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ITALIA

Colpo ai Casalesi, confiscati beni per 5 milioni al boss Setola

Setola, elemento di spicco della fazione camorristica capeggiata da Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e Mezzanotte, reimpiegava capitali provenienti da attività criminose, in terreni e ville di lusso, a Casal di Principe, finemente arredate con mobili, marmi lavorati a mano e bassorilievi. 

Giuseppe Setola
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di Mario Forenza Roma La Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Napoli ha sferrato un duro colpo alla potenza economica del gruppo camorristico che fa capo a Giuseppe Setola, boss del clan dei Casalesi, arrestato nel 2009, dopo un periodo di latitanza e oggi al 41bis.

Setola, elemento di spicco della fazione camorristica capeggiata da Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e Mezzanotte, reimpiegava capitali provenienti da attività criminose, in terreni e ville di lusso, a Casal di Principe, finemente arredate con mobili, marmi lavorati a mano e bassorilievi. 

Oltre agli immobili, con il decreto emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono stati confiscati anche numerosi conti correnti, automobili, aziende ed esercizi commerciali per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Setola si avvaleva di prestanome come il fratello Pasquale, ma anche di altri familiari e conoscenti, per gestire tutti quei beni.

Setola, classe 1970, è stato condannato a tre ergastoli, uno dei quali dovuto alle sue responsabilità nella strage di Castelvolturno, avvenuta il 18 settembre del 2008, nella quale morirono il gestore di una sala giochi e sei immigrati africani. In quella strage furono usate sette armi da guerra di modello e calibro diverso e furono esplosi 125 colpi. Il suo nome è tornato, di recente, alla ribalta delle cronache per le minacce rivolte al pm antimafia, Cesare Sirignano, dicendogli testualmente: "Lei che ha fatto arrestare tutta la mia famiglia e che questo potere assoluto un giorno finirà…".

Quello stesso giorno, l'autovettura blindata a bordo della quale viaggiavano il sostituto procuratore della Dda di Napoli, Sirignano e la sua scorta, sull'autostrada Roma-Napoli, è stata seguita da una macchina sospetta che si poi è dileguata.
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