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MONDO

Dopo la decisione di Trump di abbandonare gli accordi di Parigi sul clima

Europa, Cina e India rispetteranno gli accordi di Parigi. Putin consiglia maggiore cautela a Trump

Secondo il segretario di Stato Usa Rex Tillerson gli Stati Uniti si impegneranno in modo unilaterale per diminuire le emissioni di gas serra. Negli Usa si moltiplicano le iniziative contro la decisione del presidente Trump. Dal Vaticano il commento del Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze: "Un disastro"

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Dopo il ‘gran rifiuto’ di Donald Trump all’accordo di Parigi sul clima e la dura risposta firmata Merkel, Macron e Gentiloni in cui si comunicava al presidente americano che l’Europa non avrebbe rinegoziato l’accordo, Trump deve incassare anche una presa di distanza da parte del presidente russo Vladimir Putin: "Non vorrei giudicare Trump, perché è stato il presidente Obama a prendere queste decisioni" di aderire all'accordo di Parigi e "forse l'attuale presidente Usa ritiene che non siano pensate nel modo opportuno" o "forse pensa che non ci siano le risorse necessarie" ma gli Stati Uniti avrebbero potuto optare per modificare i loro obblighi senza uscire dall'accordo, dal momento che il documento è un "accordo quadro".  
 
Europa, Cina e India rispetteranno i loro impegni sul clima
Al coro dei No a trump si erano già aggiunte la Cina e l’India che hanno dichiarato la loro intenzione di rispettare gli accordi a suo tempo firmati.
 
L'Unione europea e la Cina proseguiranno la lotta contro il cambiamento climatico "con o senza gli Stati Uniti". E’ quanto ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, parlando in conferenza stampa congiunta con il premier cinese Li Keqiang e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker al XII summit Ue-Cina a Bruxelles. Il vertice, in cui sia Bruxelles che Pechino hanno ribadito la ferma difesa dell'accordo di Parigi. "Mentre Cina e Ue si impegnano per le future generazioni, gli Usa commettono un errore storico", ha detto ancora Tusk in un incontro con la stampa.
 
L'amministrazione Trump e Rex Tillerson cercano di riaprire il dialogo
In questo contesto perfino Washington sembra fare un mezzo passo indietro: "l'America resta impegnata sul fronte dell'alleanza transatlantica e degli sforzi per proteggere l'ambiente": si legge in un comunicato della Casa bianca – in cui ricordando che Trump aveva personalmente informato Angela Merkel, Emmanuel Macron, Theresa May e Justin Trudeau si afferma che "i leader si sono detti d'accordo nel continuare il dialogo e nel rafforzare la cooperazione sulle questioni ambientali e su altri temi".

Secondo il segretario di Stato, Rex Tillerson, gli Stati Uniti si impegneranno in modo unilaterale per diminuire le emissioni di gas serra. Tillerson, ex a.d. del colosso petrolifero Exxon Mobil, sin dall'inizio si era espresso a favore del patto sul clima, diventando insieme a pochi altri all'interno dell'amministrazione americana una voce contraria alla scelta di Trump. 

Autorità ambiente Usa: "Non abbiamo nulla di cui scusarci"
"Gli Stati Uniti non hanno nulla di cui scusarsi" per avere deciso di ritirarsi dall'accordo di Parigi sul clima. Lo ha detto Scott Pruitt, numero uno dell'Agenzia per la protezione ambientale americana, l'Epa. Ribadendo come aveva fatto ieri dal Rose Garden della Casa Bianca, Pruitt ha detto che la scelta del Commander in Chief è stata "coraggiosa" e che ha "messo gli interessi degli americani al primo posto". A chi gli ha chiesto se Trump sia convinto che il cambiamento climatico sia una bufala, lui non ha risposto limitandosi a spiegare che "il focus delle discussioni delle ultime settimane era volto a determinare se l'accordo di Parigi era buono o cattivo". Ovviamente l'amministrazione Trump ha deciso che è cattivo.

Negli Usa si moltiplicano le iniziative contro la decisione del presidente Trump 
Intanto anche negli Stati uniti si moltiplicano le prese di posizione contro la mossa di trump. New York si è illuminata di verde dopo lo strappo di Donald Trump sull'accordo di Parigi contro il cambiamento climatico. L'Empire State building e la Freedom tower si sono accese di lampadine led per segnalare la presa netta di distanze dall'annuncio della casa bianca.  "New York brilla di verde per il nostro pianeta, la nostra salute e il futuro dei nostri figli", questo il messaggio su twitter del governatore di New York Andrew Cuomo, ma anche il sindaco Bill de Blasio non è stato da meno con City hall illuminata in verde "perchè la grande mela onorera' l'accordo di Parigi".
 
Verdi anche il municipio di Boston e il Wilson building a Washington: "abbiamo l'obbligo di proteggere il clima per le generazioni che verranno", ha twittato la sindaco della capitale, Muriel Bowser.
 
L'illuminazione anti-Trump dei maggiori monumenti è stata contagiosa: altre città come Sidney, dove faceva già giorno quando Trump ha "licenziato" l'accordo sul clima, si sono unite oggi alle metropoli Usa. Verdi intanto anche città del Messico, Montreal e la stessa Parigi: "a dispetto della decisione di Trump, le città applicheranno l'accordo", ha detto la sindaco Anne Hidalgo.
 
Dal Vaticano il commento del Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze: un disastro
"Un disastro per l'umanità e per il pianeta". Così monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze commenta ai microfoni delle radio cattoliche italiane, la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di sfilarsi dall'accordo sul clima di Parigi. "Questo - aggiunge mons. Sorondo - è andare contro quello che ha detto il Papa, che si basa nella Laudato si' sul consenso scientifico, e quindi contro la scienza. Una "decisione terribile" vista l'importanza dell'America che potrebbe dare il cattivo esempio ad altre nazioni, sottolinea monsignor Sorondo. Interessante secondo monsignor Sorondo è la posizione europea che è rimasta ferma nella difesa dell'accordo di Parigi: "L'Europa deve riempire un vuoto che lascia l'America e fare la guida in questa situazione. E' l'ora dell'Europa appoggiata dalla Cina e dall'Asia".

G7: forse Gentiloni a riunione ambiente di Bologna
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - si apprende - potrebbe partecipare al G7 ambiente a Bologna il prossimo fine settimana. E ciò per sottolineare l'importanza che il governo italiano dà ai temi del clima, anche alla luce della decisione degli Usa di abbandonare l'accordo di Parigi.
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