MONDO

Primo turno

Francia, trionfa Macron con oltre il 32%

 Affluenza in forte calo. Crollo storico dei socialisti, flessione dell'estrema destra

Il presidente Macron
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Gli exit poll sulle politiche francesi segnano un trionfo per il partito del presidente Macron e lo spoglio conferma la tendenza.

Con lo scrutinio di circa l'80% delle sezioni, il partito del presidente ha infatti il 31,4%. Gli exit poll attribuiscono alla coalizione centrista presidenziale LReM-MoDem il 32,2% con un numero di seggi tra 390 e 430 su 577 alla prossima Assemblea nazionale.

Sempre dagli exit poll, emergono al secondo posto i Républicains e altri neogollisti con il 21% e 85-120 seggi, davanti all'estrema destra del Fronte nazionale che arretra di molto al 14% e con 3-10 seggi non formerebbe gruppo parlamentare. La sinistra radicale di Mélenchon avrebbe l'11% e 11-21 deputati, mentre il partito socialista è accreditato del 10,2% e 20-35 deputati, segnando una disfatta storica.

Il voto sembra confermare la tendenza di fondo emersa alle scorse presidenziali, archiviando il bipolarismo che aveva caratterizzato decenni di Quinta Repubblica. Gli elettori hanno emarginato i partiti classici con l'emergere della nuova forza centrista di Macron.

Dato preoccupante l'astensione, che per la prima volta nella storia della V Repubblica ha superato il 50%. Un candidato può vincere fin dal primo turno se ottiene il 50% più uno dei voti espressi, rappresentanti almeno il 25% degli iscritti. Contrariamente alle elezioni presidenziali, il tasso di astensione è quindi determinante. Se nessun candidato ottiene queste condizioni al primo turno si passa al ballottaggio, al quale partecipano tutti i candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% dei voti. Può quindi accadere che ne passino tre, se non quattro, al secondo turno, L'obiettivo dei partiti è di ottenere almeno 289 deputati per avere la maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale. Solo in quattro sono stati eletti al primo turno: due per il partito di Macron, uno per i neogollisti e uno alleato dei socialisti. 

Premier Philippe: confermata fiducia a Macron per la terza volta
"Nonostante l'astensione alta, gli elettori francesi hanno confermato per la terza volta la fiducia a Macron". Lo ha dichiarato il premier francese Eduard Philippe alla chiusura delle urne. Gli exit poll danno En Marche in testa con il 32% dei consensi.

Ps: non è sano presidente abbia monopolio potere
"Non è sano né auspicabile che un presidente che è passato con solo il 24% al primo turno delle presidenziali e che ha vinto solo per il rifiuto dell'estrema destra, benefici del monopolio della rappresentazione nazionale. Sarebbe una contraddizione democratica che peserebbe su tutti gli atti del suo quinquennato". Lo ha detto il segretario del Partito socialista, Jean-Christophe Cambadelis, dopo i primi risultati del primo turno. Cambadelis sarebbe stato eliminato al primo turno. Simbolicamente, anche  Benoît Hamon, candidato socialista alle presidenziali dopo aver vinto le primarie, è stato eliminato fin dal primo turno nella circoscrizione delle Yvelines, vicino a Parigi. Lo ha annunciato egli stesso. Hamon aveva vinto le primarie socialiste affermando di voler instaurare in Francia il "reddito universale".

Mélenchon: situazione politica 'instabile'
Nonostante una progressione del partito del Presidente della Repubblica, "i risultati dimostrano una situazione politica totalmente instabile". Lo ha sostenuto Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise e candidato nella prima circoscrizione della Bouche-du-Rhone (sud). "L'ampiezza dell'astensione mostra che non c'è maggioranza nel paese per distruggere il codice del lavoro", ha poi aggiunto il leader della gauche alternativa, invitando i francesi "a non dare al secondo turno i pieni poteri al partito del presidente".

Le Pen: astensione catastrofica, votateci a ballottaggi
"I francesi non hanno mostrato alcun entusiasmo, siamo di fronte a un'astensione catastrofica". Lo ha detto la leader del Front National, Marine Le Pen, ai suoi militanti dopo il primo turno delle politiche francesi, puntando il dito contro "un sistema elettorale che esclude milioni di elettori". "Siamo presenti in numerosi ballottaggi" e "abbiamo una riserva di voti considerevoli", ha aggiunto Le Pen nel suo feudo di Hénin-Beaumont, nel nord della Francia, lanciando "un appello a tutti i patrioti ad andare alle urne domenica prossima per consentire l'elezione di un massimo numero di nostri deputati".
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