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ECONOMIA

Mercati finanziari

Dopo Wall Street crollano anche le borse asiatiche. Donald Trump contro la FED: "È impazzita"

"Ci sono diverse ragioni che si sommano", ha spiegato Juichi Wako della Nomura Securities di Tokyo all'agenzia Blommberg, ripreso dall'agenzia Afp: "La caduta di Wall street, l'aumento dei tassi di interesse a lungo termine, nuove inquietudini sulle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e un atteggiamento prudente a monte degli annunci dei risultati d'impresa"

L'onda lunga parte da Wall Street ma nella notte italiana si abbatte sulla sponda asiatica del Pacifico, con tutte le principali piazze in forte difficoltà Ieri il Dow Jones aveva chiuso perdendo il 3,10%, con il il Nasdaq che cede il 4,08% e lo S&P 500 che lascia sul terreno il 3,27%. A pesare è l'ondata di vendite sui tecnologici, che affonda i listini americani già preoccupati per il balzo dei rendimenti sui Treasury e l'impatto dei dazi sulle trimestrali. Trump coglie l'occasione per ribadire che la Fed "è impazzita" sui tassi ma che il calo è una "correzione che aspettavamo da tempo". "In fumo" 99 miliardi di dollari.

Giovedì nero in Asia
Le borse cinesi in picchiata per l'ondata di vendite in scia alle pesanti perdite di Wall Street: l'indice Composite di Shanghai cede il 5,22%, a 2.583,46 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 6,45%, fermandosi a ridosso dei minimi intraday, a quota 1.293,90.
La Borsa di Tokyo segna la maggiore contrazione da fine marzo, dopo la pesante correzione degli indici azionari statunitensi, con gli investitori che anticipano ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense. Il Nikkei lascia sul terreno il 3,89% a quota 22.590,86, perdendo oltre 900 punti. 

Tante concause 
"Ci sono diverse ragioni che si sommano", ha spiegato Juichi Wako della Nomura Securities di Tokyo all'agenzia Blommberg, ripreso dall'agenzia Afp: "La caduta di Wall street, l'aumento dei tassi di interesse a lungo termine, nuove inquietudini sulle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e un atteggiamento prudente a monte degli annunci dei risultati d'impresa".

Trump:"La Fed è impazzita"
Il presidente Donald Trump torna all'attacco della Federal Reserve dopo il tonfo di Wall Street, La Fed, che ha alzato i tassi d'interesse tre volte dall'inizio dell'anno, "e' impazzita", ha tuonato il presidente, definendo il crollo della Borsa Usa "una correzione attesa da tempo". Gli analisti segnalano come l'utilizzo della parola "correzione" da parte di Trump possa preludere ad ulteriori pesanti cali sui principali listini Usa perche' tecnicamente indica perdite di almeno il 10% rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane.

Wall Street, in fumo 99 miliardi di dollari
Mercoledi' sia lo S&P 500 e sia il Dow Jones hanno registrato il calo giornaliero piu' pesante dallo scorso 8 febbraio. In caduta libera anche i titoli tecnologici. Netflix ha perso l'8,38%, Amazon il 6,15% e Apple il 4,6%, pari a 120 miliardi di dollari andati in fumo in valore di mercato, considerando queste tre societa'. E se gli analisti appaiono divisi sul tasso di sviluppo dell'economia americana che potrebbe aver raggiunto il picco, sono concordi nel giudicare preoccupanti le tensioni commerciali tra Washington e Pechino e la frenata dell'economia cinese che avrebbe ricadute di portata globale. Ma Trump ha puntato il dito contro la Fed, guidata da Jerome Powell che lui stesso ha nominato, rea di alzare i tassi troppo velocemente in un contesto di bassa inflazione e dati economici positivi. La scorsa settimana il governatore Powell ha tenuto a precisare come le decisioni della banca centrale Usa siano guidate esclusivamente dai dati macro. "E' quello che facciamo e continueremo a fare", ha assicurato Powell escludendo influenze da parte della politica.

Miliardari impoveriti
Il crollo di Wall Street impoverisce i 500 paperoni mondiali, che vedono andare in fumo 99 miliardi di dollari. il piu' 'colpito' - secondo l'indice dei miliardari di Bloomberg - è Jeff Bezos che brucia in una seduta 9,1 miliardi di dollari, e vede scendere la sua fortuna a 145,2 miliardi di dollari.