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MONDO

Oggi inizia la pasqua ebraica, Netanyahu teme attacchi contro israeliani

Dopo il duplice attentato alle chiese copte, Israele chiude la frontiera con l'Egitto a Taba

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Israele ha chiuso con effetto immediato il valico di confine di Taba con l'Egitto per il timore di attacchi a israeliani dopo gli attentati di ieri ial Cairo e ad Alessandria contro due chiese copte, mentre si celebrava la messa per la domenica delle Palme. Oggi inizia la Pasqua ebraica e già ieri Tel Aviv aveva esortato i suoi cittadini a non recarsi nel Sinai egiziano o a lasciare "immediatamente" la regione. "Il sanguinoso attacco riflette ancora una volta la capacità terrorista dell'Isis", ha scritto in un comunicato l'ufficio antiterrorismo del governo israeliano. "Alla luce della gravità della minaccia, l'ufficio consiglia a tutti gli israeliani attualmente nel Sinai di partire immediatamente e di ritornare in Israele".

L'ufficio antiterrorista israeliano aveva già emesso il mese scorso un "warning" simile sul Sinai, una destinazione popolare fra gli israeliani durante le vacanze pasquali. La chiusura della frontiera - la prima da tempo - non riguarda i cittadini di altri Stati ma solo gli israeliani. La decisione - è stato spiegato - è stata presa alla luce di "informazioni concrete" su un attacco programmato contro cittadini israeliani nella area del Sinai.

Il valico di frontiera di Taba si trova a poca distanza di Eilat, nel sud del paese, che è la porta per la Penisola del Sinai. La scelta di impedire il passaggio ai cittadini dello stato ebraico è stata presa dal ministro dei trasporti Yisrael Katz, insieme a quello della difesa Avigdor Lieberman e a esponenti dell' apparato di sicurezza. Katz, oltre ai trasporti, ha anche il portafoglio dell' Intelligence e dell'energia atomica. Taba per gli israeliani resterà chiusa fino al 18 aprile, fine di Pasqua ebraica.

Egitto: Isis minaccia altre stragi, al Sisi dispiega le forze speciali
Stato di emergenza, in Egitto, dopo i due attentati di ieri alle chiese copte del Cairo e di Alessandria, che hanno segnato con morte e terrore le celebrazioni della domenica delle Palme. L'Isis ha rivendicato gli attacchi, messi a segno da due cittadini egiziani. Ha minacciato altri attentati contro "i miscredenti che pagheranno con il sangue dei loro figli, che scorrerà a fiumi".

Un problema grosso per il presidente al Sisi, che vede ancora una volta rimessa in discussione dai fatti quella sicurezza che aveva ripetutamente garantito agli egiziani al prezzo, alto, di una militarizzazione del Paese. Ieri contro i vertici del Cairo è esplosa l'ira della gente che a Tanta ancora affollava l'area antistante la chiesa di San Giorgio, la prima a essere colpita : "Il governo non ci protegge", hanno urlato di fronte all'imponente barriera di forze di sicurezza arrivate troppo tardi, sebbene fossero riuscite a disinnescare due ordigni esplosivi nella moschea Sidi Abdel Rahim di Tanta.  E al-Sisi, in serata, ha ordinato il dispiegamento di unità speciali dell'esercito per garantire la sicurezza nei luoghi più sensibili dell'Egitto; e ha dichiarato 3 mesi di stato di emergenza: comporta la sospensione del diritto alle manifestazioni di ogni genere e le adunate di oltre cinque persone, consente fermi per un periodo indeterminato, estende i poteri delle forze di polizia, permette procedimenti giudiziari per civili a opera di tribunali militari.

Intanto, il presidente ha incassato la solidarietà dei paesi europei - dall'Italia alla Germania, alla Francia - e degli Usa, della Turchia e quella 'bipartisan' di Israele e Palestina.

47 morti e almeno 100 feriti
Almeno 29 persone sono morte e oltre 70 sono rimaste ferite, nell'attentato alla chiesa Mar Girgis (San Giorgio), a Tanta, a nord del Cairo. L'eplosione è avvenuta mentre la chiesa era gremita di fedeli che stavano celebrando la funzione per la domenica delle Palme. Successivamente, un'esplosione si è verificata nei pressi della chiesa di San Marco ad Alessandria, seconda città egiziana nel nord del paese sulle rive del Mediterraneo. Ci sono almeno 18 morti, oltre 30 i feriti. Anche una moschea sufi è finita nel mirino del terrorismo. 

Disinnescati due ordigni in moschea a Tanta
Forze di sicurezza egiziane hanno disinnescato due ordigni esplosivi che erano stati piazzati nella moschea Sidi Abdel Rahim di Tanta, la seconda più importante della città. All'interno della moschea c'è un santuario sufi. Lo riferisce al Ahram.

Il papa copto era nella chiesa di San Marco: illeso
Il papa della chiesa copta, Tawadros II, aveva preso parte a una funzione religiosa nella chiesa di San Marco ad Alessandria, e si trovava ancora nella cattedrale quando un attentatore suicida si è fatto esplodere all'esterno. Il religioso è rimasto illeso. Secondo il ministero, che ha diffuso una nota, il kamikaze intendeva farsi esplodere all'interno della chiesa, ma è stato bloccato dalle forze di sicurezza assegnate alla protezione dell'edificio. Tre ufficiali di polizia ed esercito sono morti cercando di impedire all'attentatore di entrare nella cattedrale.

"Gli attacchi non divideranno il popolo"
Questi atti "non danneggeranno l'unità di questo popolo e la sua coesione. Gli egiziani sono uniti di fronte a questo terrorismo fino a quando sarà sradicato", ha detto il papa copto Tawadros II al premier Sherif Ismail che lo ha chiamato per presentargli le sue condoglianze.  Il premier ha aggiunto che si farà luce presto sui due attentati e che i responsabili saranno puniti. "Questi tentativi vili di colpire persone in pace in luoghi di culto dimostrano che il terrorismo non ha religione".


 Tra 20 giorni la visita del Papa
L'attentato arriva a 20 giorni dalla visita del Papa in Egitto, la cui missione nel paese è prevista per il 28 e 29 aprile nel suo primo viaggio in Medio Oriente. E lo stesso papa Francesco, questa mattina in piazza San Pietro a conclusione del rito della Domenica delle Palme, ha chiesto ai fedeli una preghiera "per le vittime dell'attentato compiuto purtroppo oggi, questa mattina, al Cairo in una chiesa copta. Al mio caro fratello, Papa Tawadros II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e i feriti e sono vicino ai familiari e all'intera comunità", ha detto il papa.

Il Consiglio Onu condanna i "vili" attentati 
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha condannato i "vili" attentati. In un comunicato ha chiesto a tutti gli Stati membri di collaborare con il governo egiziano per tradurre davanti alla giustizia gli autori del duplice attacco. I 15 Stati membri del Consiglio "trasmettono le condoglianze alle famiglie delle vittime e al governo egiziano e augurano una pronta guarigione ai feriti", si legge nel comunicato. "I membri del Consiglio di sicurezza riaffermano che il terrorismo in tutte le sue forme costituisce una delle più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionali".

La comunità copta in Egitto
La comunità dei cristiani copti in Egitto conta circa il 10% della popolazione e l'attentato di oggi arriva a pochi mesi di distanza da quello del dicembre scorso, quando 25 persone furono uccise e 49 ferite nell'attentato della Cattedrale di San Marco, la più grande chiesa copta della capitale egiziana che si trova nel distretto Al Abbasiya del Cairo.

Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti. L'epicentro delle violenze è l'Egitto rurale e in particolare la regione di Minya, il turbolento governatorato con il mix esplosivo di un 35% di popolazione cristiana e un forte radicamento jihadista.

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