Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Diciotti-migranti-usciti-da-hot-spot-Messina-destinazione-Rocca-di-Papa-6544265b-2c8d-4310-b124-0339b6ac163f.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

Diciotti, migranti usciti da hot spot Messina destinazione Rocca di Papa

Condividi
Cento migranti ospitati nell'hotspot di Messina dopo essere sbarcati a Catania sulla nave Diciotti sono partiti con pullman verso il centro di accoglienza di Rocca di Papa (Roma). Gli stranieri giungeranno a destinazione dopo un viaggio di 10-12 ore. Altri 39 sono rimasti nell'hotspot in attesa di essere trasferiti in Albania e Irlanda, nazioni che hanno dato la disponibilità ad accoglierli.

"L'Italia è stato il Paese più accogliente d'Europa negli ultimi 30 anni, ma è stata lasciata sola e i nervi non sono più saldi, noi siamo intervenuti sperando che l'Europa faccia qualcosa di concreto per risolvere il problema". Così il premier albanese Edi Rama ospite di 'Telenord' a Genova spiega perchè Tirana ha accolto alcuni profughi della nave Diciotti. "Siamo stati noi gli eritrei di una volta. L'Italia era la nostra terra promessa e gli italiani non ci hanno mai lasciato in mezzo al mare", ha aggiunto Rama.

La capienza del centro gestito dalla cooperativa Auxilium è di 500 posti. Fino allo scorso anno era lo Stato italiano a pagare i costi di accoglienza. Nel 2017 è stata rifatta la convenzione stabilendo che metà degli ospiti siano a carico della Chiesa attraverso i Padri oblati di Maria. Coloro che sono giunti sulla Diciotti rientrano in questa categoria. Lo Stato dovrà provvedere esclusivamente alle spese del trasferimento dalla Sicilia per il quale si stano reperendo i mezzi. Rocca di Papa non sarà comunque la destinazione definitiva dei migranti che saranno in seguito smistati in centri gestiti dalle diocesi secondo il modello già sperimentato dei corridoi umanitari.

"Mi sta commuovendo - commenta il presidente della Cei, cardinal Gualtiero Bassetti - il fatto che da tutte le Chiese d'Italia mi giungono telefonate e messaggi di vescovi" per una soluzione che "risponde a criteri umanitari: era scandaloso - aggiunge - assistere senza fare qualcosa per aiutare". Sei richiedenti asilo saranno accolti dalla Diocesi di Brescia e ospitati in strutture della Caritas, annuncia il vescovo di Brescia, mons. Antonio Tremolada che spiega: "Siamo di fronte ad un caso inedito perché tutti i costi saranno a carico della Cei, e la procedura non beneficia dei famosi 35 euro al giorno".
Condividi