SALUTE

Disabilità e leggi

Dopo di noi, è quasi fatta

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Ci sono due provvedimenti in Parlamento, che si occupano per vie diverse dei diritti dei disabili: quello che porta la firma del Ministro della Salute, Lorenzin, come lamenta lei stessa fermo al Senato da due anni: prevede l’inasprimento per un terzo della pena comminata a chi si renda responsabile di violenza contro una persona fragile. Un disabile, un anziano, un bambino. Chi non può difendersi, per condizione d’età, fisica, psichica. Persone abbiette, come le definisce il Ministro.

L’altro provvedimento, approvato dalla Camera, è la cosiddetta Legge sul Dopo di Noi, fortemente voluta dal Ileana Argentin, deputata in carrozzina del Partito Democratico.

Un provvedimento su cui le Associazioni dei Disabili esprimono soddisfazione, pur indicando qualche punto da correggere. I quattro punti fondamentali della legge sono: il Fondo per finanziare la legge, sono 90 milioni, diventa stabile. Si potrà continuare a vivere nella propria abitazione, basta che abbia il requisito dell’abitabilità: evitata l’imposizione di trasformarla in una residenza di tipo sanitario. I progetti che si prendono cura della persona disabile devono garantire una sostenibilità economica di almeno 10 anni. La polemica contro le assicurazioni che metterebbero mano a questo nuovo business in effetti, dice l’ANFASS, non sussiste: si tratta di uno sconto fiscale di 40 euro l’anno.

Quello che le Associazioni chiedono di mettere a punto è la possibilità dell’amministratore di sostegno di rivedere il progetto di vita redatto dalla famiglia, e poi bisogna specificare a chi debba rendere conto del suo operato.
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