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POLITICA

"Ora siamo chiamati a decidere"

Diciotti, M5S: sul blog la chiamata per il voto online lunedì dalle 10 alle 19

Fonti M5S: "Preoccupazione" per la vicenda. Grillo: voto tra comma 22 e Procuste. Salvini: "Il governo va avanti lo stesso"

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Gli iscritti del Movimento 5 Stelle potranno votare sulla piattaforma Rousseau per il caso Diciotti oggi dalle 10 alle 19. E' quanto si legge sul blog delle Stelle, in vista della decisione della Giunta delle immunità del Senato sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per sequestro di persona aggravato.

La formulazione del quesito: se dici No ad autorizzazione vota Sì
Suscita diverse perplessità la formulazione del quesito scelta dal blog delle Stelle per chiedere agli iscritti di esprimersi sul caso. "Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato? - Sì, quindi si nega l'autorizzazione a procedere - No, quindi si concede l'autorizzazione a procedere".

Martedì il voto della Giunta del Senato per le autorizzazioni
Martedì 19 febbraio, ricorda il Blog "la Giunta per le autorizzazioni sarà chiamata a decidere se il ritardo dello sbarco dei migranti dalla nave Diciotti sia stato deciso 'per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo' ".   

Se dovesse esserci autorizzazione probabile crisi di governo
Se dovesse passare l'autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Salvini è molto probabile una crisi di governo. E' quanto rilevano, in vista della consultazione online su Rousseau sul caso Diciotti e del successivo voto in Giunta del Senato, fonti di governo M5S, registrando in queste ore "preoccupazione" sulla vicenda.

Il blog riassume la vicenda
Nel blog viene poi ricordata la vicenda: "Tra il 20 e 25 agosto scorso, mentre 137 migranti si trovavano sulla Diciotti, ovviamente con assistenza sanitaria e alimentare, il Ministro degli Esteri e il Presidente del Consiglio Conte stavano sentendo i leader degli altri paesi europei affinché ognuno accogliesse la propria quota di migranti. Questo accordo doveva essere raggiunto prima dello sbarco perché, altrimenti, sarebbero dovuti rimanere tutti in Italia. E questo a causa del Regolamento di Dublino, che impone che il primo Paese di approdo debba farsi carico di tutti i migranti che arrivano in Europa. Il ministro dell'interno Salvini, d'accordo con il Ministro dei Trasporti Toninelli, il Vice Presidente del Consiglio Di Maio e con il Presidente Conte, negò quindi lo sbarco fino a che l'accordo non fosse stato raggiunto. Per questa vicenda il Tribunale dei Ministri di Catania ha deciso di inquisire il Ministro dell'interno perché ha considerato il ritardo dello sbarco dalla nave un sequestro di persona e ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione a procedere".   

"Questo non è solito voto su immunità. Un caso senza precedenti"
"In pratica, se il Parlamento nega l'autorizzazione a procedere, sta affermando che il Ministro ha agito per interesse pubblico o interesse dello Stato, e che quindi non sarà processato. Nel caso invece venga data l'autorizzazione, il Ministro dell'interno andrà a processo. Questo quindi non è il solito voto sull'immunità dei parlamentari - si sottolinea nel post - Di quei casi si occupa l'articolo 68 della Costituzione, e su quelli il MoVimento 5 Stelle è sempre stato ed è inamovibile: niente immunità, niente insindacabilità. Nessuna protezione per i politici che devono rispondere delle loro azioni individuali.

"Noi mandammo a processo i nostri portavoce Paola Taverna e Mario Giarrusso e entrambi votarono per farsi processare. Questo è un caso diverso: stiamo parlando infatti dell'articolo 96 della Costituzione. Nello specifico questo è un caso senza precedenti perché mai in passato si era verificato che la magistratura chiedesse al Parlamento di autorizzare un processo per un ministro che aveva agito nell'esercizio delle sue funzioni e non per azioni fatte per tornaconto privato e personale (tangenti, truffa, appalti, etc): in questo caso non ci porremmo neppure il problema e lo spediremmo in tribunale" conclude il post.

Nugnes: votiamo No per dire Sì?
"Dobbiamo votare NO per sostenere il SI?". E' questa la scritta in grande su sfondo ross oaccompagnata da un emoticon che imita l'urlo di Munch scelta dalla senatrice M5S Paola Nugnes per commentare la formulazione del quesito. La parlamentare già nei giorni scorsi aveva criticato la decisione dei vertici pentastellati di affidare al voto sulla piattaforma Rousseau il compito di decidere sul da farsi circa la richiesta del Tribunale dei ministri di processare il ministro dell'Interno Salvini. "Non sono temi sui quali si possa ricorrere al voto online" aveva detto.

Grillo: siamo tra comma 22 e sindrome di Procuste
"Se voti Si vuol dire No. Se voti No vuol dire Si. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!". Lo scrive Beppe Grillo sulla sua pagina Facebook. Grillo cita il celebre paradosso del romanzo Comma 22 (dove la facoltà di scegliere è solo apparente) e la sindrome che indica, in una persona, il disprezzo per chi è considerato avere un maggior successo.



Blog M5s: quesito online è come quello Giunta
Interviene in serata il blog pentastellato. "Nessun allarmismo" sul quesito sulla Diciotti pubblicato su Rousseau. "La questione è semplice. La risposta chiesta agli iscritti per il voto di domani è uguale a quella che sarà chiesta martedì ai senatori della Giunta. Cioè se in quel caso si sia agito o meno 'per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo'". Lo precisa il blog del M5S spiegando che "proprio questa complessa articolazione dimostra che non stiamo parlando dell'immunità di un politico".

Salvini: il governo va avanti lo stesso
"Dormo tranquillo perché penso, anzi sono convinto di aver difeso il bene, la sicurezza e i confini del mio Paese". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sulla questione del caso Diciotti e delle votazioni online sulla piattaforma Rousseau.  "Ognuno voti secondo coscienza. Non voglio influire o insegnare niente a nessuno. Rendo noto però il fatto che ad oggi i dati del Ministero dell'interno dicono che gli sbarchi sono fermi a quota 230 e le espulsioni sono ormai più di 800. In Sardegna non è arrivata una sola persona via mare. Questi sono numeri che non si vedevano da anni. Sono orgoglioso delle azioni che abbiamo fatto, poi ognuno voti secondo coscienza", ha concluso.

Poi sull'ipotesi di trattative in atto con il Movimento Cinque Stelle ha precisato: "Non siamo al mercato del pesce. Io giocavo con le figurine dei calciatori quando andavo alle scuole elementari e ti davo Baresi se mi davi Collovati adesso non è che io ti do la Tav se mi dai un pezzo di autonomie, però voti No al processo ma mi approvi la legittima difesa". E in serata, Salvini aggiunge: "L'Italia è troppo importante per dipendere dal Salvini, il governo va avanti a prescindere da cosa si deciderà pro o contro Salvini". Così il ministro dell'Interno, intervistato a 'Non è l'Arena' su La7, in merito al voto in Giunta.
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