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ITALIA

Suicidio assistito

Dj Fabo, oggi deciderà se morire: "Finalmente sono in Svizzera"

Fabiano Antoniani si trova in una clinica elvetica per il suicidio assistito. La decisione è arrivata pochi giorni fa, dopo l'approdo in aula del ddl sul Biotestamento ha subito il terzo rinvio. Oggi farà una seconda visita medica che stabilirà se ci sono le condizioni per assecondare la sua richiesta. Stamattina il tweet, forse l'ultimo: "Purtroppo sono arrivato qui con le mie forze e non con l'aiuto del mio Stato"

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"Lo Stato obbliga a emigrare" per poterci "liberare da una tortura insopportabile e infinita". Due giorni fa Fabiano Antoniani, noto come DJ Fabo, cieco e tetraplegico in seguito a un incidente d'auto tre anni fa, ha fatto un altro appello. Prima di andare in Svizzera per "poter morire".
 


Fabo ora si trova là, in una clinica il cui nome è stato tenuto segreto. Questa mattina ha postato un tweet, forse l'ultimo: "Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l'aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco (Cappato, ndr). Grazie mille"




Ieri Fabo ha fatto la sua prima visita medica, oggi farà la seconda. Le visite servono per controllare le sue condizioni fisiche e "anche per confermare eventualmente la sua volontà di ottenere l'assistenza medica alla morte volontaria" ha spiegato Marco Cappato dell'Associazione Luca Coscioni. Lo ha accompagnato lui. Non è la prima volta che l'Associazione interviene, e Antoniani è il sesto di cui si ha notizia.

Cappato ha spiegato in un video sul suo profilo Facebook di essere "in Svizzera con Fabiano Antoniani", ricevendo centinaia di commenti e condivisioni. Tutti messaggi per Fabo, anche sul suo profilo social, di saluto, affetto, commozione, tristezza, "auguri di buon viaggio". Ma anche critiche allo "Stato sordo". A questi si sono aggiunti, però, anche gli appelli come quelli di Dj Aniceto, "per favore vivi", e di Matteo Nassigh, 19 anni, disabile gravissimo dalla nascita: "Non chiedere di morire, noi non possiamo correre, ma siamo pensiero e il pensiero migliora il mondo".


6 proposte di legge sull'eutanasia, ma è tutto fermo. E il ddl sul biotestamento ha subito un altro rinvio
Il dibattito sulle norme in materia di eutanasia è stato avviato in Parlamento per la prima volta nel marzo 2013 e attualmente vi sono sei proposte di legge (una di iniziativa popolare presentata proprio dalla Coscioni) che dovrebbero confluire in un unico testo di legge, ma è tutto fermo da un anno.

Va invece un po' più spedito il ddl sul Biotestamento, ma è stato proprio il terzo rinvio all'approdo in Aula alla Camera a determinare l'appello di due giorni fa di DJ Fabo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per "sbloccare lo Stato di impasse voluto dai parlamentari". Da parte del Quirinale, però, finora non sono arrivati commenti. In un video-appello del mese scorso "Fabo per vivere #LiberiFinoAllaFine", Antoniani, che si era rivolto all'Associazione Luca Coscioni per arrivare "al cuore della politica", spiegava di "non essere depresso e di mantenere tutt'ora il senso dell'ironia", ma di sentirsi umiliato dalle proprie condizioni: "immobile e al buio, considera la propria condizione insopportabile, consapevole che potrebbe durare per decenni".

E così, Fabo è partito per la Svizzera.  Nella confederazione elvetica organizzazioni quali Exit et Dignitas forniscono un'assistenza al suicidio nel quadro previsto da un articolo del Codice penale in virtù del quale l'assistenza al suicidio non è punibile se non ci sono "motivi egoistici". "Un tipo di aiuto e di assistenza - ha sottolineato Cappato - che dovrebbe essere riconosciuta a tutti i cittadini ovunque invece di condannare e costringere persone a questa sorta di esilio della morte che ritengo debba essere al più presto superato".
 


Beppino Englaro: l'Italia dovrà affrontare il tema eutanasia
Il padre di Eluana è stato protagonista di una lunga battaglia per il diritto all'autodeterminazione anche per chi non è più in grado di esprimere la sua volontà. "L'eutanasia è una questione che tutte le nazioni civili devono affrontare, con la quale prima o poi ogni paese deve fare i conti e anche il nostro Parlamento deve dare delle risposte". Alberto Gambino, giurista cattolico e presidente dell'associazione Scienza & Vita, vicina alla Cei, dal canto suo ha però invitato a distinguere tra la vicenda di DJ Fabo, "che merita pietà" e "lascia senza parole", e la proposta di legge sul Biotestamento in discussione in Parlamento: "E' strumentale fare come i Radicali, che legano le due cose per chiedere l'approvazione veloce della legge in Italia".

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