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POLITICA

Palazzo Madama

Il governo Conte 2 al Senato per la fiducia. Chiusa la votazione

Bergonzoni indossa maglia 'Bibbiano', seduta sospesa e poi ripresa. L'intervento del senatore Salvini. La replica del premier Conte, poi le dichiarazioni di voto sulla fiducia e a seguire il voto. Ieri il governo giallo-rosso ha incassato la fiducia a Montecitorio con 343 Sì e 263 No

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Dopo aver incassato ieri il via libera della Camera, il secondo esecutivo targato Conte si presenta in Senato per chiedere la fiducia. Il dibattito in Aula, recepito il discorso del presidente del Consiglio a Montecitorio, è cominciato alle 10 ed è terminato alle 16. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha preso la parola in replica al dibattito generale sulla fiducia subito dopo alle 16, per circa 40 minuti, ed ha esordito facendo gli auguri alla senatrice Segre per il suo compleanno, applaudito da tutto l'emiciclo. Il voto di fiducia è iniziato alle 18.10, terminate le dichiarazioni di voto. 

"Oggi la presidente Von Der Leyen riconosce all'Italia uno degli incarichi più importanti con la nomina di Paolo Gentiloni commissario agli affari economici, sarà un importante presidio per l'Italia, non per la singola maggioranza di turno", ha dichiarato Conte.

"Chi voleva pieni poteri considera nemico chi l'ha ostacolato", ha quindi detto il premier più volte interrotto da urla e cori. "Assegnare ad altri le proprie colpe è il percorso più lineare per essere deresponsabilizzati a vita, un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership. Errare è umano, ma dare agli altri le proprie colpe è il modo migliore per conservare la leadership del proprio partito". Così il premier nella replica.

"Sostegno a agricoltura, costruzione e automotive"
"Dobbiamo difendere le nostre migliori pratiche agronomiche, culture sia tradizionali che biologiche, incentivare e sostenere le attività agricole con particolare riguardo ai giovani, incentivare anche i meccanismi cooperativi ma non quelli che si prestino ad abusi", ha detto il premier Conte. "Noi siamo fortemente determinare a incrementare la crescita economica del Paese, siamo consapevoli della debolezza della domanda interna. Dobbiamo intervenire nel settore delle costruzioni e dell'automotive che sono in crisi da anni", ha aggiunto. "Se i segni che provengono dalla Germania sono negativi, la cosa deve preoccupare anche noi".

"Manovra finalizzata a evitare aumento Iva"
"Vogliamo rendere il fisco amico delle imprese e dei cittadini. Siamo consapevoli che le risorse per una manovra economica immediata che ci impegnerà a contenere l'aumento dell'Iva scarseggeranno e quindi ci auguriamo di poter avere maggiori risorse anche a favore delle imprese" ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. 

“Immigrazione, no slogan porti aperti-porti chiusi”
"Chiedo a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini di evitare di concentrarci ossessivamente sullo slogan 'porti aperti-porti chiusi'", ha detto in chiusura Conte. 



Le dichiarazioni di voto

Napolitano: assente per motivi salute, avrei votato sì

"Sono dispiaciuto che le mie attuali condizioni di salute non mi consentano oggi di prendere parte alla seduta del Senato sulla fiducia. Intendo però rendere noto il mio orientamento, come senatore di diritto e a vita, favorevole alla nascita del nuovo governo, pur di fronte a oggettive difficoltà e alla necessità di meglio definire convergenze politiche e programmatiche e la loro tenuta nel tempo". Così Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, in una nota. 

Dopo la replica di Conte, i vari gruppi hanno quindi espresso le proprie intenzioni riguardo il voto di fiducia, dopo le Autonomie, Fratelli d'Italia, con Luca Ciriani, ha annunciato che "faremo una opposizione senza sconti a questo governo scandaloso". Anche al Senato quindi il gruppo di Fratelli d'Italia voterà contro la fiducia al governo Conte II. 
 
Leu: tra forze maggioranza c'è sentire comune
La nuova maggioranza è "l'unica formula capace di offrire risposte alle esigenze del paese" ed è quella "indicata da Leu fin dalle elezioni". Lo dice la capogruppo di Leu al Senato Loredana De Petris nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al nuovo governo. "Le circostanze che hanno portato alla crisi inducono in molti - prosegue De Petris - dubbi su forze incompatibili fra loro: come Leu fin dall'inizio siamo stati convinti" invece della necessità di "dar vita a questa maggioranza fra forze diverse certo ma meno di quanto si sia voluto rappresentare. Tra queste forze esiste un sentire comune - conclude infatti - sui problemi fondamentali del paese".

Marcucci, Pd: progetto di rilancio del sistema Paese
A seguire, il capogruppo dem Andrea Marcucci ha evidenziato la necessità di portare avanti gli interessi del Paese, senza far precipitare l'Italia nel caos. "Non invidio Salvini - ha proseguito Marcucci - per come si è comportato in queste settimane: avete privilegiato senza scrupoli i vostri interessi di parte. Nel 2018 abbiamo riconosciuto il vostro diritto a governare, ci saremmo augurati lo stesso trattamento. Le uniche piazze che vogliamo chiudere è per pedonalizzarle. Se Salvini parla di paura, si riferisce forse al caso Russia". Matteo Richetti, senatore dem, ha invece annunciato la propria astensione in dissenso con il suo partito. 

Romeo, Lega: abbiamo deficit di democrazia
Intervento quindi di Massimiliano Romeo della Lega, secondo il quale già da tempo si lavorava tra Pd e M5s al cambio di maggioranza e al nuovo governo, perché la Lega stava crescendo troppo. È un governo di scopo - dice Romeo - quello di evitare il voto.

Bernini, Forza Italia: mai col Pd e neanche con M5s 
Esprime parere sfavorevole alla fiducia, Anna Maria Bernini capogruppo di FI, ed esclude anche accordi con i Cinque stelle e col Pd. "Lei, presidente Conte, - ha detto Bernini - è passato da un governo sovranista di destra a un governo statalista di sinistra... Posso garantire che noi di Forza Italia mai faremo un accordo con i Cinque stelle e con il Pd". 

Ferilli, M5s alla Lega: avete spento la luce
Gianluca Ferilli per i Cinque stelle parla di travisamento della realtà nella lettura delle ragioni della crisi che ha portato al Conte II e attacca gli ex alleati leghisti: voi avete spento la luce al precedente governo. Non temiamo il voto - sostiene Ferilli - vogliamo contribuire al benessere del Paese, per questo esprimiamo la fiducia al governo. Anche Gianluigi Paragone, come Richetti con Pd, ha annunciato di votare in dissenso con i Cinque Stelle e si asterrà.

La maglietta della Bergonzoni. Seduta sospesa e poi ripresa
La discussione generale stamane nell'Aula del Senato era iniziata con la sospensione temporanea decisa dalla presidente Elisabetta Casellati dopo che la leghista Lucia Bergonzoni si era tolta la giacca restando solo con una maglia bianca con la scritta 'Parlateci Di Bibbiano', con le lettere P e D di colore rosso e verde a richiamare i colori del Partito Democratico. 



Gli interventi al Senato
Il sì alla fiducia era stato annunciato in Aula dai senatori a vita Liliana Segre, che oggi compie 89 anni, Mario Monti ed Elena Cattaneo. Hanno preso la parola Licia Ronzulli di FI, Daniela Santanchè per FdI, Laura Bottici del M5s, Pier Ferdinando Casini Per le autonomie (Svp-Patt-Uv), Francesco Laforgia del gruppo Misto-Leu, Ignazio Larussa di FdI e Franco Mirabelli del Pd.

L'intervento di Salvini, leader della Lega
È poi stato il turno dell'ex ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini. "Presidente Conte-Monti, siete passati da rivoluzione al voto Renzi", ha esordito Salvini.  "Non la invidio, presidente Conte: siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Monti e Renzi", dice Salvini. "Presidente le lascio la sua poltrona- aggiunge- una poltrona figlia di slealtà, tradimento e interesse personale; io mi tengo l'affetto degli italiani". L'intervento di Salvini è terminato con il grido: "Dignità, dignità" da parte dei senatori della Lega. 



In seguito a Salvini, Renato Schifani, di Forza Italia: "Conte da avvocato del popolo a avvocato del palazzo", ha detto. Ha chiuso la discussione generale Gianmauro Dell'olio dei Cinque stelle.

Il pallottoliere: maggioranza tra 169 e 173
Ambienti parlamentari della maggioranza calcolano che oggi la fiducia al Conte bis dovrebbe partire da quota 169. Ma altri voti potrebbero arrivare e l'asticella è fissata tra 169 e 173 voti. I voti dei 5 Stelle sono 105: Gian Luigi Paragone voterebbe no e un senatore è assente per malattia. Anche nel Pd c'è un assente per malattia e Matteo Richetti non dovrebbe partecipare al voto e quindi i sì dei dem sarebbero 49. A questi si aggiungono 9 voti del Misto: 4 di Leu e poi gli ex-M5S Buccarella, De Bonis, Nugnes, De Falco, il socialista Riccardo Nencini e 3 voti delle Autonomie (Casini, Bressa e Laniece).

Ieri la fiducia da Montecitorio al Conte bis: 343 Sì e 263 No
Ieri, al termine di una giornata politicamente ad alta tensione, il governo 'Conte bis', sostenuto dalla maggioranza Pd-M5S-LeU, ha incassato la fiducia della Camera con 343 Sì e 263 No. I deputati presenti erano 609, quelli votanti 606. Tre gli astenuti. La maggioranza è quindi stata fissata a 304 voti. L'annuncio è arrivato dal presidente della Camera Roberto Fico:



Di Maio: "È il momento del coraggio"
"Bene la fiducia alla Camera. Massimo sostegno alle parole del presidente Conte. M5S ha idee chiare: lavoro, imprese, ambiente, scuola, famiglia sono priorità. Ma anche taglio parlamentari e revoca concessioni autostradali. È il momento di correre, è il momento del coraggio. Ci siamo!". Così il capo politico del M5S Luigi Di Maio, su Twitter.



Zingaretti: "Passo avanti per cambiare l'Italia"
"Bene il presidente Conte e la fiducia alla Camera. Un altro passo in avanti per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva". Così il segretario dem Nicola Zingaretti, su Twitter.



Bagarre a Montecitorio durante la replica del premier
Clima acceso alla Camera dei Deputati durante la replica del Presidente del Consiglio dopo il dibattito che ha preceduto il voto di fiuducia.  Accolto da cori da stadio dai banchi della Lega Giuseppe Conte è stato più volte interrotto e ha interloquito più volte con i deputati, richiamati anche dal Presidente della Camera Fico. "Devo fare una premessa che riguarda il passato, in particolare molti interventi della Lega e Forza Italia celano forte reazioni emotive, dei veementi proclami", ha detto il presidente del Consiglio.  

"Tradimento? Questa è una grande mistificazione"
"Avete parlato di tradimento ma permettetemi di dire che conosco la vostra abilita' comunicativa ma ripetere all'infinito queste parole non potra' cambiare la realta' dei fatti: questa e' una grande mistificazione. Il fatto di pensare che una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il paese alle elezioni è irresponsabile", dice Conte in aula, rispondendo ai deputati di centrodestra che urlano "elezioni".  



"Questo governo si presenta a voi non nottetempo ma in modo lineare e trasparente. In maniera lineare M5s Pd e Leu hanno lavorato a un progetto per tutelare il bene del Paese. E ho usato non a caso due concetti: coraggio e responsabilità", continua Conte. "Nel mio intervento ho citato Hannah Arendt, che faceva distinzione tra pregiudizi e giudizi - ha ricordato Conte -. Pd e M5s si sono trovati all'opposizione e hanno dovuto superare i pregiudizi, è stata una decisione sofferta e lo capisco. Hanno dismesso i pregiudizi, consapevole che siedono qui nell'interesse degli italiani".

"Volgarità dalla Lega. Volevate più poltrone?"
"Il deputato Garavaglia con cui ho lavorato mesi ha usato un'espressione che considero volgare, 'volete rimanere imbullonati alle poltrone', è un'espressione che non trovo approrpriata perché per me una poltrona è un elemento di responsabilità, allora che devo pensare, che volevate andare alle elezioni per avere più poltrone?".

"Con gli alleati europei non avete aiutato"
"Lo dico alla Lega: diciamo che anche con le alleanze europee non mi avete per niente aiutato, eh", dice il premier.

Meloni: da Fdi opposizione senza sconti
Prima della chiama è stato il momento delle dichiarazioni di voto. "Non avrete la fiducia di Fdi, abbiamo difficoltà a riconoscere rispetto, altro che fiducia". Così in Aula alla Camera la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Rivolgendosi al premier Giuseppe Conte, Meloni ha aggiunto: "Volgare è imbullonarsi alle poltrone. E' che non capite quali siano le priorità". La parlamentare ha annunciato "un'opposizione senza sconti" nei confronti dell'esecutivo M5S-Pd, definendolo "forse il peggiore governo di politicanti terrorizzati dal giudizio popolare".

Gelmini: Forza Italia non voterà la fiducia
"Noi non voteremo la fiducia al governo, questo esecutivo ancora una volta non nasce dalla maggioranza voluta dagli italiani, ma dalla paura di andare al voto. Abbiamo seri dubbi che questo governo possa essere all'altezza di lavorare per il paese in queste condizioni difficili". Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. "Nel programma di governo troviamo un elenco di buoni propositi ma non c'e' un numero, non c'e' una copertura" ha aggiunto Gelmini "tante parole vuote e sbagliate lontane dal paese reale".

Molinari: ci ha raccontato balle per 14 mesi
"Lei ha parlato che dietro la decisione della rottura ci sono state convenienze elettorali. Io potrei dire che sono stati i troppi no, ma non direi la verità. La verità è che un anno fa lei parlava di un governo sovranista, chiedeva la fiducia per un governo capace di cambiare gli equilibri europei. Noi ci avevamo creduto. Lei lo sapeva che era alla guida di un governo sovranista che voleva cambiare l'Europa". Lo afferma il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, in aula. "Non saprei come chiamarlo se non tradimento, incoerenza. grazie al voto dei Cinque stelle in Europa non avete cambiato niente. Ci hai raccontato balle per 14 mesi. Hai fatto l'avvocato di se stesso, non quello del popolo. Il governo Monti - aggiunge rivolto al premier Conte - è nato come il suo, con lo stesso scopo, mantenere lo status quo, per impedire che voti il popolo". 

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