ITALIA

Disastro ambientale

Discarica Montedison di Bussi: riconosciuto avvelenamento acque. Dieci condanne per disastro colposo

Due anni fa i 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, erano stati assolti 

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A Bussi sul Tirino c'è stato un avvelenamento colposo delle acque. E' quanto ha stabilito la Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila in merito alla mega discarica dei veleni della Montedison nel Pescarese.

La Corte ha così modificato la prima sentenza di due anni fa della Corte d'Assise di Chieti, quando il reato non era stato riconosciuto e i 19 imputati erano stati tutti assolti. 

La Corte ha condannato 10 dei 19 imputati e ha stabilito che tutte le condanne, che vanno da 2 a 3 anni di reclusione, sono condonate perché i fatti sono tutti antecedenti al 2 maggio 2006.

La Corte ha condannato a 3 anni di reclusione, pena condonata, Maurilio Agugia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio; alla pena di due anni, anche questa condonata, Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassallo e Giancarlo Morelli. Si tratta nella maggior parte dei casi di ex manager della Montedison.

Avvelenamento riconosciuto ma prescritto
La sintesi del dispositivo è che l'avvelenamento aggravato è stato riconosciuto ma prescritto. In merito al disastro colposo, il riconoscimento delle aggravanti annulla la prescrizione consentendo così la condanna di dieci imputati. La sostanziale modifica della sentenza di primo grado ha inoltre prodotto, secondo quanto letto dal presidente della Corte d'Assise, Luigi Catelli, risarcimento danni e provvisionali a carico degli imputati quantificati in milioni di euro.

L'assoluzione del 2014
In Corte d'Assise, a Chieti, il 19 dicembre 2014, i 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, furono assolti dall'accusa di aver avvelenato le falde acquifere, mentre il reato di disastro ambientale era stato derubricato in colposo e, quindi, prescritto. 

Discarica scoperta nel 2007
La scoperta della discarica più grande d'Europa, cioè 25 ettari di rifiuti tossici, risale al 2007 dopo più di un anno di indagini del Corpo forestale dello Stato, coordinate dall'allora pm Aldo Aceto, avviate a seguito del ritrovamento nel fiume Pescara di considerevoli quantità di clorometanoderivati.

Avvocato dello Stato Gerardis: grande sentenza
"E' una grande sentenza perché dimostra la giustezza delle nostre tesi: i fatti ci sono, è stato riconosciuto l'avvelenamento delle falde acquifere". Lo ha detto l'avvocato dello Stato, Cristina Gerardis, dopo la lettura della sentenza della Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila.
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