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SPORT

Violato il sito della Wada

Doping: hacker russi diffondono i dati di altri atleti. Ci sono anche i britannici Wiggins e Froome

Rivelati i dati medici riservati di 25 atleti di 8 nazioni diverse. Al momento non c'è alcuna conferma su qualsiasi illecito da parte degli atleti

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Questa volta è direttamente la Wada a comunicare che gli hacker russi hanno colpito ancora. Altri dati medici riservati di 25 atleti, di 8 nazioni diverse, sono finiti in possesso del gruppo Fancy Bears, lo stesso che già due giorni fa aveva annunciato di aver violato il sistema informatico dell'agenzia mondiale antidoping.

I dati riguardano 10 atleti statunitensi, cinque tedeschi e cinque britannici, quindi un ceco, un danese, un polacco, un rumeno e un russo. Tra i campioni britannici ci sono i ciclisti Bradley Wiggins e Chris Froome, il golfista Charley Hull, il canottiere Sam Townsend e il giocatore dii Rugby a 7 Heather Fisher. Al momento non c'è alcuna conferma su qualsiasi illecito da parte degli atleti. Per quanto riguarda i farmaci assunti è emerso come Wiggins, affetto da asma, abbia usato in diversi casi il salbutamolo, usato negli inalatori spray.

La Wada spiega che gli hacker hanno "illegalmente ottenuto l'accesso tramite un account del Comitato Olimpico Internazionale creato per le Olimpiadi di Rio, arrivando a dati medici confidenziali come le esenzioni a fini terapeutici forniti dalle federazioni sportive internazionali e dalle Organizzazioni nazionali antidoping (Nado)".

Nel comunicato pubblicato sul proprio sito internet, la Wada, tramite il direttore generale Olivier Niggli, sottolinea di "essere consapevole del fatto che questo attacco criminale, che fino a oggi ha incautamente esposto i dati personali di 29 atleti, è molto doloroso per gli atleti presi di mira e che è motivo di apprensione per tutti quelli che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio. Dispiace che alcuni criminali tentino di infangare il nome e la reputazione di alcuni atleti, ma possiamo assicurare che insieme alle forze dell'ordine e alle agenzie di sicurezza stiamo intervenendo". La Wada aggiunge di "non avere dubbi che questi attacchi sono una rappresaglia contro l'Agenzia e il sistema anti-doping mondiale, a causa delle indagini indipendenti che hanno smascherato il doping di stato in Russia". "Condanniamo questa attivita' criminale - ha concluso il direttore generale Niggli - e abbiamo chiesto al governo russo di intervenire e di fare quanto in suo potere per mettere fine a tutto questo. Questi continui attacchi informatici provenienti dalla Russia sono un forte ostacolo al lavoro che viene portato avanti per ricostruire un programma anti-doping russo adeguato".

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