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POLITICA

Il rebus del Governo

Dopo consultazioni Salvini incontra Di Maio: 'Governo politico o al voto l'8 luglio'

Il leader della Lega dopo l'incontro con il Capo dello Stato: siamo pronti a dar vita a un governo di centrodestra. Il capo politico dei 5 stelle ha ribadito la linea del Movimento: "No a esecutivi tecnici. Contratto con Lega o urne". Martina: 'no' a incarichi al buio o trasformismi. Sì a sforzo super partes

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Dopo l'apertura di Di Maio alla Lega e le consultazioni al Quirinale incontro tra il leader dei 5 stelle, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. "Pensiamo che l'8 luglio sia la data più netta ed efficace per tornare al voto", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in sala stampa a Montecitorio dopo l'incontro. "Come promesso lavorerò per dare un governo al paese e fino all'ultimo cercherò di far cadere i veti dall'una e dall'altra parte. Se questo non dovesse avvenire la data più vicina per votare è domenica 8 luglio. Sulla data è d'accordo anche Di Maio". Berlusconi ribadisce: "Le strade sono due: un governo a guida centrodestra che in Parlamento trovi i numeri mancanti oppure l'altra soluzione è il ritorno alle urne".  E Di Maio annuncia: da oggi il M5s è in campagna elettorale.

Salvini: offerto disponibilità a guidare governo centrodestra
"Abbiamo offerto al Presidente della Repubblica, consci del fatto che il Paese non può aspettare, la disponibilità mia, a nome della coalizione che ha preso più voti, a dar vita a un governo che cominci a risolvere i problemi del Paese". Così il leader della Lega, Matteo Salvini dopo l'incontro con il Capo dello Stato. E prosegue: "Confidiamo che il Presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza che vogliamo poter trovare mettendoci in campo personalmente e direttamente perché, stanti così le cose, la nostra coalizione è quella che rappresenta maggiormente il voto, la sensibilità, le ambizioni e le speranze di 60 milioni di cittadini italiani". Quindi, confidiamo che nelle prossime ore possiamo essere messi finalmente al lavoro". 




Di Maio: 'no' a governo tecnici
"Non siamo disponibili a un governo tecnico. Ci troviamo in una terza fase dove siamo disponibili a scegliere un premier terzo con Salvini". Così Luigi Di Maio, subito dopo l'incontro con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione dell'ultimo giro di consultazioni.

Il premier dei 5Stelle poi ha ricostruito l'iter di questi 60 giorni in cerca di una intesa. "Causa del sistema elettorale non eravamo autonomi. Prima scelta, la Lega, anche loro vincitori, gli abbiamo proposto un contratto di governo. Ci abbiamo provato per 50 giorni non è stato possibile - ha spiegato - Abbiamo capito che non c'erano i presupposti".  E prosegue: abbiamo cercato di intraprendere un'altra strada. Abbiamo cercato il dialogo con il Pd: c'era uno spiraglio a detta del segretario reggente. Ci è costata di più per vari motivi, molti dentro il Movimento stanno facendo opposizione, c'erano molte criticità, e poi dialogo è stato sbarrato da un'intervista tv. Il M5S oltre questo schema di contratto non può andare" dice ancora Di Maio. Dunque, anche in questo caso nulla di fatto. A questo punto - se dovesse naufragare anche questo tentativo con la Lega - si torna al voto. L'unica strada per Di Maio per uscire da questa situazione di stallo, che non fa altro che penalizzare gli italiani.

Di Maio - inoltre spiega - che la proposta fatta alla Lega, non può prescindere da tre punti, ben precisi, indicati nel programma elettorale votato dagli italiani: reddito di cittadinanza; abolizione della legge Fornero e una seria legge anticorruzione.  Poi ad una domanda sulla Casellati premier per uscire dallo stallo risponde: "Se abbiamo eletto delle cariche istituzionali, è giusto che continuino a coprire le cariche istituzionali per le quali sono stati eletti". 

Sul rischio dell'aumento dell'Iva - in mancanza di un esecutivo operativo - infine Di Maio sottolinea: - "Secondo me non dobbiamo aspettare neanche la formazione del governo, va scongiurato già nella discussione sul Def e fissato poi con un provvedimento, ho detto anche un decreto, se dovesse servire". 




Pd: 'no' incarichi al buio o trasformismi. Sì a sforzo super partes
"Noi abbiamo rappresentato le nostre valutazioni. A questo punto penso sia urgente dare una risposta alla crisi". Così Maurizio Martina, segretario reggente del Pd al termine dell'incontro con Mattarella. Ed ha proseguito: " E' necessario superare lo stallo di queste settimane. Basta perder tempo, basta traccheggiare. Basta con il gioco dell'oca. Per noi prima di tutto viene il Paese".

Martina infine sottolinea: " Noi abbiamo confermato al Capo dello Stato la piena fiducia nella sua iniziativa. Noi lo supporteremo fino in fondo". Poi chiede a tutti gli attori in campo uno sforzo: "fare un passo in avanti da parte di tutti. 'No' incarichi al buio, 'no' a trasformismi, si a uno sforzo super partes". E ricorda: "siamo per evitare il voto in autunno. Non dobbiamo buttare i risultati raggiunti fino a questo momento dal governo". 



Grasso: irrispettoso partiti parlino di voto 
"E' pesantemente  irrispettoso vedere indicare date delle prossime elezioni prima ancora che Mattarella abbia tutti gli elementi per pronunciarsi su un eventuale scioglimento della legislatura che non è partita. E' la dimostrazione del fallimento di una pessima legge elettorale e di una classe politica capace di fare solo campagna elettorale senza assumersi responsabilità". Lo afferma Pietro Grasso,leader di Leu al termine delle consultazioni con Mattarella.

"Noi di Liberi e Uguali abbiamo ribadito la stessa posizione di sempre: i nostri voti, per quanto non dirimenti ai fini delle maggioranza parlamentari, non sono, come è ovvio a disposizione di alcuna maggioranza che coinvolga le forze di centrodestra". Conclude Grasso.

Autonomie a Mattarella: nostri 8 voti per governo del Presidente
"Abbiamo offerto al Presidente della Repubblica i nostri 8 voti per un eventuale governo del Presidente e l'unica richiesta che abbiamo fatto è che se un governo tecnico dovesse essere incaricato di fare una legge elettorale che questa legge tuteli le minoranze linguistiche, confidiamo nella saggezza del presidente Mattarella". Lo ha detto Juliane Unterberger, Presidente del Gruppo Parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato della Repubblica al termine delle consultazioni al Quirinale, accompagnata dal senatore Dieter Steger, vice presidente vicario (SVP) e dal senatore Albert Lanice, vice Presidente (UV - Union Valdôtaine).

"Purtroppo non ci sono tante novità da noi - ha spiegato - anche noi siamo più spettatori che attori di questa crisi. Abbiamo fatto presente al Presidente la nostra preoccupazione e il nostro disappunto per il comportamento di certi partiti non molto responsabili. Il voto in estate con la stessa legge elettorale porterebbe allo stesso risultato probabilmente e la crisi non sarebbe risolta e abbiamo sottolineato che l'Italia non si può permettere uno stallo così lungo".

Bonino: con voto anticipato ferita democratica
"Abbiamo espresso anche la più viva preoccupazione sulla procedura democratica, o antidemocratica,in caso di elezioni super anticipate. Non vi sfuggirà che in questo caso, che il voto sia a luglio o ottobre, è chiaro che potranno presentarsi solo Pd, M5s e centrodestra: tutti gli altri sono esclusi per le procedure previste dalla legge". Lo dice Emma Bonino, al termine delle consultazioni, parlando di "ferita democratica importante e semplificazione brutale del sistema politico".
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