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MONDO

Tripoli: "Raid aerei su Zawiya, morti e feriti"

Turchia, Erdogan: a gennaio voto in parlamento per l'invio di truppe in Libia

Il parlamento turco voterà su un eventuale invio di truppe a sostegno del governo di Tripoli, contro le forze del generale Haftar. Il voto si terrà nel giorno della visita a Istanbul del presidente russo Putin, che sostiene l'altro fronte, quello di Haftar. Palazzo Chigi: lungo colloquio tra Conte e Putin

Esercito di Haftar (Foto archivio)
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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, afferma di avere ricevuto dal governo libico di unità nazionale (Gna) con sede a Tripoli una richiesta di intervento militare, in conseguenza della quale verrà presentata al Parlamento turco la mozione per l'invio di soldati in Libia. "Presenteremo la mozione per l'invio di soldati in Libia alla ripresa dei lavori del Parlamento" il 7 gennaio, ha dichiarato Erdogan durante un discorso ad Ankara. "Se Dio vuole, potremo farla adottare l'8 o il 9 gennaio e rispondere così in modo favorevole all'invito del governo libico legittimo" di aiutarlo militarmente, ha proseguito Erdogan. "Sosterremo con ogni mezzo il governo di Tripoli, che resiste contro un generale golpista sostenuto da Paesi arabi ed europei", ha aggiunto poi il capo dello Stato turco riferendosi al maresciallo Khalifa Haftar, uomo forte dell'est della Libia, che ad aprile ha lanciato un'offensiva per prendere il controllo di Tripoli.

Un dispiegamento di soldati turchi sul terreno potrebbe aggravare il conflitto libico, che è alimentato da potenze regionali rivali e dilania il Paese dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011.

Per giustificare tale intervento, la Turchia fa valere che il governo di unità nazionale libico Gna è riconosciuto dall'Onu, mentre il maresciallo Haftar non ha alcuna legittimità internazionale nonostante benefici dell'aiuto di alcuni Paesi. Il 27 novembre la Turchia e il governo di Tripoli, durante una visita del premier libico Fayez al-Sarraj a Istanbul, hanno firmato un accordo di cooperazione militare e di sicurezza, nonché un accordo di delimitazione marittima che permette ad Ankara di far valere dei diritti su vaste zone nel Mediterraneo orientale ricche di idrocarburi, a grande danno di Grecia, Egitto, Cipro e Israele.

Sabato il Parlamento turco ha approvato l'accordo di cooperazione militare e di sicurezza, che è entrato in vigore giovedì dopo la sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale; l'intesa permette alle due parti di inviare nei reciproci Paesi personale militare e di polizia per missioni di addestramento, mentre per il dispiegamento di forze di combattimento è necessario un mandato separato del Parlamento turco. Haftar è sostenuto da Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, tutti rivali regionali della Turchia e di un altro alleato del governo di Tripoli, il Qatar.




"Loro sostengono un signore della guerra. Noi, invece, rispondiamo all'invito del governo libico legittimo, questa è la differenza", ha dichiarato Erdogan, che afferma che le forze di Haftar beneficiano anche del sostegno di una compagnia di sicurezza russa, Wagner, dando così credito a informazioni di stampa sulla presenza di mercenari russi in Libia, smentita da Mosca. "Mi chiedo cosa facciano in Libia e a quale titolo questi 5mila sudanesi e 2mila altri della compagnia russa Wagner vi si trovino", aveva detto Erdogan mercoledì.

Colloquio tra Conte e Putin
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto questo pomeriggio una lunga e articolata conversazione con il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Al centro dei colloqui i bilaterali, la crisi ucraina, siriana e soprattutto la Libia. Su quest'ultimo dossier, in particolare, i due Presidenti si sono ripromessi un aggiornamento costante in considerazione della importanza strategica che la Libia riveste per gli interessi anche italiani.

Il presidente egiziano al-Sisi a Conte: sostegno a stabilità e sicurezza della Libia
Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, in una telefonata ha ribadito la posizione del Cairo "a sostegno della stabilità e della sicurezza della Libia, ascoltando la volontà del popolo libico". Lo ha riferito il Libyan Address Journal citando Bassam Radi, portavoce della presidenza egiziana. Al-Sisi ha anche ricordato il sostegno del Cairo agli "sforzi dell'Esercito nazionale libico nella lotta al terrorismo e nell'eliminazione delle organizzazioni terroristiche che rappresentano una minaccia non solo per la Libia ma per la sicurezza regionale". Il presidente egiziano ha quindi denunciato "tutte le interferenze esterne negli affari interni libici". 

Tripoli: "Raid aerei su Zawiya, morti e feriti"
"Aerei da guerra a supporto del criminale di guerra Haftar hanno colpito una farmacia e negozi commerciali nella città di Zawiya": lo afferma l'ufficio media delle forze militari di Tripoli, affermando che nei raid ci sono "morti e feriti, tra cui donne e bambini". Le vittime sono confermate anche dal centro di emergenza e supporto medico della città a circa 50 km ad ovest della capitale. Un altro raid, riferiscono i media locali, ha colpito il porto nei pressi della raffineria, la più importante dell'ovest libico. 
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