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ITALIA

Dimissioni Sarti, l'ex compagno della deputata valuta la denuncia per calunnia

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Per la Procura di Rimini non è rilevante sentire Rocco Casalino o Silvia Loquenzi sulla denuncia della deputata Giulia Sarti all'ex compagno Andrea Tibushe Bogdan, anche se il portavoce di Palazzo Chigi e il responsabile comunicazione M5s venivano citati in una chat tra i due come coloro che avrebbero "suggerito" a Sarti di denunciare l'ex. Così come non è compito dei pm, si legge negli atti, accertare la volontarietà o meno delle omissioni nei versamenti dei rimborsi al Movimento.

Mentre l'ex compagno della parlamentare valuta se presentare una controdenuncia per calunnia o avviare un'azione civile di risarcimento, la linea su cui si muovono gli inquirenti riminesi sembra chiara: tenere l'aspetto giudiziario, tutto sommato semplice e in parte risolto, ben distinto dal piano politico che da ieri invece si è incendiato proprio con le notizie dell'inchiesta. Con Sarti che si è dimessa da presidente della commissione Giustizia della Camera e autosospesa dai 5 Stelle dopo che la Procura della città romagnola ha chiesto l'archiviazione del fascicolo nato dalla sua querela, presentata un anno fa.

L'indagine sulla presunta appropriazione indebita sui bonifici con cui la parlamentare M5s avrebbe dovuto destinare parte dello stipendio a un fondo per il microcredito, come prescrive il Movimento, si è conclusa con l'assenza di prove nei confronti di Bogdan. Nella richiesta firmata dal procuratore capo Elisabetta Melotti e dal pm Davide Ercolani si sottolinea come non vi siano elementi idonei a sostenere che l'indagato abbia sottratto le somme senza che Sarti avesse autorizzato, "quantomeno implicitamente", le operazioni. Se da un lato "può ritenersi assodata un'incapacità a gestire le proprie risorse finanziarie" da parte di lei, dall'altro gli elementi acquisiti
"non consentono di affermare che i prelievi siano stati eseguiti consapevolmente" da Bogdan, contro la volontà della deputata.

"Mi riservo di incontrare il mio assistito, che al momento è fuori dall'Italia", ribadisce il legale di Bogdan, l'avvocato Mario Scarpa, spiegando che si sta valutando come agire e che comunque eventuali azioni al momento sarebbero indirizzate unicamente nei confronti della parlamentare e non di altri esponenti del M5s. Secondo quanto si apprende, senza una denuncia la Procura riminese non indagherà per calunnia: da un lato, la stessa richiesta di archiviazione è 'dubitativa', dall'altro è prassi dell'ufficio non moltiplicare fascicoli se non si viene sollecitati.

Gli inquirenti inoltre non hanno sentito Casalino e Loquenzi, né - come detto - intendono farlo in futuro: la loro audizione sarebbe stata ritenuta irrilevante. Nel fascicolo si indagava su una presunta sottrazione illecita di somme e non su chi, come emergerebbe da alcune chat agli atti, avrebbe detto alla deputata cosa fare. "Tesò Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te. Perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia. Io ho detto no e mi piglio tutta la colpa io", scriveva Sarti in chat a Bogdan, che rispondeva: "Denunciare me? Te lo hanno chiesto le Iene?". "No no, me lo ha chiesto Ilaria con Rocco. Per salvare la faccia".

La procura di Rimini, infine, ha trasmesso a quella distrettuale di Bologna, competente per materia, il fascicolo sulle foto intime della Sarti carpite con una violazione della sua posta elettronica: fu proprio questo episodio che le fece conoscere Bogdan, consulente informatico. I reati ipotizzati nel fascicolo sono quelli di accesso abusivo a sistema informatico e interferenze illecite nella vita privata e la diffamazione. 
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