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POLITICA

La sfida del leader di Italia viva

Elezione diretta del premier, scettiche le reazioni politiche alla proposta di Renzi

Franceschini ricorre a Esopo: è lo scorpione che in mezzo al guado punge la rana e annegano entrambi

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A Porta a Porta Matteo Renzi propone l'elezione diretta del presidente del Consiglio, "sindaco d'Italia", ma l'idea del leader di Italia viva non convince il mondo politico. Il primo a reagire è un ex renziano di ferro come il capogruppo Pd al senato, Andrea Marcucci: bisogna pensare alla crescita, non è il momento di mettere mano alla Costituzione, è il ragionamento.

Il più duro, tuttavia, è Dario Franceschini, che fa ricorso alla favola di Esopo "La Rana e lo Scorpione": una rana prende sulla schiena uno scorpione per aiutarlo a guadare un fiume, ma lo scorpione - a metà del percorso - punge la rana condannando entrambi alla morte per annegamento e si giustifica: "Sono uno scorpione, è la mia natura". Insomma, quello di Renzi sarebbe un gioco al massacro che rischia di travolgere tutti, nessuno escluso. Il Pd, anche con il vicecapogruppo alla Camera Michele Bordo, risponde che si va avanti sul proporzionale con la più ampia maggioranza possibile. Insomma, per i dem la preoccupazione di Renzi - che i sondaggi danno, assieme al suo partito, sotto il quattro per cento - è solo quella di strappare una soglia di sbarramento più bassa. 

Netto lo stop del Movimento 5 stelle: "Distrazioni, litigi e sparate non ci interessano, il paese non se lo può permettere. In questo momento abbiamo una sfida importante che è quella della crescita e in questi giorni stiamo lavorando proprio per il bene e per il futuro del paese, lavorando sulla ulteriore riduzione delle tasse, sullo sviluppo per le imprese, su una giustizia più veloce. È questo di cui ha bisogno l'italia", dice il reggente Vito Crimi. Poi su Facebook aggiunge: "Se qualcuno vuole uscire da questo governo ha il dovere di dirlo senza nascondersi dietro la minaccia di una sfiducia individuale a un ministro". 

Contrario alla proposta è anche Matteo Salvini: "Renzi può votare la nostra proposta di elezione diretta del capo dello Stato", dice il leader della Lega, però sosterrebbe Renzi nel caso si aprisse la strada per un governo di scopo che porti il Paese al voto. 

Per Giorgia Meloni, Renzi è poco credibile. "La riforma presidenziale o l'introduzione del premierato, storiche battaglie della destra, sono temi troppo seri per essere utilizzati come biechi strumenti di manovre politiche e di Palazzo come sta facendo Renzi con il suo ben poco credibile appello", dichiara in una nota la presidente di Fratelli d'Italia.

Chi sembrerebbe più disposto a seguire Renzi è Silvio Berlusconi: la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Maria Stella Gelmini, dice che il suo partito è ben disposto a intraprendere la strada del premierato forte, purché si faccia prima cadere il governo. 
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