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Rai News
ITALIA

Polemica a Modena

Escrementi in giardino Kyenge: razzismo o lite tra vicini?

L'ex ministro torna sulla vicenda dopo che un quotidiano locale ha riportato la testimonianza di un anonimo che ammetteva di essere stato lui a imbrattare i muri dopo discussioni relative al cane di Kyenge

È ancora polemica sul vandalismo dell’abitazione di proprietà dell’ex ministro dell’integrazione, Cécile Kyenge, nel cui giardino ignoti avevano nei giorni scorsi imbrattato i muri e sparso escrementi. Secondo quanto riportato oggi dal “Resto del Carlino”, un anonimo residente di Gaggio di Castelfranco, dove ha casa l’esponente del Pd aveva confessato di essere stato lui “come gesto di esasperazione verso un atteggiamento incivile”, perché il marito dell’ex esponente del Governo Letta non raccoglierebbe “mai le deiezioni del loro cane di grossa taglia e all'ennesimo episodio non ci ho visto più dalla rabbia, ho rimosso le feci e le ho gettate nel giardino".

Kyenge ha però subito risposto smentendo in sostanza l’ipotesi formulata dal quotidiano emiliano e parlando di “presunte liti di vicinato che avrebbero portato qualcuno dei nostri vicini a compiere episodi delittuosi di spargimento di escrementi sui muri e sui cancelli della nostra casa”. L’ex ministro conferma, per quanto riguarda la sua famiglia, il “buon rapporto che intratteniamo con i nostri vicini, molti dei quali vivono insieme a noi dalla nascita di questa zona residenziale di Gaggio, intrattenendo fin dal primo giorno rapporti eccellenti con noi".

L’europarlamentare Pd aggiunge che “a memoria mia e di tutta la nostra famiglia, non abbiamo ricordo di liti con i nostri vicini e non abbiamo il sospetto che qualcuno, nel nostro quartiere, possa avercela con noi in generale, e in particolare a proposito del nostro cane Zibi, tanto da raccogliere presunti escrementi di quest'ultimo in giro e rilanciarceli sui muri e sui cancelli”. Il "vicino anonimo", evocato dal giornale, che avrebbe raccolto escrementi di un cane presso il proprio domicilio, o lungo la strada, avrebbe “rigettato contro il nostro muro escrementi di cui è l'unico a conoscere l'origine". Si tratta dunque di “un tentativo – continua Kyenge - di attribuire al nostro cane le responsabilità di un gesto d'odio compiuto proprio contro di me e la mia famiglia”. L’ex ministro conclude ricordando di aver sporto “regolare denuncia presso le autorità competenti” a cui vuole lasciare “la decisione di intraprendere accertamenti ed indagini affinché le responsabilità siano stabilite sulla questione”.