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SCIENZA

Attenzione anche in Italia

Eclissi di Sole del 20 marzo, allerta per i gestori delle reti elettriche: “Test senza precedenti”

Il fenomeno causerà un crollo improvviso della produzione di energia fotovoltaica in buona parte dell'Europa. Potrebbero mancare all'appello 35mila Megawatt, che andranno compensati facendo ricorso provvisoriamente alle fonti energetiche tradizionali

Un'eclissi di Sole (Ap)
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di Andrea BettiniRoma Un calo rapido e diffuso della produzione di energia fotovoltaica su buona parte dell'Europa, pari allo spegnimento di quasi 80 centrali elettriche convenzionali di medie dimensioni, seguito da una ripresa altrettanto veloce. L'eclissi di Sole del 20 marzo ha messo in allarme i gestori delle reti elettriche. Per loro non ci sarà tempo di ammirare il fenomeno astronomico. Dovranno lavorare per evitare il rischio di possibili black out.

Interessata buona parte dell'Europa
Il problema è allo studio da tempo ed è anche stato al centro di un rapporto della rete europea dei gestori di sistemi di trasmissione elettrica, l'Entso-E. L'eclissi sarà totale solo sull'Atlantico, alle Isole Far Oer e alle Isole Svalbard, ma sarà parziale su buona parte dell'Europa. Inizierà in orari diversi a seconda dei paesi (in Italia si potrà osservare dalle 9.20 alle 11.40 circa, con culmine intorno alle 10.30). Nel giro di poco più di due ore dal sistema elettrico spariranno gradualmente decine di migliaia di Megawatt di energia solare, che poi torneranno a essere reimmessi. Alle 10.41, secondo le stime, mancheranno all'appello quasi 35mila Megawatt rispetto a una normale giornata di sole.

"Test senza precedenti"
I gestori dovranno cercare di mantenere l'equilibrio del sistema ricorrendo alle fonti energetiche tradizionali, evitando sovraccarichi quando il Sole tornerà a splendere. Secondo l'Entso-E, sarà “un test senza precedenti per il sistema elettrico europeo”. L'eclissi taglierà infatti l'approvigionamento molto più rapidamente di un normale tramonto. Inoltre il peso del fotovoltaico oggi è estremamente più alto rispetto al passato. L'Europa è stata attraversata da un'eclissi anche nel 1999, ma allora la quota di energia solare era marginale. Nel 2002 rappresentava solo lo 0,1% del totale di energia prodotta da fonti rinnovabili nel nostro continente, oggi è salita al 10,5%.

Italia fra i paesi con maggiore produzione di energia fotovoltaica
L'Italia sarà in prima linea, dato che è uno dei paesi europei in cui il fotovoltaico è più diffuso, insieme alla Germania. Il solare rappresenta infatti il 15% dell'approvigionamento nazionale. Un problema in un paese potrebbe comunque ripercuotersi a cascata anche su altri, poiché tutti sono interconnessi. Anche per questo motivo, per tutta la durata del fenomeno le sale di controllo di tutta Europa saranno in continuo collegamento fra loro.

All'opera per ridurre i rischi di incidente
L'Entso-E in ogni caso garantisce che sono state prese adeguate contromisure per “riportare il rischio di un incidente ai livelli di sicurezza di una giornata qualsiasi”. È comunque probabile che alcuni gestori, sotto sotto, possano tifare per il maltempo. Una giornata nuvolosa rovinerebbe lo spettacolo a tutti, ma faciliterebbe le cose: con i cieli coperti, la produzione di energia fotovoltaica è minore e l'improvvisa flessione della produzione causata dall'eclissi sarebbe ovviamente molto più contenuta.
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