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ITALIA

Dopo la sentenza della Cassazione

Eternit, il legale del magnate svizzero: "Schmidheiny non può essere processato due volte"

I legali di Stephan Schmidheiny indicano il principio di 'ne bis in idem' rivendicando l'impossibilità di processare per omicidio il loro assistito

Ex Area dello stabilimento ETERNIT nel Comune di Casale Monferrato (ANSA)
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Il processo per omicidio a Stephan Schmidheiny non si può fare perché "si scontra con il principio che non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto". A sottolinearlo è il professore Astolfo Di Amato, avvocato difensore dell'imprenditore svizzero processato per disastro ambientale, che indica il principio noto fra i giuristi con la locuzione latina 'ne bis in idem' ("non due volte per la medesima cosa"). La condanna di Schmidheiny è stata annullata in Cassazione per prescrizione, mentre la procura di Torino ha chiuso l'inchiesta bis per omicidio volontario, continuato e pluriaggravato per 256 casi di morte.

"I fatti elencati dalla procura di Torino nell'inchiesta per omicidio volontario - spiega Di Amato - sono gli stessi che sono stati portati al vaglio della Cassazione nell'ambito del processo per disastro doloso. Vengono solo riproposti in modo diverso".    

"In ogni caso - precisa il legale - anche queste accuse sono infondate nel merito. Schmidheiny si è sempre adoperato per la protezione dei lavoratori della Eternit e delle popolazioni delle città in cui sorgevano gli stabilimenti".
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