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ITALIA

La crisi del lavoro

Embraco conferma i licenziamenti, un operaio si incatena ai cancelli della fabbrica: "Non molliamo"

L'azienda dice no alla cassa integrazione e tira dritto sulla delocalizzazione in Slovacchia.  Calenda a Bruxelles incontra Commissaria europea Vestager: "Chiederemo deroga a trattati UE"

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A meno di 2 settimane dalle elezioni del 4 marzo deflgara il caso Embraco, l'azienda produttrice di compressori per frigoriferi controllata dall'americana Whirlpool, che ha rifiutato ogni trattativa e ha deciso di proseguire sulla strada dei licenziamenti. "Decisione inaccettabile" commentano il ministro Carlo Calenda e i sindacati, mentre i lavoratori tornano a manifestare. La vicenda sarà oggi al centro dell'incontro a Bruxelles tra il ministro Calenda e la commissaria europea alla Concorrenza Verstager. 


Un operaio si incatena ai cancelli: "Non molliamo"
Un lavoratore dell'Embraco, Daniele Simoni, 54 anni e da 25 anni operaio presso Riva di Chieri, si è incatenato ai cancelli della fabbrica. "Non voglio mollare,  la mia fabbrica che mi ha dato da mangiare per 25 anni, finché c'è uno spiraglio non mollerò", spiega l'operaio.

"Tagliati fuori dal lavoro"
 "Il lavoro ci sta mancando, l'azienda deve tornare sui suoi passi. Si sta alzando la tensione. Ci stanno rovinando. Non sappiamo cosa potra' accadere, come potremo continuare a pagare bollette e mutui. Ad una certa eta' siamo tagliati fuori dal lavoro".

La speranza nel ministro
Da Riva di Chieri si guarda ora alle prossime mosse del ministro Calenda: "Vediamo cosa succedera' in questi giorni, speriamo ci siano spiragli da quello che sta facendo il ministro Calenda, che si sta impegnando per noi. Noi non molliamo - conclude - ma e' difficile stare tranquilli. Quello che vorremmo e' solo questo: poter rientrare a casa tranquilli".

Assemblea e presidio
Questa mattina i lavoratori dell'Embraco hanno tenuto una breve assemblea anche per fare il punto sulla giornata di ieri, che ha visto l'azienda dire no al ritiro dei licenziamenti. Anche oggi continuera' il presidio davanti alla fabbrica di Riva di Chieri.


Calenda: "A Ue chiedo deroga trattati"
Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, chiedera' alla commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, una deroga ai trattati per singoli casi, come ad esempio quello di Embraco. Lo ha detto lo stesso ministro intervistato a Radio Anch'io, spiegando che chiedera' alla Vestager "di verificare se le normative di attrazione degli investimenti in Slovacchia su Honeywell ed Embraco siano rispettose delle norme sugli aiuti di Stato, se siano stati usati fondi europei e se siano state violate le norme". Il ministro, inoltre, chiedera' alla commissaria una deroga ai trattati per singoli casi come ad esempio quello di Embraco. "Ci sono condizioni che sono strutturali - ha spiegato Calenda - io non potrei fare una norma che dice che per Embraco il costo del lavoro e' un X piu' basso, perche' sarebbe un aiuto di Stato. Ma penso si possano interpretare i trattati nel senso di dire che in questo specifico caso, cioe' di un'azienda che si muove verso la Slovacchia, verso la Polonia, questa normativa puo' essere derogata. Vedremo quale sara' la risposta della Vestager". E se la commissaria europea rispondesse di no? "Io - ha affermato Calenda - penso che quando abbiamo fatto valere le nostre ragioni siamo riusciti a prevalere. Questo e' il lavoro che va fatto seriamente, continuare a costruire le condizioni in cui ci sia un pezzo di Paese che vola. Le eccellenze sono fondamentali, ma nessuna nazione e' fatta solo di eccellenze. Benissimo il Paese che va, ma bisogna prendersi cura del pezzo che perde, vanno protette le persone altrimenti non se ne esce". 

Un fondo contro le fughe all'estero
 Un fondo per evitare le fughe all'estero delle aziende, che prevenga le delocalizzazioni e "metta pacchetti che vadano oltre la normativa sugli aiuti di stato per chi vuole andare a produrre altrove in Europa in condizioni di vantaggio legate al diverso grado di sviluppo dei Paesi". Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, all'indomani dell'arrabbiatura per il caso-Embraco, lancia cosi' la sua proposta. "Siamo economie in continua transizione, gestirle sara' sempre piu' fondamentale, quindi abbiamo bisogno di strumenti piu' forti" spiega in un'intervista a 'Il Corriere della Sera' nel giorno in cui il ministro sara' a Bruxelles per discutere il dossier di Riva di Chieri.





Il governo ha poche settimane per trovare una soluzione
Adesso come si muovera' il governo nella vicenda Embraco? "Embraco ha la nostra proposta, se tornano indietro siamo disponibili a prenderli in considerazione, ma io altre riunioni che si chiudono con "forse..", "ma.." non ne faccio piu'. Preferisco partire in quarta con Invitalia per capire se ci sono proposte e supportarle". La road map? "Il tempo limite e' dato dalla procedura di mobilita', quindi fino a fine marzo. Siamo gia' partiti, il mio staff ci sta lavorando, io stesso ci sto lavorando. Aggiorneremo i sindacati in settimana"."Noi - ha proseguito Calenda - abbiamo l'obiettivo di tenere le multinazionali in Italia, tutt'altra cosa di quello che propugna chi vuole mettere in atto politiche che le farebbero scappare. La situazione di Embraco? "Davvero brutta. Un comportamento, quello dell'azienda, assurdo e da irresponsabili.

Il no alla cassa integrazione, l'ira del ministro
Alla proposta del governo su stop licenziamenti e Cig, "Embraco ha risposto negativamente, si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell'azienda. Le loro motivazioni dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell'impresa".

Così il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, aggiungendo "Adesso non ricevo più questa genta... questa gente perché onestamente ne ho avuto fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua".



Sulla vertenza Embraco, dopo lo stop della trattativa dovuto al rifiuto dell'azienda di bloccare le procedure di licenziamento "nel frattempo, attiviamo urgentemente un lavoro con Invitalia per cercare di trovare un percorso di reindustrializzazione a questo punto in tempi molto più brevi perché abbiamo poco più di un mese per chiudere tutto quanto", ha aggiunto il ministro Calenda.

Il ministro sottolinea di aver sentito i legali dell'azienda insieme al Presidente della Regione Sergio Chiamparino offrendo loro "sostegno per avviare la cassa integrazione.  L'azienda ci ha risposto negativamente - riferisce Calenda  - non si capisce questo atteggiamento perché la differenza tra la loro proposta e la nostra non è materiale se non fosse che con la cassa integrazione si consente un percorso di reindustrializzazione in continuità e questo è molto importante perché ci sono imprenditori interessati".

La multinazionale, riferisce ancora il ministro, "ci ha detto che devono licenziare ora perché hanno un problema con la Borsa, cosa che non mi era mai capitato di sentire. Ne prendiamo atto e agiremo di conseguenza".

Calenda: "Ho detto gent... e mi sono corretto"
"Ho detto gent... e poi mi sono corretto". Così Carlo Calenda ha specificato nel corso di un'intervista radiofonica, in merito al termine "gentaglia" riportato oggi dopo l'incontro con i rappresentanti di Embraco. "Detto questo - ha aggiunto - la sostanza non cambia perché il comportamento di Embraco è totalmente inaccettabile". 

Chiamparino: irresponsabilità verso comunità piemontese 
Da parte di Embraco "c'è un atteggiamento di totale irresponsabilità verso 500 famiglie più quelle dei fornitori, verso la comunità piemontese e il governo". Lo ha detto il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino. "Non credo - ha aggiunto - che abbiano calcolato bene le ripercussioni di tipo economico e sul mercato che questa loro irresponsabilità sociale potrà avere sulla azienda stessa, sulla sua capacità di stare sul mercato".
 
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