CULTURA

Roma

Elsa Cross, la poesia e la complessità del pensiero

Incontro con la poetessa all'ambasciata del Messico in Italia

Elsa Cross all'ambasciata del Messico (foto di Bernardino Rinaldo)
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A margine del congresso "Mitos prehispánicos y mitos clásicos en la literatura latinoamericana", tenutosi nell'Università di Roma, l'ambasciata del Messico ha ospitato la poetessa Elsa Cross, docente all'Università Nazionale Autonoma del Messico (Unam) di Filosofia della religione.

All'incontro hanno partecipato il professor Stefano Tedeschi (Università di Roma I La Sapienza) e la poetessa Martha Canfield (Università degli studi di Firenze).

Tedeschi ha definito Cross "la voce più importante della poesia messicana di oggi" ed è stato ricordato il giudizio del premio Nobel Octavio Paz, che sottolineò "la complessità del pensiero e la limpidezza dell'espressione" dell'autrice.

Canfield ha evidenziato la profonda riflessione filosofica contenuta nelle liriche della poetessa, fortemente influenzata dal pensiero orientale, ed ha ricordato il periodo passato in India da Cross, che l'ha portata ad abbracciare la visione induista del mondo. I suoi versi -ha aggiunto- hanno sempre una forte attenzione alla simbologia.

Cross ha detto di ritenere molto importante la disciplina di meditazione per la scrittura e ha confermato che ha trovato nella filosofia orientale risposte a quesiti esistenziali, mentre in quelle occidentali prevalgono piuttosto le domande e i dubbi. L'induismo, ha detto, tende ad abolire i dualismi e porta all'unità della coscienza individuale con quella generale e con la natura.

Al termine, Cross ha letto diverse sue opere, da 'Bacantes' a 'Jaguar' e 'Los sueños'. Nata nel 1946 a Città del Messico, oltre alle poesie, ha pubblicato anche saggi filosofici e traduzioni ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio nazionale di poesie per la raccolta 'El diván de Antar'.
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