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MONDO

Dopo le 'minacce' all'Europa

Migranti, il vertice Ue si chiude senza un accordo. Conte: "Ne trarremo le conseguenze"

La richiesta dell'Italia non avrebbe riscosso il favore dei partner europei, anche perché "il flusso di migranti pro-capite è molto al di sotto di quello in altri Stati membri attualmente". Il caso Diciotti resta sotto i riflettori e ancora non si vede una concreta via di uscita dal lungo stallo che ha per teatro il porto di Catania.

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Fumata nera sui migranti alla riunione tecnica degli sherpa, a Bruxelles. Secondo fonti diplomatiche, la richiesta dell'Italia non ha riscosso il favore dei partner. Uno dei punti contrari, è che il flusso di migranti pro-capite in Italia è molto al di sotto di quello in altri Stati membri attualmente e perciò, a loro avviso, non vi sarebbe necessità di condividere la responsabilità.

Il caso Diciotti resta sotto i riflettori e ancora non si vede una concreta via di uscita dal lungo stallo che ha per teatro il porto di Catania. Le associazioni del Tavolo Asilo in una lettera aperta chiedono 'con urgenza al Governo italiano di autorizzare lo sbarco delle 150 persone ancora a bordo della nave Diciotti'. Dall'Europa intanto è secca la risposta al governo italiano che con Di Maio ieri ha ipotizzato di non pagare la sua quota all'Ue se non si trova una soluzione sugli sbarchi: 'le minacce in Europa non portano da nessuna parte. Il modo in cui l'Europa funziona è la cooperazione e non le minacce'. E il ministro degli Esteri italiano, Moavero, dice: "Pagare i contributi all'Unione europea è un dovere legale".

Conte: ipocrisia Ue, ne trarremo conseguenze
"E' noto a tutti che l'Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti. Bene. Se questi sono i 'fatti' vorrà dire che l'Italia ne trarrà le conseguenze e, d'ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d'azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa". Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un post.

Di Maio insiste: niente più soldi alla Ue
"Lo dico da capo politico del Movimento 5 Stelle, visto che la Ue non rispetta i patti e non adempie ai suoi doveri, noi come forza politica non siamo più disposti a dargli i 20 miliardi all'anno che pretendono". Lo scrive il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio su Facebook. "Oggi l'Unione Europea ha deciso di voltare le spalle all'Italia ancora una volta. Hanno deciso di fregarsene dei principi di solidarietà e di responsabilità, nonostante nell'ultimo consiglio europeo avessero assicurato che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa", afferma Di Maio, che aggiunge: "A questo punto l'Italia deve prendersi in maniera unilaterale una riparazione". "Non abbiamo più intenzione di farci mettere i piedi in testa. Il MoVimento 5 Stelle si è presentato agli italiani con una missione ben precisa e non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro. L'unione Europea non vuole ottemperare ai principi concordarti nell'ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all'Unione Europea. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli e si prendano carico di un problema che non possiamo più affrontare da soli. I confini dell'Italia - sottolinea - sono i confini dell'Europa", "agli italiani non chiederemo un centesimo di più", conclude.

Salvini: meno soldi a Europa se fa finta di non capire
"Gli italiani penso si aspettino buon senso, rigore e tranquillità: se in Europa fanno finta di non capire, come hanno detto giustamente Conte e Di Maio vedremo di pagare l'Europa un po' di meno". Lo dice Matteo Salvini, aggiungendo: "Il contributo possiamo diminuirlo in quota parte con quello che l'Ue non fa danneggiando l'Italia, non solo sull'immigrazione".

Viminale: dopo Ue nostra linea non cambia
"I Paesi europei non hanno avanzato alcuna concreta apertura per risolvere il caso della nave Diciotti. Visto che l'Italia, negli ultimi anni, ha accolto 700mila cittadini stranieri, la linea del Viminale non cambia. Dalla Diciotti non sbarca nessuno. Su questo fronte il governo è compatto". E' quanto si apprende da fonti del Viminale. E poi: "Il vertice di Bruxelles si è chiuso con un nulla di fatto. Ennesima dimostrazione che l'Europa non esiste. Nessuno stato membro ha ritenuto di sottoscrivere un comunicato, anche perché non ci sono le basi di un accordo per indicare una nuova procedura standard per il soccorso, lo sbarco e la ridistribuzione degli immigrati".

Martina (Pd), governo distrugge sovranità italiana 
"Un governo all'altezza delle sue responsabilità non minaccia, gestisce. Non viola le leggi, le fa rispettare. Così si distrugge la sovranità italiana #Diciotti". Lo scrive su twitter il segretario del Partito democratico Maurizio Martina. 


Salvini incontrerà Orban
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, incontrerà il primo ministro ungherese, Viktor Mihály Orban, martedì 28 agosto a Milano. E' quanto si apprende da fonti del Viminale.

Il dissenso con l'Ungheria
L'Italia è in "dissonanza" rispetto all'Ungheria su alcuni punti della questione migranti, "in particolare per quanto riguarda la necessità di un approccio di piena e sistematica condivisione europea di tutti gli oneri relativi alla gestione dei flussi migratori". Lo ha riferito un comunicato della Farnesina nel riferire dell'incontro di cortesia di giovedì tra il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e il collega ungherese Peter Szijjarto, in cui il rappresentante di Budapest ha respinto la richiesta di accogliere una parte dei migranti a bordo della Diciotti. Nella nota si sottolinea che l'incontro è stato richiesto da parte ungherese e si riferisce che in relazione alle migrazioni verso l'Ue, Moavero ha chiesto la disponibilità del governo ungherese ad accogliere una parte dei migranti salvati in mare dalla nave Diciotti, riscontrandone la contrarietà. Il ministro ungherese ha tenuto a sottolineare come, a suo avviso, vi fosse notevole identità di vedute tra Roma e Budapest in tema di politiche migratorie europee. Il titolare della Farnesina, dal canto suo, ha spiegato come "la visione italiana presenti punti di dissonanza da quella ungherese, in particolare per quanto riguarda la necessità di un approccio di piena e sistematica condivisione europea di tutti gli oneri relativi alla gestione dei flussi migratori".

La Commissione Ue: "Minacce non risolvono"
"Le minacce non aiutano a trovare le soluzioni". Lo hanno detto il portavoce della Commissione Europea al briefing di mezzogiorno rispondendo alle domande dei giornalisti sul caso Diciotti, durante la riunione fra gli sherpa di 12 paesi, fra cui l'Italia, per trovare una soluzione durevole alla questione degli sbarchi dei migranti. "La commissione lavora intensamente per trovare una soluzione per la Diciotti" -hanno detto il portavoce - "in Europa le minacce non servono a niente, l'unico modo di risolvere questioni in Europa è lavorare insieme in maniera costruttiva. Sono gli stati membri che devono trovare una soluzione e la commissione li aiuta a trovare un terreno comune. Lo facciamo sempre e anche in questo caso concreto".

Oettinger: sanzioni se Italia non paga
"Se l'Italia si rifiuta di pagare il suo contributo al bilancio europeo, sarebbe la prima volta nella storia dell'Ue. Questo comporterebbe interessi per i ritardi nei pagamenti, e una violazione degli obblighi del Trattato che porterebbe a possibili ulteriori forti sanzioni": lo ha scritto su twitter il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, aggiungendo l'hashtag #cooperazione-non-minacce.

Tensione a bordo, poi torna la calma
Per il quinto giorno consecutivo la nave Diciotti della Capitaneria di Porto è ferma al porto di Catania con 150 migranti - quasi tutti eritrei -  a bordo, in attesa di conoscere le determinazioni del Governo Italiano. Questo pomeriggio è previsto un presidio di associazioni siciliane (Rete antirazzista, Legambiente, Pax Christi, Cobas, Arci, Anpi, No Muos e centri sociali) che chiedono di far scendere gli immigrati.

Boldrini: "Salvini sia uomo, li faccia scendere"
"Dimostri di essere uomo, faccia scendere queste donne". L'appello, rivolto al vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno Matteo Salvini, arriva dalla deputata Leu ed ex presidente della Camera Laura Boldrini, a proposito dei migranti che sono sulla nave Diciotti, bloccata nel porto di Catania. "Vengono da esperienze molto difficili- dice Boldrini ai microfoni di Sky- a volte drammatiche, in Libia. Specialmente le ragazze: sono tutte giovani, 18, 19 20 anni. Sono 11 ragazze. Allora chiedo al ministro Salvini, da padre: potrebbero essere sue figlie, almeno faccia scendere queste donne, ministro Salvini, dimostri di essere uomo".

Pm Agrigento sentirà funzionari Viminale
Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio sarà a Roma per sentire alcuni funzionari del ministero dell'Interno nell'ambito dell'inchiesta sul trattenimento di 150 migranti a bordo della Diciotti nel porto di Catania.

L'inchiesta, aperta inizialmente per le ipotesi di sequestro di persona e arresto illegale, contestazioni che però potrebbero essere modificate dagli inquirenti, è finalizzata ad accertare se sia legittima o meno la privazione della libertà personale dei profughi in assenza di provvedimenti della magistratura.

Nel caso in cui, come ipotizza la Procura, sia stato commesso un reato, i magistrati, che procedono al momento a carico di ignoti, dovranno individuare i responsabili della violazione risalendo nella catena di comando a chi ha impedito lo sbarco. Nella delega data alla Guardia Costiera dai pm di Agrigento c'è proprio un quesito relativo a questo punto, cioè all'accertamento delle responsabilità individuali visti la pluralità dei soggetti coinvolti nella vicenda. Da qui l'esigenza di sentire i funzionari del ministero dell'Interno che si sono occupati del caso.

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