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MONDO

Nell'era del web il confine fra foto privata e foto pubblicata è incerto

E se questa foto diventasse illegale? L'Unione europea ridiscute la "libertà di panorama"

Al momento non esiste ancora un'unica norma comunitaria: ad esempio nel Regno Unito c'è libertà e ognuno può scattare fotografie e usarle come vuole. In Francia, invece, la restrizione è già in vigore: la Torre Eiffel può essere fotografata soltanto durante il giorno. Il web è in rivolta: le opere sono patrimonio di tutti

Libertà di panorama in pericolo
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di Carlotta Macerollo

Scattare una fotografia o un "selfie" con sullo sfondo il Colosseo o il London Eye di Londra potrebbe costare caro dal 9 luglio, quando il Parlamento europeo discuterà un testo di indirizzo per riformare la legislazione sul copyright. Per pubblicare foto o video di opere d'arte o d'architettura contemporanea collocate nello spazio pubblico sarà sempre necessario ottenere l'autorizzazione preventiva, si presume onerosa, degli autori. Il divieto, certo, vale solo per gli usi "commerciali", ma qualsiasi pubblicazione lo è, anche il proprio blog se ha un banner pubblicitario. Nell'era del Web il confine fra foto privata e foto pubblicata diventa particolarmente incerto.

"Libertà di panorama"
Bruxelles vuole in sostanza limitare la cosiddetta "libertà di panorama", ovvero la cattura, diffusione e riproduzione di immagini che riprendono monumenti e opere d'arte pubbliche senza la necessità di chiedere il permesso ad architetti, ingegneri ed enti.

La proposta
La proposta è dell'eurodeputato francese Jean Marie Cavada, 75 anni, che spinge molto sulla riforma di quella legge sul copyright che risale al 2001 quando non esistevano ancora i social network e quindi non si era creata la necessità di regolamentare la libera diffusione delle immagini.

Al momento in Europa tanti leggi diverse
Al momento in Europa non esiste una legge univoca in materia: in Inghilterra vi è libertà di panorama a 360 gradi, in Danimarca è lecito scattare immagini ad edifici ma non ad opere d'arte mentre in Francia l'unica regola è il divieto di pubblicare online foto della Torre Eiffel di notte perché soggetta al diritto d'autore solo al calar del sole.



Ma in Italia il divieto esiste già
In Italia il divieto di scattare foto ai monumenti per uso diverso da quello personale e privato è già in vigore da tempo. Lo scrive a chiare lettere il Ministero dei Beni Culturali: "La libertà di panorama consente di poter fotografare un'opera d'arte o un edificio posto in un luogo pubblico. La legge italiana sul diritto d'autore, LdA non contiene alcuna eccezione per le fotografie scattate in luoghi pubblici. Quindi, la libertà di panorama non è prevista. Si deve comunque tener presente quanto stabilito nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), in particolare agli articoli 107 (Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali), 108 (Canoni di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione), e 109 (Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali). Tali beni possono essere infatti riprodotti ai sensi e con i limiti previsti dagli articoli sopra richiamati (autorizzazione da parte dell’amministrazione consegnataria e pagamento di un canone, salvo che la riproduzione non sia chiesta per scopi personali o didattici e non commerciali).

Tempi lunghi
I tempi, comunque, saranno lunghi. Si tratta per ora di un documento d'indirizzo che impegnerà la Commissione di Jean-Claude Juncker a mettere mano al diritto d'autore. Anzi, a fornirne uno comune ai 28 Stati membri, che al momento viaggiano in solitaria. 

Il web non ci sta
Anche per condividere la foto di un monumento su un social network, quindi, potrebbe essere necessario chiedere un'autorizzazione. Il web è in rivolta ed è già partita una campagna di protesta per chiedere che il diritto di panorama sia mantenuto. L'enciclopedia online Wikipedia che fa uso, nelle sue pagine, di centinaia di foto di edifici e monumenti pubblici che rischierebbero di diventare illegali, ha simbolicamente oscurato i monumenti presenti in diverse fotografie sul sito, per mostrare quanto la proposta sia inaccettabile. 

La petizione #saveFoP
E' partita anche una petizione online che in pochi giorni ha superato le 200mila sottoscrizioni.


 
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