorità del Paese sono altre, ma oggi la Corte di Strasburgo ha aperto un precedente ottimo. Un risarcimento morale visto che con tutte le prescrizioni accordate nessuno dei colpevoli si è fatto un giorno di galera", conclude.
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