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ECONOMIA

Il presidente della Bce al Consiglio europeo

Draghi: la zona euro cresce ma c’è un rischio protezionismo

Per il responsabile della Banca centrale Europea una ripresa simile non si vedeva da 10-15 anni e ha già creato 7,8 milioni di posti di lavoro ma ci sono rischi dalla “perdita di fiducia” e la “deregulation finanziaria”

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Crescita economica nella zona euro come non si vedeva 10-15 anni, ma rischi dal protezionismo commerciale. Sono i contenuti del discorso di oggi, al Consiglio europeo di Bruxelles, del presidente della Banca centrale europea. Mario Draghi ha parlato di una “ripresa” che continua “a un ritmo immutato” che però “nel medio periodo” potrebbe essere messa a repentaglio da “quattro rischi in gran parte esterni”. Draghi ha spiegato che la ripresa è basata sui consumi, che gli investimenti sono il 7% sopra il livello precedente alla crisi e anche gli investimenti nel settore dell'edilizia residenziale stanno finalmente ripartendo.
 
"Non abbiamo visto questi tassi di crescita e livelli di investimento da 10-15 anni", ha aggiunto il presidente della Bce, e dalla metà del 2013 in poi “sono stati creati 7,8 milioni di posti di lavoro, nonostante un aumento della forza lavoro del 2%”. Tutto questo sta accadendo “in una situazione in cui il debito del settore privato sta scendendo e la ratio di capitale delle banche sane è quasi il 50% più alta che all'inizio della crisi". Nel frattempo, i crediti deteriorati delle banche si "sono ridotti di più del 30%".
 
Ma, secondo Draghi, ci sono "quattro rischi di medio termine, in gran parte esterni". Il protezionismo commerciale è da lui considerato "il rischio più grande in questo momento", perché ha effetti diretti "con rischi di rappresaglia" e "alla fine perdita di fiducia". Il secondo rischio è rappresentato dalla "deregulation finanziaria", con il pericolo di tornare a una situazione pre-crisi. Il terzo rischio, secondo Draghi, è una rivalutazione dei prezzi degli attivi finanziari, perché la zona euro "è esposta agli Usa" e non è "isolata". Infine, sul fronte interno, il principale rischio indicato da Draghi sono le "politiche di bilancio pro-cicliche", con alcuni Stati membri della zona euro che stanno "pianificando di aumentare le spese".
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