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MONDO

Esplosione a Lione, è caccia all'uomo. Procuratore: "Congegno comandato a distanza"

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Continua la ricerca dell'uomo che ieri pomeriggio ha depositato una borsa che alle 17,30 di ieri è esploso davanti alla panetteria di via Victor Hugo. La polizia ha fatto appello ai testimoni e ha diffuso la fotografia del sospetto, catturata da una fotocamera CCTV municipale. Secondo una fonte vicina alle indagini, il ricercato ha circa trenta anni. Nella bomba, inoltre, sono state trovate tracce di perossido d'acetone (Tatp), un esplosivo usato in molti attentati rivendicati dallo Stato Islamico. Detto "madre di Satana" è un esplosivo relativamente facile da realizzare, ma molto instabile. Fu utilizzato fra l'altro per le cinture esplosive degli attentati del 13  novembre 2015 a Parigi. Fonti degli inquirenti riferiscono anche che è  stato isolato un Dna fra i resti dell'ordigno, ma al momento non è chiaro se si tratti del misterioso attentatore. L'inchiesta è stata affidata alla procura anti terrorismo di Parigi. Nessuna pista comunque è attualmente favorita per quello che riguarda il profilo dell'attentatore e le sue motivazioni.

Tre delle 13 persone ferite sono ancora ricoverate in ospedale. Lo ha reso noto il sindaco della città Gerard Collomb all'emittente di Bfmtv, aggiungendo che solo uno dei tre ancora in ospedale ha subito gravi lesioni nell'esplosione.

In tarda serata le autorità hanno pubblicato un appello su Twitter per cercare eventuali testimoni e una foto ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del
sospettato, definito come "pericoloso".

L'ordigno esploso ieri pomeriggio nel centro di Lione era "telecomandato a distanza", finora non ci sono state rivendicazioni dell'atto e diversi fra i 13 feriti vengono sottoposti ad interventi chirurgici per l'estrazione di schegge: queste le principali informazioni date dal procuratore della repubblica Remy Heitz durante una conferenza stampa oggi a Lione. Il procuratore ha parlato di "diverse testimonianze" e di una caccia all'uomo che continua. 

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