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ECONOMIA

"Entro 30 giorni Ilva torna a Commissari"

Ex Ilva, Arcelor Mittal notifica ai Commissari la volontà di ritirarsi

"Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale", dice il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli. Nel pomeriggio vertice al Mise: "Il governo non consentirà la chiusura"

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Il gigante dell'acciaio ArcelorMittal ha annunciato il ritiro dalla ex Ilva di Taranto. Con una nota, la società ha riferito di aver inviato ai Commissari straordinari di Ilva "una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso" riguardo l'affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d'azienda di Ilva e di alcune sue controllate. Il gruppo ricorda che il contratto prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l'attuazione del piano industriale, la Società ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso Contratto.

Secondo i contenuti dell'accordo del 31 ottobre 2018 Arcelor Mittal "ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione" della volontà di ArcelorMittal di lasciare l'Ilva, si legge in un comunicato del gruppo.

Nel pomeriggio è previsto un vertice al Mise, i ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Giuseppe Luciano Provenzano (Sud), Sergio Costa (Ambiente) terranno un incontro sul futuro del gruppo Ilva.

Fonti Mise, Governo non consentirà chiusura
"Il governo non consentirà la chiusura dell'Ilva" lo affermano fonti del Mise presenti al vertice straordinario al ministero di via Veneto con Patuanelli, Provenzano, Speranza, Catalfo, Costa e rappresentati del Ministero dell'Economia. "Non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto. Convocheremo immediatamente Mittal "afferma la fonte vicina al ministro Patuanelli.

Arcelor Mittal mette nel mirino il provvedimento con cui, dal 3 novembre 2019, "il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso". In aggiunta "i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019. Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento renderebbe impossibile per la Società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il Contratto", recita la nota.

A.d. Morselli, servirà piano sospensione attività
"Sarà necessario attuare un piano di ordinata sospensione di tutte le attività produttive ac ominciare dall'area a caldo dello stabilimento di Taranto, che è la più esposta ai rischi derivanti dall'assenza di protezioni legali". Lo scrive l'ad e presidente di A.Mittal Italia Lucia Morselli ai dipendenti. "Anche le attività di tutti gli altri reparti e aree operative saranno progressivamente sospese", con l'obiettivo "di mantenere tutti gli impianti in efficienza e pronti per un loro riavvio produttivo".

Bellanova: azienda revochi la decisione
"Arcelor Mittal receda dai propositi appena annunciati ai Commissari Straordinari ex Ilva, il presidente Conte e il ministro Patuanelli intervengano immediatamente per impedire la perdita di circa 20mila posti di lavoro, lo smottamento della filiera italiana dell'acciaio, lo stop al Piano ambientale a Taranto, la compromissione irreversibile di un percorso teso a tutelare salute, lavoro, ambiente". Così la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova dopo aver appreso della nota inviata da Arcelor Mittal.

Cgil, serve impegno di tutti per evitare disastr​o
"Taranto e l'Italia non possono pagare il prezzo di un contenzioso infinito tra Arcelor Mittal e governo. Mai come in questo caso il futuro dipende dal presente,c'è bisogno dell'impegno di tutti per evitare un disastro:l'azienda si fermi e il Governo tenga fede agli impegni presi e ristabilisca le condizioni dell'accordo". Così in una nota il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli.   "In nessuna area del Mezzogiorno - prosegue il dirigente sindacale - che ha vissuto grandi dismissioni industriali, c'è mai stata traccia di sviluppo industriale, urbanistico e ambientale. Da Crotone a Termini Imerese, il Sud ha conosciuto solo sopportazione e assistenza, mai sviluppo e modernizzazione"

Bentivogli (Fim): disimpegno è bomba sociale
"Apprendiamo la notizia della volontà di Arcelor Mittal di comunicare ai commissari la volontà di recedere il contratto. Significa che partono da oggi i 25 giorni per cui lavoratori e impianti ex Ilva torneranno all'Amministrazione Straordinaria. Tra le motivazioni principali, il pasticcio del Salva-imprese sullo scudo penale. Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale". Lo afferma il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli.

Barbagallo, no a catastrofe industriale
"La decisione di Arcelor Mittal prefigura una catastrofe industriale per il nostro Paese: senza gli stabilimenti coinvolti, il futuro della nostra economia diventa più incerto. Questo disimpegno, le cui origini sono da esaminare a fondo, è inaccettabile, perché è il preludio a un dramma occupazionale, sociale e ambientale che deve assolutamente essere evitato". Lo dichiara il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. "Il governo deve intervenire: lo chiederemo con determinazione al premier Conte,già nella riunione di questa sera a Palazzo Chigi".

Federacciai: conseguenze enormi per la filiera
Esprime preoccupazione anche il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato: "Le conseguenze per la filiera sarebbero enormi, esponendo tutti sempre di più alle dinamiche delle importazioni, ma sarebbero pesanti anche per la siderurgia Italiana nel suo complesso che è, ricordiamolo, la seconda in Europa e la decima al mondo". Banzato critica poi le scelte fatte dalla politica. "Quello che temevamo purtroppo si è verificato: cambiare le regole del gioco in corsa poteva fare saltare il banco", aggiunge.

Salvini: Conte riferisca con urgenza alle Camere
"Se il governo tasse, sbarchi, e manette farà scappare anche i proprietari dell'Ilva, mettendo a rischio il lavoro di decine di migliaia di operai e il futuro industriale del Paese sarà un disastro, e le dimissioni sarebbero l'unica risposta possibile. La Lega chiede che Conte venga a riferire urgentemente in Parlamento". Lo sottolinea il leader della Lega Matteo Salvini.

Pd, Conte convochi subito azienda
"Sulla vicenda Ex Ilva esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l'annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull'azienda. Non si perda tempo: il presidente Conte convochi immediatamente Arcelor Mittal. Non si scherza con i lavoratori e con l'ambiente:pretendiamo serietà e rispetto". Così in una nota Pietro Bussolati della segreteria nazionale Pd.

Calenda, Pd-5s-Iv irresponsabile no a scudo penale
"Vorrei solo dire a chi ha votato contro lo "scudo penale" ILVA - Pd,  Mov5Stelle, Italia Viva -:siete degli irresponsabili. Avete distrutto il lavoro di anni e mandato via dal Sud un investitore da 4,2 mld per i vostri giochini politici da 4 soldi". Lo afferma su Twitter Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo.
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