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FOOD

La scheda

La dieta vegana e i bambini: il parere degli esperti

Il caso del bimbo di un anno ricoverato in condizioni di denutrizione, su cui la procura ha aperto un'inchiesta rispetto a eventuali responsabilità da parte dei genitori vegani, ha aperto la discussione sull'opportunità di sottoporre i neonati a una dieta priva di alimenti di origine animale

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Una dieta vegana consiste nell'evitare di mangiare qualunque tipo di alimento di origine animale. Questo significa che i vegani non soltanto non mangiano la carne, ma neanche formaggi, uova, latte e miele (come invece fanno i vegetariani). Quindi, con un regime alimentare vegano si consumano prevalentemente cereali, ortaggi, legumi, soia. Il caso dei genitori vegani e del figlio di un anno ricoverato in condizioni di denutrizione, su cui  la procura ha aperto un'inchiesta rispetto a eventuali responsabilità da parte della coppia, ha aperto la discussione sull'opportunità di una dieta vegana per i neonati.

L'importanza di essere informati
"Se i genitori sottopongono un bambino a una dieta vegana in maniera non informata (cioè evitando di consultare specialisti) e senza integrazioni nell'alimentazione, si rischia di rallentare lo sviluppo del bebè - dice il professor Marcello Ticca, vicepresidente della Sisa, Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione - Si dovrebbe seguire il parere di un medico specialista durante tutte le fasi della maternità e dello svezzamento". Secondo il professore "gli infanti hanno bisogno di un fabbisogno di energia elevato che difficilmente riescono compensare con il consumo di un’elevata quantità di cibo di origine vegetale”.

Carenza di vitamina B12, ferro e calcio
“Sia gli alimenti di origine animale sia quelli di origine vegetale hanno pregi e difetti, con una dieta equilibrata riusciamo a compensarli. Mentre il regime alimentare vegano risulta piuttosto eccessivo”, continua il professor Ticca. “In questo tipo di dieta c’è carenza di elementi importanti per la crescita dei bambini, soprattutto la vitamina B12, il ferro, il calcio”.

Il problema della biodisponibilità
“Il problema di alcuni alimenti di origine vegetale è anche quello dell'assimilazione delle vitamine e altri elementi importanti per la crescita. “Gli spinaci, ad esempio, sono ricchi di ferro ma il nostro organismo riesce ad assimilarne soltanto una piccola parte (circa il 10%). Molto di più ne otteniamo invece con la carne (il 25%)”, spiega Ticca.

I rischi per i bambini
Tra i rischi maggiori in cui si incorre nel sottoporre un bambino a una dieta esclusivamente vegana 'non informata' o poco adatta all’età dell’infante – concordano diversi specialisti - possono esserci problemi per lo sviluppo del sistema nervoso o un ritardo nella crescita. 

La risposta: "Se ben pianificata è la dieta migliore"
"In Italia oggi esistono 5 milioni di vegetariani e i vegani sono in continua crescita - dice il dottor Leonardo Pinelli, professore vegano di Pediatria presso l’Università di Verona e Direttore Unità Operativa di Diabetologia, Nutrizione Clinica e Obesità in età pediatrica -. L'alimentazione vegetariana e anche quella vegana sono ritenute, dall'Accademia Americana di Nutrizione e dall'Accademia Americana di Pediatria, sicure se ben pianificate, in tutte le fasi della vita dell'uomo: gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, età adulta e addirittura nel caso si tratti di un atleta", aggiunge Pinelli. 

"Scarsa competenza pediatrica"
Secondo Pinelli, il problema è che a volte i genitori vegani sono abbandonati al proprio destino. "Il fai da te è dovuto alla scarsa competenza pediatrica in questo settore. I medici, anche pediatri, in presenza di una famiglia che richiede un divezzamento vegano lo sconsigliano fortemente, perché ritenuto rischioso, creando inutili allarmismi. Quando invece, i bambini divezzati con una alimentazione vegana ben pianificata da pediatri esperti, crescono in modo ideale (stessa altezza e minor massa grassa degli onnivori)".
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