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MONDO

Dal Governo di Duterte

Espulso dalle Filippine per “attività politica” europarlamentare italiano

Il vicepresidente del Pse Giacomo Filibeck è stato respinto in aeroporto, aveva denunciato gli omicidi compiuti nel paese durante la campagna contro il traffico di droga

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Espulso dal governo di Duterte, nelle Filippine, un europarlamentare italiano. Le autorità del paese asiatico hanno infatti negato l'ingresso ed espulso l'europarlamentare italiano Giacomo Filibeck, al suo arrivo all'aeroporto di Cebu, domenica mattina. Eletto col Partito democratico e vicesegretario generale del Pse (il Partito socialista europeo), Filibeck è stato fermato con l'accusa di aver intrapreso "attività politica di opposizione", secondo le autorità filippine per l'immigrazione.

Il deputato si era recato nel Sud-Est asiatico dietro invito del partito di opposizione Akbayan, per partecipare a un congresso. In precedenza era stato membro di una delegazione di politici europei che nell'ottobre 2017 aveva condotto una missione per denunciare "gli assassini extra-giudiziali" di migliaia di persone, a causa della guerra al traffico di droga lanciata dal presidente Rodrigo Duterte a metà del 2016. Nel quadro di questa guerra la polizia dice di aver ucciso 4mila 100 sospetti trafficanti, mentre secondo le organizzazioni per i diritti umani le vittime sono almeno tre volte di più.

Per l'ufficio immigrazione filippino, Filibeck ha violato le condizioni del suo visto, che lo indicano come turista. "Mister Filibeck è elencato nella nostra lista nera per aver violato le leggi sull'immigrazione che proibiscono agli stranieri di svolgere attività politica nel nostro paese", ha spiegato il segretario alla Giustizia, Menardo Guevarra. Il portavoce di Duterte, Harry Roque, ha giudicato la decisione un "esercizio di sovranità", aggiungendo che "Il leader socialista è una di quelle persone che non vogliamo avere nel nostro territorio". Il Pse ha denunciato l'espulsione di Filibeck e informato dell'incidente la rappresentante della diplomazia europea Federica Mogherini: "è del tutto inaccettabile che un rappresentante politico del Pse venga trattato come un criminale dietro ordine del governo", ha dichiarato il presidente del partito, Sergei Stanishev, aggiungendo che i socialisti continueranno ad esprimere “solidarietà all'opposizione democratica contro il crescente autoritarismo del regime di Duterte nelle Filippine"
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