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ECONOMIA

Il dossier

Embraco licenzia, l'ira di Calenda. Il Ministro a Bruxelles: "La Ue intervenga sugli aiuti di Stato"

L'azienda dice no alla cassa integrazione e tira dritto sulla delocalizzazione in Slovacchia, i lavoratori bloccano la statale Torino-Asti. E Calenda annuncia di voler chiedere chiarimenti in Ue: "In questo caso sono stati dati aiuti di stato illegittimi? E come intende affrontare il tema la Commissione europea?" 

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A meno di 2 settimane dalle elezioni del 4 marzo deflgara il caso Embraco, l'azienda produttrice di compressori per frigoriferi controllata dall'americana Whirlpool, che ha rifiutato ogni trattativa e ha deciso di proseguire sulla strada dei licenziamenti. "Decisione inaccettabile" commentano il ministro Carlo Calenda e i sindacati, mentre i lavoratori tornano a manifestare. La vicenda sarà oggi al centro dell'incontro a Bruxelles tra il ministro Calenda e la commissaria europea alla Concorrenza Verstager. 


Un fondo contro le fughe all'estero
 Un fondo per evitare le fughe all'estero delle aziende, che prevenga le delocalizzazioni e "metta pacchetti che vadano oltre la normativa sugli aiuti di stato per chi vuole andare a produrre altrove in Europa in condizioni di vantaggio legate al diverso grado di sviluppo dei Paesi". Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, all'indomani dell'arrabbiatura per il caso-Embraco, lancia cosi' la sua proposta. "Siamo economie in continua transizione, gestirle sara' sempre piu' fondamentale, quindi abbiamo bisogno di strumenti piu' forti" spiega in un'intervista a 'Il Corriere della Sera' nel giorno in cui il ministro sara' a Bruxelles per discutere il dossier di Riva di Chieri.

L'incontro con la commissaria Vestager
Calenda vedra' oggi la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager a cui chiedera' di "verificare che non ci siano stati aiuti di Stato alla Slovacchia per le aziende di Honeywell ed Embraco e trovare un modo per correggere quella che e' una stortura". "Quando c'e' un Paese che offre un pacchetto di finanziamenti localizzativo anche conforme agli aiuti di Stato, ma che beneficia di condizioni piu' favorevoli, io devo essere in grado di operare al di fuori degli aiuti di Stato e offrire le medesime condizioni, ma voglio capire il perimetro entro cui posso dare applicazione pratica di questa misura" ha spiegato.



Il governo ha poche settimane per trovare una soluzione
Adesso come si muovera' il governo nella vicenda Embraco? "Embraco ha la nostra proposta, se tornano indietro siamo disponibili a prenderli in considerazione, ma io altre riunioni che si chiudono con "forse..", "ma.." non ne faccio piu'. Preferisco partire in quarta con Invitalia per capire se ci sono proposte e supportarle". La road map? "Il tempo limite e' dato dalla procedura di mobilita', quindi fino a fine marzo. Siamo gia' partiti, il mio staff ci sta lavorando, io stesso ci sto lavorando. Aggiorneremo i sindacati in settimana"."Noi - ha proseguito Calenda - abbiamo l'obiettivo di tenere le multinazionali in Italia, tutt'altra cosa di quello che propugna chi vuole mettere in atto politiche che le farebbero scappare. La situazione di Embraco? "Davvero brutta. Un comportamento, quello dell'azienda, assurdo e da irresponsabili.

Il no alla cassa integrazione, l'ira del ministro
Alla proposta del governo su stop licenziamenti e Cig, "Embraco ha risposto negativamente, si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell'azienda. Le loro motivazioni dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell'impresa".

Così il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, aggiungendo "Adesso non ricevo più questa genta... questa gente perché onestamente ne ho avuto fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua".



Sulla vertenza Embraco, dopo lo stop della trattativa dovuto al rifiuto dell'azienda di bloccare le procedure di licenziamento "nel frattempo, attiviamo urgentemente un lavoro con Invitalia per cercare di trovare un percorso di reindustrializzazione a questo punto in tempi molto più brevi perché abbiamo poco più di un mese per chiudere tutto quanto", ha aggiunto il ministro Calenda.

Il ministro sottolinea di aver sentito i legali dell'azienda insieme al Presidente della Regione Sergio Chiamparino offrendo loro "sostegno per avviare la cassa integrazione.  L'azienda ci ha risposto negativamente - riferisce Calenda  - non si capisce questo atteggiamento perché la differenza tra la loro proposta e la nostra non è materiale se non fosse che con la cassa integrazione si consente un percorso di reindustrializzazione in continuità e questo è molto importante perché ci sono imprenditori interessati".

La multinazionale, riferisce ancora il ministro, "ci ha detto che devono licenziare ora perché hanno un problema con la Borsa, cosa che non mi era mai capitato di sentire. Ne prendiamo atto e agiremo di conseguenza".

Calenda: "Ho detto gent... e mi sono corretto"
"Ho detto gent... e poi mi sono corretto". Così Carlo Calenda ha specificato nel corso di un'intervista radiofonica, in merito al termine "gentaglia" riportato oggi dopo l'incontro con i rappresentanti di Embraco. "Detto questo - ha aggiunto - la sostanza non cambia perché il comportamento di Embraco è totalmente inaccettabile". 

Chiamparino: irresponsabilità verso comunità piemontese 
Da parte di Embraco "c'è un atteggiamento di totale irresponsabilità verso 500 famiglie più quelle dei fornitori, verso la comunità piemontese e il governo". Lo ha detto il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino. "Non credo - ha aggiunto - che abbiano calcolato bene le ripercussioni di tipo economico e sul mercato che questa loro irresponsabilità sociale potrà avere sulla azienda stessa, sulla sua capacità di stare sul mercato".

Lavoratori in corteo bloccano statale
La conferma dei licenziamenti da parte dell'azienda al Mise ha fatto scattare la protesta dei lavoratori Embraco. Un corteo, in occasione dello sciopero di quattro ore dichiarato in concomitanza con l'incontro romano, si è svolto attorno alla fabbrica bloccando il traffico sulla statale Torino-Asti. Alla fine del primo turno i manifestanti sono tornati ai cancelli. Per il secondo turno, cominciato alle 14, sono state aumentate ad otto le ore di sciopero in considerazione degli sviluppi del tavolo romano.

"Siamo di fronte a un fatto inaccettabile non solo per noi e i lavoratori ma anche per il governo - commenta Federico Bellono segretario torinese Fiom Cgil - e mi aspetto che il governo trovi comunque il modo di far tornare sui propri passi l'Embraco. Per l'esecutivo credo si tratti anche di una questione di credibilità e di autorevolezza politica". 

Consulenti lavoro: stupore per parole Calenda, allo studio azione legale
Si apprendono con stupore le dichiarazioni del Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, a proposito della vicenda Embraco e della relativa volontà di non voler più aver a che fare con i referenti dell'azienda e con i loro consulenti del lavoro italiani definendoli "gentaglia". Il Consiglio nazionale dell'ordine dei Consulenti del Lavoro, pur non entrando nel merito della trattativa sindacale all'interno dell'azienda, prende posizione sulle esternazioni del ministro Calenda, riprese dalle agenzie di stampa subito dopo l'incontro odierno al Mise. La vertenza, peraltro, non è stata seguita da nessun iscritto all'ordine dei Consulenti del Lavoro. Non è accettabile - si legge in un comunicato - che si accostino termini denigratori come "gentaglia" a quello dei Consulenti del Lavoro, generalizzando e di conseguenza diffamando in una sola occasione una categoria composta da 27 mila iscritti, che fa del rispetto delle regole in materia di lavoro il suo punto di forza. Per questo è in fase di valutazione un'azione legale a tutela della categoria dei Consulente del Lavoro, rappresentati dall'ordine professionale vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero di Giustizia. 
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