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MONDO

Acquisirà il 49% del capitale Alitalia

Etihad, la più rapida crescita nella storia dell’aviazione

La più piccola compagnia delle 'Big three' del Golfo, l'ultima nata dopo Emirates e Qatar Airways, Etihad ha registrato una crescita esponenziale in appena 11 anni: flotta composta da 85 aerei, mille voli a settimana verso 96 destinazioni, e tra poco avrà anche il 49% del capitale Alitalia

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Ha solo 11 anni ma ne dimostra molti di più. E' difficile pensare, infatti, che una compagnia nata nel 2003 abbia fatto questi passi da gigante da conquistare la ribalta del trasporto aereo internazionale, con una campagna acquisti, in giro per il mondo, che ora ha come traguardo il matrimonio con la malconcia ma pur sempre storica 'major' Alitalia.
 
Ma questo è il senso di un miracolo industriale: quello di Etihad, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, che, con orgoglio, rivendica di essere l'aviolinea con la più rapida crescita nella storia dell'aviazione. Fu Etihad a stupire tutti, nella prestigiosa vetrina del salone aerospaziale di Farnborough nel 2008, con un maxiordine per 100 nuovi aerei.
 
Un chiaro segnale degli obiettivi ambiziosi cui puntava la più piccola delle 'Big three' del Golfo, l'ultima nata dopo Emirates e Qatar Airways. E, in quella lontana estate, mentre in Italia si combatteva la battaglia per salvaguardare l'italianità di Alitalia, ormai tecnicamente fallita, nessuno avrebbe scommesso che i destini tra le due compagnie si sarebbero incrociati nel giro di qualche anno.
 
Etihad Airways è nata come la compagnia aerea nazionale degli Emirati Arabi Uniti, con un regio decreto emanato nel luglio del 2003 e ha cominciato a operare con un solo aeromobile e una sola rotta Abu Dhabi - Al Ain In una fase di crescita e di effervescenza dei mercati di quell'area, la sua era una mission ben precisa: sostenere lo sviluppo di Abu Dhabi come centro d'affari e meta turistica internazionale.
 
Nel giro di tre anni, la flotta cresceva a 24 aerei e le destinazioni diventano 40. Ma la situazione non era rosea: il load factor era basso così come la redditività. Tuttavia, poteva contare sul forte appoggio del Governo di Abu Dhabi.
 
Ma il grande salto è arrivato quando ha deciso di aumentare la propria potenza di fuoco. Arrivavano i maxi ordini con l'acquisto, nel 2004, di 29 aerei, tra cui cinque Boeing 777-300ER , e una flotta di Airbus, tra cui ben quattro A380. Ma questo era solo un antipasto. L'altro colpo grosso di quegli anni fu quello, appunto, di Farnborough 2008 con 100 aerei.
 
Ma c'è un'altro passaggio che ha segnato la storia della compagnia, l'arrivo alla cloche di James Hogan, manager di lungo corso nel settore del trasporto aereo e del turismo, che assunse nel 2006 l'incarico di amministratore delegato e presidente.
 
Alla base della sua strategia c'era e c'è una combinazione di rapida crescita organica, lo sviluppo di partnership aggressive e acquisizioni innovative di capitale. E così che Etihad è diventata un 'brand globale', come Hogan tiene oggi a sottolineare.
 
Oggi, la compagnia effettua oltre 1.000 voli settimanali verso 96 destinazioni sia passeggeri che cargo in Medio Oriente, Africa, Europa, Asia, Australia, America del Nord e America del Sud, con una flotta di 85 aerei di Airbus e Boeing. E detiene quote di partecipazione attualmente in airberlin, Air Seychelles, Aer Lingus, Virgin Australia, Air Serbia, Jet Airways, Darwin. E, intanto, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il premio quale "World's Leading Airline" nel 2009, 2010 e 2011. Del resto il motto è "Welcome to a more comfortable world".
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