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ITALIA

Lo scandalo siciliano

Dossier e lettere anonime: "Così il sistema Montante condizionava anche la stampa"

Parla a Rainews24 il giornalista Gianpiero Casagni, che da anni si occupa del sistema Montante: dossier su di me, "hanno provato ad accusarmi di aver messo una cimice nella sede di Confindustria"

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Un sistema di spionaggio per difendersi dagli avversari politici e dentro l'associazione industriali e per carpire notizie sull'inchiesta per concorso in associazione mafiosa che la procura di Caltanissetta aveva aperto nel 2014 su di lui. La rete illegale creata da Antonello Montante, - ex responsabile per la legalità di Confindustria dopo la 'svolta' antiracket ed ex numero uno degli industriali in Sicilia -, si arricchisce di giorno in giorno di nuovi elementi.

Nella rete di Montante, finito agli arresti domiciliari (insieme ad altri cinque tra alti esponenti delle forze dell'ordine e dei Servizi) con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, figurano vertici dei servizi segreti civili, esponenti delle forze dell'ordine, docenti universitari, politici e giornalisti. Ci sono nomi eccellenti, come quello del senatore palermitano di Forza Italia Renato Schifani e dell'ex governatore della Sicilia Rosario Crocetta.

Un sistema di potere fatto di prebende, ricatti e una impressionante attività di dossieraggio. E proprio di quest'ultima attività, il dossieraggio, a casa sua sarebbero state trovate le prove, fascicoli riguardanti, tra l'altro, giornalisti. Uno, in particolare, è su Gianpiero Casagni, giornalista di Centonove, che da anni racconta il "sistema Montante".

Dossier e lettere anonime. Casagni a Rainews24: "Così sistema il Montante condizionava anche la stampa"



Dalle carte dell'inchiesta si scopre anche che l'ex uomo forte della politica economica siciliana aveva una 'talpa' in commissione Antimafia, che gli avrebbe riferito il contenuto dell'audizione, secretata, dell'imprenditore Marco Venturi, l'ex amico poi diventato il suo più grande accusatore. E' proprio Montante, in una intercettazione ambientale mentre lascia l'abitazione dell'ex governatore della Sicilia Rosario Crocetta assieme a Linda Vancheri, all'epoca assessore regionale alle Attività produttive e molto vicina all'imprenditore, a sostenere di sapere cosa abbia detto Venturi all'Antimafia.

Un sistema di potere fatto di prebende, ricatti e una impressionante attività di dossieraggio, che si basava anche sulla clientela del lavoro. Lavoro uguale consenso e Montante, oltre a sistemare persone di sua fiducia per il governo regionale, puntava in alto fino a collocare propri rappresentanti nel Parlamento nazionale.

Un avviso di garanzia è stato inviato nelle scorse ore anche all'ex governatore Crocetta, accusato di finanziamento illecito dei partiti e concorso in associazione a delinquere finalizzato alla corruzione perché avrebbe nominato in Giunta due assessori sponsorizzati dall'imprenditore. Quello finale è un elenco lunghissimo di inquisiti, una trentina. Nella lista anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello - nominate da Crocetta appunto per accontentare Montante - e l'ex presidente dell'Irsap (l'ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara.

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