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CULTURA

Il 20 marzo fenomeno visibile anche in Italia

Eclissi di Sole, l'evento che terrorizzava gli antichi... e fermò una guerra

Presagio funesto, segno anticipatore di sventure, sovvertimento dell'ordine del cosmo: le eclissi in passato erano vissute con grande inquietudine. Molte di loro sono finite nei libri di storia. L'esperto di Storia delle religioni Paolo Xella a RaiNews.it: "La più antica di cui abbiamo un racconto? È narrata in una tavoletta cuneiforme di 3200 anni fa"

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di Andrea BettiniRoma 28 maggio 584 avanti Cristo: durante una battaglia fra gli eserciti di Persia e Lidia, il Sole si oscura improvvisamente. I due schieramenti, interpretandolo come un presagio, smettono di combattere e dopo sei anni la guerra si conclude. Quella raccontata dallo storico greco Erodoto è una delle eclissi più famose della storia e mostra come un fenomeno assolutamente naturale fosse vissuto con grande inquietudine dai popoli antichi.

Eventi negativi e presagi funesti 
Il 20 marzo la Luna tornerà a coprire il Sole, in modo parziale in Italia, e grazie alle conoscenze scientifiche di oggi potremo solo pensare a goderci lo spettacolo. Un tempo non era così, spiega Paolo Xella, docente di Storia delle religioni all’Università di Pisa e collaboratore del Cnr: “Quando non si aveva ancora una consapevolezza scientifica della natura dell’evento, si dava una lettura attraverso dei miti – spiega – Le eclissi, per la loro rarità, erano in genere considerate eventi negativi e fonte di presagi funesti”.

Eclissi nell'antica Ugarit
Il timore che l’eclissi incuteva è ben descritto anche nel primo, eccezionale racconto scritto che abbiamo di questo fenomeno. Si tratta di una tavoletta cuneiforme, rinvenuta a Ugarit nell’attuale Siria. Parla dell’eclissi solare avvenuta nel marzo del 1223 avanti Cristo. “Nel testo si legge che il Sole si oscurò e contemporaneamente apparve minaccioso il pianeta Marte – racconta Paolo Xella – Il responso degli aruspici fu chiaro: grande pericolo”.

Un malcapitato sul trono del re 
In tempi antichi la paura indotta da questo fenomeno celeste dava luogo anche a pratiche piuttosto curiose. “In Mesopotamia, durante l’evento, si metteva ad esempio una persona qualunque sul trono, mentre il re veniva portato al sicuro – prosegue Paolo Xella – In questo modo sarebbe stato il povero malcapitato a fare le spese di eventuali ritorsioni di divinità adirate nei confronti del sovrano”.

"Sappiamo tutto, ma nel folklore resta un po' di inquietudine" 
Tra i primi a capire che le eclissi sono un fenomeno ricorrente e a riuscire a prevederle con una buona accuratezza, ci furono gli antichi Greci. Per avere una spiegazione corretta di ciò che accade quando cala la notte in pieno giorno, abbiamo però dovuto attendere tempi molto più recenti. “La scienza moderna, calcolando le orbite dei corpi celesti, ha ormai chiarito nei dettagli perché si verificano le eclissi – dice Paolo Xella – Oggi ci preoccupano molto meno di allora, anche se nel folklore popolare è comunque rimasta un po’ di inquietudine. Quando si sospendono le condizioni normali della vita umana, accade sempre”.
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