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POLITICA

Europee: Calenda lancia il Manifesto per una lista europeista anti sovranista

"La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L'obiettivo non è conservare l'Europa che c'è, ma rifondarla" scrive su Twitter l'ex ministro.  Plauso di Martina, Gentiloni e Zingaretti. Tra i primi firmatari anche imprenditori, economisti, filosofi e docenti

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"Bene ci siamo. Su siamo europei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli". Così su Twitter l'ex ministro Carlo Calenda lancia il 'Manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee'.


"Il nostro è un grande paese fondatore dell'Unione Europea, protagonista dell'evoluzione di questo progetto nell'arco di più di 60 anni - si legge nel manifesto -. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d'Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza, economica e politica, dipendono dall'esito di questo processo". "Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un'involuzione democratica nel cuore dell'Occidente - prosegue il documento -. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L'obiettivo non è conservare l'Europa che c'è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell'umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent'anni".

"Un mondo che affronta tre sfide cruciali - sostengono i promotori - il radicale cambiamento del lavoro, e dunque dei rapporti economici e sociali, a causa di un'ulteriore accelerazione dell'innovazione tecnologica; il rischio ambientale e la necessaria costruzione di un modello di sviluppo legato alla sostenibilità; uno scenario internazionale più pericoloso e conflittuale. Le forze da mobilitare per la costruzione della nuova Europa sono quelle del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione".

Parole subito sottoscritte da Martina, "io ci sono!", mentre Zingaretti aveva già parlato della necessità di unire il fronte europeo in una intervista di pochi giorni fa: "Dovremo costruire una nuova piattaforma per cambiare l'Europa. Serve una lista forte, unitaria e aperta. Dobbiamo aprirci e allargarci, aggregare forze culturali, economiche e sociali per dare un'idea che c'è un'Europa da rifondare. Loro, i leghisti, vogliono picconare l'Europa noi rifondarla". Parole, quelle di Zingaretti, accolte positivamente dallo stesso Calenda che, in quelle stesse ore, stava già mettendo a punto il suo manifesto. Non solo. Paolo Gentiloni, ex premier e 'main sponsor' di Zingaretti al congresso, twitta così: "Democratici ed europeisti. L'appello per una lista unitaria promosso da Carlo Calenda indica una strada giusta per fermare il nazional populismo. Proviamoci". Aderisce anche l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti.

Tra i primi firmatari del Manifesto ci sono imprenditori come Paolo Merloni e Alberto Bombassei, economisti come Irene Tinagli, scrittori come Edoardo Nesi e sindaci come Beppe Sala (Milano) e Dario Nardella (Firenze). Inoltre, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di Mdp e quello del Piemonte Sergio Chiamparino del Pd, il filosofo Emanuele Severino, lo storico Giuseppe Vacca, Francesca Barzini di 'Roma dice basta' (movimento critico con la giunta Raggi).

E ancora, tra i primi 100 firmatari dell'appello dell'ex ministro dello Sviluppo economico figurano Irene Bozzoni, docente di biologia all'Università Sapienza di Roma, Emiliano Giorgi, lavoratore dell'azienda Ast di Terni, l'ex vice ministro degli Esteri di centrosinistra Mario Giro (Democrazia solidale). Hanno aderito, tra gli altri, l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, la teologa dell'Università Gregoriana Stella Morra e la collega Marinella Perroni, l'insegnante e pedagogista Mila Spicola, l'ex ministro Claudio De Vincenti, professore di economia alla Sapienza.

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